Varese

Valentina Cortese incanta i varesini, ma per lei nessuna cittadinanza onoraria

Valentina Cortese al Teatro Santuccio

Una serata incantevole, quella che ha visto protagonista, ieri sera, al Teatro Santuccio, la grandissima Valentina Cortese, come giustamente l’ha definita l’attore e regista Antonio Zanoletti, “l’ultima grande diva del teatro italiano”. A intervistare l’attrice, lo stesso Zanoletti e il giornalista Mario Chiodetti. I due si erano da tempo mobilitati perché si conferisse all’attrice che ha lavorato con alcuni tra i più grandi registi, da Fellini a Truffaut a Giorgio Strehler, la cittadinza onoraria di Varese.

Un impegno coltivato da mesi, ma che ha trovato nel Comune un muro. “Ci è stato detto che non aveva nulla a che fare con Varese”, è stata la risposta di Palazzo Estense. Eppure è stato lo stesso sindaco Attilio Fontana a omaggiare con un mazzo di fiori l’attrice al termine della serata organizzata dal Premio Chiara-Festival del Racconto.

La grande attrice è riuscita ad incantare il pubblico del Santuccio, formato perloppiù da comuni cittadini, mentre erano completamente assenti (tranne il caso della brava Luisa Oneto) gli altri protagonisti della vita teatrale varesina.

Condotta da Zanoletti con verve e tempi televisivi, cioè con rapidi e frequenti interventi, la serata ha ripercorso la lunga vita artistica e sentimentale dell’attrice, che quasi raggiunta la soglia dei 90 anni, ha affidato ad un libro,  ”Quanti sono i domani passati”, le memorie di un percorso ricco di esperienze e di amori. A partire da quello che la legò, giovanissima, al grande direttore d’orchestra Victor De Sabata. E poi l’esperienza di Hollywood, il Piccolo Teatro di Strehler e Paolo Grassi, i rapporti con i registi europei, tappe di una serata che ha consentito ai presenti di gustare la freschezza e la forza di Valentina Cortese. Un ricordo molto affettuoso quello rivolto a Gianni Santuccio, l’attore che Valentina conobbe e a cui è stato intitolato il teatro di via Sacco.

Ogni cosa uscita dalla bocca della Cortese diventava sublime, ogni ricordo si trasformava in un’occasione per darci un assaggio di grande teatro. Al termine della serata, una lunga fila per dediche e autografi. O anche solo per sfiorare un mito di passaggio a Varese, una uggiosa sera di ottobre come tante altre.

 

12 ottobre 2012
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25 commenti a “Valentina Cortese incanta i varesini, ma per lei nessuna cittadinanza onoraria

  1. Bruno Belli il 12 ottobre 2012, ore 10:11

    Non credo che si debba gridare allo scandalo se non sia stata conferita la cittadinanza onoraria a Valentina Cortese.
    La “cittadinanza onoraria”, così come le “lauree ad honorem” non sono riconoscimenti da svilire offrendoli a piè sospinto come si è fatto negli ultimi 20 anni.
    Tanto più che, effettivamente, la signora Cortese non ha prodotto alcunché di incisivo nel nostro territorio.
    Ad esempio, già aleatoria è stata la cittadinanza onoraria conferita a Dacia Maraini.

    Se, poi, il Sindaco ha doverosamente omaggiato l’attrice con un mazzo di fiori, non ha fatto altro che un gentile atto verso un’ospite, che, come ogni ospite, merita tutti i riguardi.
    Riguardi, eccellente accoglimento, cortesia sono comprensibili e doverosi: giustamente, scomodiamo la “cittadinanza onoraria” solo in casi effettivamente opportuni.
    Non, non credo che l’Amministrazione comunale si sia dimostrata sensibile: è stata soltanto pratica e realistica.

    P.S. Leggo dall’articolo che “ogni ricordo si trasformava in un’occasione per darci un assaggio di grande teatro”. Perfetto: Valentina Cortese ha sempre recitato fuori e dentro il teatro (ne seppe qualcosa il grandissimo Victor De Sabata…) come le Duse e le Bernhardt, grandi attrici da ricordare come esempi di una “posa” che resta storica, ma che non ha alcunchè da spartire con il nostri tempi: si preferiscano gli attori che recitano in teatro e che “vivono” la realtà fuori del palcoscenico.
    Forse è per questo che non vi erano i “protagonisti della vita teatrale varesina”.

