Milano

“Formigoni dimettiti”, in mille al sit-in del centrosinistra a Milano

Presidio sotto Palazzo Lombardia

A Palazzo Lombardia a Milano manifestano in mille per dire che il ventennio formigoniano è arrivato al capolinea. La piazza del Pirellone bis si è subito riempita degli esponenti del centrosinistra, semplici cittadini, tantissimi giovani. Sul palco montato per l’occasione c’è una grande scritta arancione e bianca: “Formigoni dimettiti”.

Tra i presenti gli assessori comunali Maria Grazia Guida, Stefano Boeri, Pierfrancesco Majorino e il segretario della camera del lavoro, Onorio Rosati. C’è anche il cantautore Roberto Vecchioni.

Apre una ragazza di 24 anni che richiama i motivi della mobilitazione anifestazione, organizzata da Pd, Idv e Sel coinvolgendo associazioni e movimenti della società civile, dalla Cgil a Libera. Viene letto un messaggio inviato dal sindaco di Milano, che tre giorni fa aveva evocato una grande “ribellione civica”.

Questa sera Pisapia  ha inviato un messaggio che dice: “Milano e la Lombardia si dovevano ribellare ad un potere ormai morente di cui vediamo ogni giorno gli effetti devastanti, il fatto che si ipotizzi concretamente che la criminalità organizzata sia riuscita ad entrare in profondità nella vita di una istituzione pubblica importante come la Regione non può che suscitare sgomento e preoccupazione”. Il messaggio continuava: “La buona politica, la politica sobria e responsabile, è diventata oggi indispensabile perché non vincano qualunquismo e sfiducia. Si tratta di una sfida che tocca tutti, anche noi, ma sono certo che la sapremo vincere”.

 

15 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4 commenti a ““Formigoni dimettiti”, in mille al sit-in del centrosinistra a Milano

  1. R.Gervasini il 16 ottobre 2012, ore 00:25

    Con tantissimi di coloro che manifesteranno anche domani “contro Formigoni” condividiamo la speranza che la chiusura del ventennio formigoniano possa coincidere con l’apertura di una stagione finalmente democratica a partire dalla Lombardia. Sono certo che avrebbero partecipato volentieri in questi anni ai solitari presidi radicali contro Firmigoni e il Consiglio regionale abusivo, se soltanto i capi dei loro partiti e i tenutari della disinformazione televisiva nazionale non glieli avessero nascosti. Questo ha dichiarato ieri Marco Cappato, consigliere radicale.
    I radicali, portando a Sergio Rizzo, del Corriere della Sera, il bilancio del gruppo alla regione Lazio, son stati coloro che han di fatto scatenato la verità. Ma i radicali non li vuole nessuno. A Bersani va bene perfino Casini e negli accordi in vista delle politiche sente Nencini e Vendola e ignora Bonino e Pannella. Ma va bene così, cari compagni, di merende, del PD.Parliamo di Penati? Forse ha ragione Grillo, PDL e PDmeno L. Auguri.

  2. r.gervasini il 16 ottobre 2012, ore 00:52

    Pathetic.

  3. Cittadinosuperpartes il 16 ottobre 2012, ore 15:56

    Essere seri ed onesti non e’ piu’ nel dna della sinistra, o meglio del partito erede del glorioso Partito Comunista Italiano annacquato da democristiani e affini, riducendosi ad essere un partito di centro senza identita’, omologandosi alla pletora di partiti che stanno nelle istituzioni al solo scopo di lucro.Vigliaccamente omologati al punto di aver permesso 20 di Berlusconismo che ha rubato e sputtanato il nostro paese nel mondo cosi come ha permesso al Formigoni lo stesso 20 ennio in lombardia L’unica denuncia e’ stata fatta dai radicali e se tutta la minoranza avrebbe dato le dimissioni e non si sarebbe piu’ presentata in consiglio e parlamento, qualcosa sarebbe scoppiato, ma lo stipendio e i benefit fanno dimenticare a tutti il bene comune, cosicche’ a salvare la faccia di questo bistrattato paese si e’ messo il prof Monti che da grande economista a fregato ancora operai e pensionati facedo pagare il conto di 20 anni di ruberie. Al nostro paese per poter dire che finalmente e’ stata fatta l’ITALIA manca la rivoluzione dove si accerti gli illeciti arricchimenti e espropriato tutto cio accertato, per poi fucilarli alla schiena per alto tradimento.

  4. la Crusca il 16 ottobre 2012, ore 19:18

    Su almeno tre cose non son d’accordo con Cittadinosuperpartes:
    1) la sua scelta dello pseudonimo , visto il contenuto;
    2) il tempo condizionale ed il congiuntivo nell’ipotetica.
    3)la fucilazione.
    CittadinoSuperpartes saprà che le carceri italiane sono luoghi di tortura permanente? Per voler esser sadici.

Rispondi