Varese

Un futuro da giallista per la giornalista varesina Barbara Zanetti

Da sinistra Diego Pisati, Franco Tettamanti, Barabara Zanetti e Walter Bergamaschi

Barbara Zanetti è una firma di punta del principale quotidiano varesino, “La Prealpina”. Una cronista informata e scrupolosa che non perde occasione per dimostrare la sua grande conoscenza del mondo della sanità varesina. Un bagaglio professionale che le è servito per scrivere “L’incona del lago”, il giallo che segna il debutto della giornalista come scrittrice. Il suo primo libro, pubblicato da Pietro Macchione Editore, è stato presentato oggi pomeriggio al Salone Estense, gremito di amici e di autorità. Un vero pienone, che la neo-scrittrice guarda quasi con stupore, ma anche con innegabile soddisfazione.

Condotta con leggerezza e humour dal giornalista Franco Tettamanti, la presentazione ha visto intervenire Walter Bergamaschi, ex dg dell’azienda ospedaliera varesina, ora tasferito al Niguarda di Milano (“è stato il primo a cui ho fatto leggere il romanzo che avevo scritto”, ha rivelato l’autrice), e il giornalista de “La Prealpina”, Diego Pisati, erudito cinefilo e appassionato giornalista musicale. Divertito l’intervento di Bergamaschi, che con l’opera prima della Zanetti ha giocato: ha parlato delle “cinquanta sfumature della Zanetti”, si è esercitato con le identificazioni tra personaggi del romanzo e personaggi del mondo sanitario varesino, ha avvicinato la Zanetti a due grandi del panorama giallista “made in Italy”, come Carofiglio e Camilleri. “La città di Bari nel caso del primo, Vigata per il secondo, non sono soltanto un paesaggio, ma anche uno sfondo emotivo. Così accade per la Varese del romanzo della Zanetti e per la sua protagonista Angela Borghi”.

A chiamare in causa il sindaco Attilio Fontana, seduto in prima fila con l’editore Pietro Macchione e con il poeta Dino Azzalin, ci ha pensato Tettamanti. “Sono curioso di sapere – ha detto Fontana – il ruolo del direttore generale nel giallo…penso che il fatto che lui sia qui, significhi che lui un ruolo ce l’ha. E spero che il suo ruolo lo possa un po’ punire, visto che ci ha traditi”, ha scherzato il primo cittadino.

Inevitabili i riferimenti al cinema da parte del giornalista Diego Pisati. “Angela Borghi, la protagonista del romanzo di Barbara, è interessante – ha detto Pisati -. Mi ricorda il Commissario Pepe impersonato dal grande Ugo Tognazzi, che cercava di capire cosa stava dietro la città bene, ma alla fine restava sconfitto. La Borghi invece non si arrende e va avanti. Segno che le cose da allora sono migliorate”. E’ intervenuto nuovamente Bergamaschi: “Si potrebbe pensare che dal romanzo esca una Varese decadente, ma in realtà ci sono anche tanti varesini che danno una mano senza chiedere nulla in cambio”.

Una presentazione ricca di spunti, terminata con la classica domanda all’autore dell’opera prima: “Cosa stai scrivendo ora?”, ha domandato Tettamanti. “Nulla, con figli e cinque articoli da scrivere ogni giorno. E poi forse mi può venire voglia di fare un altro figlio”, ha risposto sorridendo la Zanetti. Che al termine dell’incontro ha mandato un saluto al dirigente della Scientifica di Varese, scomparso recentemente, Roberto Ricco.

 

 

13 ottobre 2012
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