  2. Bruno Belli il 12 ottobre 2012, ore 10:13

    Errata corrige, si legga “insensibile”, invece che “sensibile. Mi scuso per il refuso.

  3. antonio zanoletti il 12 ottobre 2012, ore 12:23

    cara Varese report. grazie per l’attenzione che avete avuto nei confronti di Valentina Cortese.
    Una considerazione a caldo: ma “gli artisti” varesini, quelli che blaterano tanto di teatro, quelli che si sentono depositari del verbo nuovo, quelli che vendono fumo e sono collocati da conventicole nei posti sbagliati, quelli insomma che si occupano di “cultura”, dov’erano ieri sera? Si fosse presentato qualcuno di loro al teatro Santuccio a sentire e vedere una delle attrici che ci invidia il mondo intero: Valentina Cortese. Avessero avuto l’umiltà, non dico il piacere, di venire ad imparare cosa vuol dire saper fare questo mestiere con eleganza e professionalità e generosità. Già, la professionalità, parola andata nel dimenticatoio…non che Valentina avesse bisogno di loro. Semmai il contrario. Questo vuol dire che non amano abbastanza il teatro e allora vadano a ravanare il lago e la smettano di riempirsi la bocca bla bla bla…gentuccia proprio.

  4. Secondino Tranquilli il 12 ottobre 2012, ore 12:40

    Il sindaco che omaggia la grande Cortese e poi si rifiuta di dare la cittadinanza onoraria…che spettacolo squallido.

  5. mario il 12 ottobre 2012, ore 15:17

    Bravo Andrea!

  6. david il 12 ottobre 2012, ore 15:32

    ecco la Valucc in quel di Varese, stanotte ho cominciato a leggere la sua autobiografia, e’ avvincente e la consiglio a tutti gli amanti del teatro
    david

  7. Moira il 12 ottobre 2012, ore 21:01

    Ma chi è Zanolettii? La Cortese è famosa ma lui no! Perché si infervora?

  8. Andrea il 12 ottobre 2012, ore 22:00

    A me in verità e’ dispiaciuto moltissimo non esserci… Ma mi trovo a Parigi per lavoro…ho letto pero’ la biografia… Straordinaria!!! Grande festival del racconto!!

  9. antonio zanoletti il 12 ottobre 2012, ore 22:06

    Mi piacerebbe sapere dal signor Belli che cosa è per lui la recitazione. Se è quella di certi attori dei nostri tempi che “sbofonchiano” le parole, vedi le fiction televisive dove non si capisce niente o cosa altro è. Ci faccia un esempio, di grazia, per capire.
    E di De Sabata che cosa vorrebbe dire quando dice ” ne seppe qualcosa il grandissimo Victor de Sabata”? Sa delle cose che noi poveri mortali non sappiamo?
    Ci risiamo, i soliti ADDETTI AI LIVORI. (non è un refuso)
    La realtà è questa, che forse non ci sono, non esistono davvero ” i protagonisti della vita teatrale varesina”. Nebbia, solo bla bla bla e anche qualche quaqquaraquà.
    E sulla mancata giornata da dedicare alla memoria di Gianni Santuccio, cosa ci dice il signor Belli? Anche in quella occasione l’amministrazione comunale è stata pratica e realistica? Allora già che ci siamo dedichiamo il Teatrino, che so, alla Raffaella Carrà o a una delle attricette che fanno musical; che senso ha usare il nome di un grande attore di teatro per un luogo che preferisce altre forme di spettacolo? Anche Santuccio va considerato attore di vecchio stampo?
    La riprova che c’è in atto un collassamento di certi valori, caro signor Belli. Prendiamone atto prima che sia troppo tardi.
    Se la cittadinanza si è preferito tenerla per altre personalità, non per questo si è gridato allo scandalo. Lo si è notato. Tutto qui.

  10. Bruno Belli il 13 ottobre 2012, ore 01:18

    Caro Zanoletti,
    quando si sarà informato della mia professione ed attività, magari presso Mario Chiodetti, che ha usufruito anche della mia ospitalità pubblica, quando avrà, poi, saputo che di livori io non ne possiedo, quando, poi, avrà calato tanto le arie quanto il tono inurbano con cui si è rivolto sia agli “addetti ai lavori”, sia al sottoscritto, che ha semplicemente (da cittadino, da giornalista, da individuo pensante) espresso un parere – condivisibile o no, ma solo un parere – forse potrò rispondere a tutte le domande che vorrà.

