Varese

Si ricorda l’Ottobre di sangue, ma i politici di Lega e Pdl non partecipano

Deposizione della corona in Largo Resistenza questa mattina

Si è celebrata questa mattina la cerimonia che fa memoria dell’Ottobre di Sangue varesino, organizzata dalla Federazione Associazioni Partigiane  e dal Comune di Varese. Una vicenda che risale all’autunno del ’44, e che riguarda l’eccidio di giovani ragazzi che lottavano per la libertà, inquadrati nella “banda Lazzarini” e  colpiti dalla violenza nazifascista.

Questa mattina si è formato un corteo che prima ha deposto una corona all’Arco Mera e poi ha deposto un’altra corona in Largo Resistenza. In corteo erano presenti il presidente di Anpi Varese, Alessandra Pessina, insieme al vicesindaco Carlo Baroni e a Bruno Pavan, sindaco di Bodio Lomnago. Diversi gli esponenti del Pd, Idv e Fds, mentre non erano presenti politici leghisti e del Pdl (fatta eccezione per Baroni, che comunque ricopriva un ruolo istituzionale), un fatto sconcertante, che si ripete puntualmente ogni anno, come se ricodare la Resistenza fosse un fatto di parte e dimenticando che la Costituzione vigente si fonda su di essa.

In Largo Resistenza si è svolta la cerimonia ufficiale. Presentati da Alessandra Pessina, si sono svolti gli interventi del vicesindaco Baroni e di Angelo Zappoli, in rappresentanza della Federazione Associazioni Partigiane (era assente il partigiano “Cin”).

“Mi domando cosa avrebbero fatto oggi se i giovani fucilati ci fossero ancora. Penso che si sarebbero appassionati òper il bene di tutti”, ha detto Baroni. Soprattutto “in un momento drammatico come questo, in cui i cittadini sono sconcertati e attoniti”. Ha concluso il vicesindaco: “Questi nostro eroi siano oggetto di costante memoria da parte nostra”.

Angelo Zappoli si è invece soffermato sulla “distanza tra valori e aspirazioni e la realtà in cui viviamo, tra l’impegno disinteressato e l’impegno di chi coltivca il proprio interesse. In mezzo scorre un fiume di indifferenza”, ha detto Zappoli. Il rappresentante delle Associazioni partigiane ha attaccato “le spinte populistiche, la cattiva politica e il malaffare”. Una situazione che può essere affrontata con una ripresa di responsabilità e di partecipazione da parte di tutti. “Dobbiamo riprendere la lezione di partigianeria attiva che incaranavano gli eroi caduti nell’Ottobre di sangue”.

14 ottobre 2012
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