    Non temo alcun confronto, sicuro di me stesso.

    Degli attori “televisivi” che Lei cita, dirò soltanto che non me ne importa di alcuno e che non metto sullo stesso piano, che so, la Carrà (che Lei scomoda), Giulia Lazzarini, Anna Miserocchi o Mariangela Melato o Valentina Cortese…

    Lei, invece, forse sarà anche un ottimo attore – non discuto, anche se non ho mai assistito ad una Sua interpretazione – ma quanto ad educazione, se mi trovassi a recensire il Suo modo di fare, non esiterei ad affermare che gliela abbia impartita un troglodita e mi stupisco che un vero Signore che stimo (e penso che la cosa sia reciproca) come Mario Chiodetti non Le abbia suggerito un poco di salutare modestia.

  11. silvia sartorio il 13 ottobre 2012, ore 10:40

    Ho letto con piacere l’articolo sulla serata, purtroppo con mio dispiacere (ma in un certo senso per fortuna, dato il momento!) impegni di lavoro mi hanno impedito di essere presente. Il giorno dopo mi sono fatta raccontare da una mia amica musicista presente alla serata …Come spesso capita a chi fa questo mestiere, sicuramente nel mio caso, l’impossibilità di essere presente non vuol dire snobbare iniziative e spettacoli dei colleghi, che seguo spesso, magari “da lontano” condividendo i percorsi, la ricerca e le fatiche di fare teatro in questi tempi anche nel nel nostro territorio. Un saluto ad Antonio, Silvia.

  12. Secondino Tranquilli il 13 ottobre 2012, ore 10:58

    Cara Moira, l’essere famoso non è indice di qualità (vedi Belen Rodriguez e soci). Zanoletti è un attore e regista che ha dato tanto a Varese, in particolare al Sacro Monte e all’Eremo di santa Caterina, insieme al compianto Fabio Battistini.
    Peccato che il dottor Belli non abbia mai visto un suo spettacolo: da spettatore posso dire che merita e che Zanoletti è attore di qualità e umanità, non solo perché allievo di Strehler o Ronconi, non solo perché ha lavorato nei più importanti teatri italiani (dal Piccolo alla Scala, al teatro greco di Siracusa, a diverse compagnia di teatri stabili), ma perché ha sempre portato avanti un’idea di teatro che oggi si smarrisce.
    Poi ognuno ha i suoi gusti e i suoi pareri, legittimi, e da rispettare.

    Un’altra cosa: per una volta, il dibattito tra l’attore Zanoletti e il critico Belli ci da’ l’antico sapore della diatribe, che non guasta, perché comunica una passione per l’arte che ogni tanto si perde nelle nostre contrade.
    Caro Belli, sempre da lettore e spettatore, non vedo toni inurbani nelle parole di Zanoletti, ma semplicemente qualche provocazione intellettuale. Salutare. Così come non vedo superbia.
    Ma noto due opinioni divergenti, legittime, che appunto trasmettono un po’ di calore intellettuale a questa città: ben venga.

  13. Adriano Gallina il 13 ottobre 2012, ore 12:03

    Mi è spiaciuto molto non poterci essere.

    Devo dire, al contempo, che non mi scandalizza più di tanto una cittadinanza onoraria non concessa, per quel che vale. Mi interessano semmai molto di più i “fatti” culturali o la loro assenza…

    Solo una cosa non riesco a capire: come mai questa “piazza” di discussione – da qualche tempo a questa parte- si é trasformata in realtà una sorta di “arena” nella quale trovano sfogo le, pur legittime, rivendicazioni e frustrazioni dell’arcipelago culturale (ma spesso soprattutto teatrale) varesino? Sempre molto personali e, più o meno sottotesto, indirizzate “ad personam”.

    Personalmente stimo molto la professionalità di Zanoletti – che un po’ conosco – ma francamente non vedo bene dove vada a parare il suo “j’accuse” (peraltro su queste pagine non nuovo) nei confronti di misteriose conventicole varesine, più o meno ad excludendum, dedite al chiacchiericcio culturale.

    Boh: io provo a fare delle cose, più o meno bene, Zanoletti pure, Belli anche. E così Silvia e Andrea qui sopra, e molti altri…

    Più utile – lo dico davvero amichevolmente – darsi una bella calmata e tentare nei limiti del possibile di tenere duro in questi “tempi del colera” del Welfare, senza scatenarsi in zuffe tra poveri che alla fine lasciano tutto com’è (e a tanti, memori del “divide et impera” come regola principe del dominio, è molto utile che sia così).

  14. Bruno Belli il 13 ottobre 2012, ore 13:34

    Ringrazio @Secondino Tranquilli per il suo “post” e confermo di essere tra i primi a sostenere sani dibattiti ed anche “pepe”, qaundo serva, ma ho trovato, sinceramente, e senza polemica, inopportuna, in questo caso, l’”uscita” di Zanoletti, dopo il grazie rivolto al direttore Giacometti.

    Io non c’ero. Però, da quanto leggo, la serata è stata ottima, il pubblico partecipe ed affettuoso con la signora Cortese, affetto meritatissimo, tra l’altro; credo soddisfati gli organizzatori e penso l’Ospite stessa che ha anche potuto rilasciare numerosi autografi.
    Ecco. Tutto il bello e l’atmosfera serena di quel paio d’ore, mi pare che si vanifichi in quell’ “uscita”.

    Ma che importa a Zanoletti di chi ci fosse nel pubblico? Non c’erano forse gli ammiratori della signora Cortese? Il pubblico che mantiene viva l’esperienza e il dono che l’attore offre!
    Non c’erano altri attori? E che se ne importa! C’era il pubblico che la ama.

    Per un ‘artista – credo – che questo valga più di cento cittadinanze onorarie ed onorificenze fornite, nel più dei casi, da individui che, magari, non hanno mai sentito parlare del “premiato” prima di quella serata.

    E allora, basti la soddisfazione dell’ospite e del pubblico!

    L’attore – affermava Scarpetta e lo riprendeva Totò – è solo l’ “umile servitore” del pubblico, ed aveva rincarato già la dose, due secoli prima, Adriana Lecouvreur, “umile ancella / del genio creator” (l’autore del dramma).

  15. Chiara il 13 ottobre 2012, ore 22:26

    Che amarezza questi battibecchi… Ognuno continui a fare il suo, senza criticare gli altri… Soprattutto se non ne conosce la levatura artistico-culturale…
    Grande emozione l’altra sera. Buon mattatore Zanoletti, un po’ in ombra Chiodetti… Ma la Diva era lei… Valentina.

  16. Moira il 14 ottobre 2012, ore 11:19

    Bravo il signor Gallina! Ottima analisi della questione.
    Zanoletti sarà un ottimo attore ma forse, proprio perché fa questo mestiere, vive con troppa preoccupazione il rapporto con il pubblico. Tranquillo Zan! Tutti hanno detto che l’incontro era ok, e la sala era affollata.
    E poi se proprio ti vuoi infervorare fai i nomi, no? Chi è che hai invitato e ha fatto peppèrepè alla tua accoglienza?

  17. stefania il 14 ottobre 2012, ore 19:12

    ……………. bla bla bla bla bla

    caro Belli, una domanda, se ti va di rispondere: eri presente alla serata della Cortese?

  18. Bruno Belli il 15 ottobre 2012, ore 09:49

    Cara Stefania (almeno io mi firmo per intero e mi prendo tutta la responsabilità di quello che dico e che faccio),
    se avesse letto con attenzione avrebbe già la risposta.

    Prima di blaterare – lei – legga con attenzione e poi, semmai, faccia le domande, anche perchè mi sembra proprio che il sottoscritto dica semplicemente che il successo di frequentazione del pubblico sia elemento sufficiente.

    Almeno, per me è così: difatti – con i “fatti” – non mi sono mai permesso di “vomitare” rabbia contro nessuno, dopo ogni mio incontro pubblico ( e ne conto almeno uno settimanale, pensi), indipendentemente dai presenti. Per i meei ospiti, e per me, è sufficiente la gente comune, appassionata, non cerco medaglie, medagliette, nè, tanto meno, di incarnare alcun verbo.

    Quindi, cara Stefania, è Lei che fa blablabla…blablabla, ed anche, forse, Le è scappato un raglio!

  19. Bruno Belli il 15 ottobre 2012, ore 10:05

    Dimenticavo sopra: “se ti va di rispondere?”

    Rispondo sempre, è proprio dell’educazione.

  20. Stefania il 15 ottobre 2012, ore 14:34

    …. Caro Belli,
    Hai dedotto da solo che il mio bla bla bla …. fosse riferito a te?
    Mia nonna soleva dire : ” chi ha la coda di paglia se la bruci”
    Buona passeggiata!

  21. Bruno Belli il 15 ottobre 2012, ore 15:51

    Cara Stefania,
    non ho dedotto proprio niente. La domanda è rivolta a me, dopo il “blablabla”. Vede, io leggo con attenzione. Allore è Lei che si esprime male e dovrebbe controllare come formula i suoi periodi (grammaticali, ovvio).

    Coda di paglia?

    Io Le ho risposto sulla base di quello che Lei mi ha chiesto.
    Il resto sono problemi suoi.
    La passeggiata è sempre salutare ed accetterò il Suo esemplare consiglio.
    A Lei suggerisco o un buon terapeuta (nella ricerca di un equilibrio di porsi in relazione agli altri) o una salutare lettura di Voltiare (per lo stesso motivo).

  22. Bruno Belli il 15 ottobre 2012, ore 15:53

    Un post. Ho sbagliato a scrivere VOLTAIRE.

    E, poi, mi scusi, @Stefania, ma ci conosciamo o abbiamo, per caso, succhiato le tette della stessa balia dato che mi si rivolge in tono confidenziale’
    Abbiamp a che spartire qualcosa “in comune” forse?

  23. Roy1 il 15 ottobre 2012, ore 19:20

    Credo che compito di un organo di informazione serio come Varesereport sia anche quello di evitare ai lettori che cercano di seguire le notizie e i commenti di vederlo trasformare in un’arena di insulti e di egocentrismi del tutto fuori luogo

  24. Abdul sensibile il 16 ottobre 2012, ore 13:23

    vergogna!

  25. ombretta diaferia il 16 ottobre 2012, ore 15:55

    non c’ero.
    e non sono neppure riuscita a finire di leggere i commenti.
    per la medesima ragione: in questo momento manca il tempo.

    quindi, potrei risparmiare il mio.
    ma mi urge esprimermi da internauta veloce.
    trovo illuminante la parafrasi “ADDETTI AI LIVORI”.

    questa città la conosco da tempo. e comunque ne stimo ogni componente, perché abbiamo condiviso.
    la chiamo AZIONE, io.

    mi pare sciocco però continuare a gettare la cultura in sterili polemiche che dividono: una delle peculiarità di varese (in rapporto ad altre realtà che conosco, dove si reitera il livore) è che ci sono figure complementari.
    ma si lasciano irretire nel “dividi et impera”. nel già emanato orticello.
    e perdono tempo nei livori, pane per Chiara che definiva varese meravigliosamente. 30/40 anni fa, però!

    leggo nomi qui che stimo. ma alla fine tutti cascano nella rete.

    cito ad esempio, e sono ampiamente di partecipemozione, Silvia Sartorio.
    è un’ottima attrice ed una grande donna.
    però deve scambiare tempo ad organizzare, insegnare, addirittura fare i bandi!
    e la sua arte?

    tutti insieme potete fare molto per questa città: leggo nomi molto complementari, ma giustamente dai toni di “ADDETTI AI LIVORI”.
    come potrebbe essere altrimenti, quando non esistono capacità amministrative che suddividano equamente i nostri contributi ad ogni realtà che opera sul territorio…

    ho ascoltato distrattamente in questi giorni un servizio che parlava di come in olanda tutti godano di una redistribuzione del reddito dell’amministrazione che li gestisce. i soldi risparmiati sull’affitto, convergono sulla cultura.

    cosa ne penserà l’ex ministro che sosteneva che “con la cultura non si mangia”?

    costruite la vostra rete indipendente. siete tutti molto bravi.
    ma fate parlare di Varese per la sua armonia culturale malgrado la “gerenza bendata” vi snobbi.

    portate Varese alle cronache nazionali per un rivoluzionario progetto che sottragga alla nostra incapace amministrazione la possibilità di decidere del proprio teatro, della propria locandina (culturale in ogni senso), per l’uso proprio dei contributi pubblici.

    siete capaci.
    silvia lo dimostra: è un’attrice che sa fare anche i plannig…!

    un caro saluto di stima del prossimo mio
    od

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