Varese

Presidio anti-M346, l’Arci provinciale di Varese prende le distanze

L’M346 dell’Alenia Aermacchi

Polemiche e prese di posizione si infittiscono in vista della manifestazione indetta dal comitato Disarmiamo La Pace e dal comitato Varesino per la Palestina, in programma sabato 13 ottobre presso l’Alenia-Aermacchi di Venegono Superiore.

Nei giorni scorsi gli organizzatori erano stati molto chiari circa amici e nemici dell’iniziativa. In un loro comunicato si leggeva: “Per sabato 13 ottobre abbiamo indetto una manifestazione nazionale presso l’AleniaAermacchi di Venegono -Varese- contro le produzioni belliche ed in particolare contro la vendita degli aerei AleniaAermacchi M346 ad Israele”. Continuava il comunicato: “I promotori di questo “affare” vanno dal deputato varesino del PD Daniele Marantelli (al quale piace molto la definizione di Varese “provincia con le ali” da guerra) all’ex Premier Berlusconi “commesso viaggiatore” per Finmeccanica, dai Sindacati confederali metalmeccanici locali a diversi esponenti di spicco della Lega Nord varesina (Giuseppe Orsi, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica, e Dario Galli, tra gli undici del Consiglio di Amministrazione nonché presidente della Provincia di Varese)”.

Toni forse eccessivamente duri per una parte del mondo associativo di sinistra. Ecco allora che, in un ampio documento, la segreteria provinciale dell’Arci di Varese presenta la sua posizione nei confronti della manifestazione pacifista di Venegono: “Diamo per scontato il fatto che tutte le forze democratiche e quindi, ovviamente, l’Arci, siano contrarie alle violenze perpetrate nei confronti delle popolazioni e siano contro la produzione e la vendita di materiale bellico, senza distinzioni di campo e/o di nazioni”. Tuttavia, aggiungeva il documento, “la ricerca di soluzioni credibili ed efficaci richiede un lungo cammino che tutto il movimento pacifista deve riprendere in mano con lucidità, determinazione e trasparenza, in un percorso di ricostruzione di ideali e di pratiche quotidiane che portino a più profonde consapevolezze sui difficili compiti che ci attendono, e sulla condivisione di scelte indispensabili per la costruzione di una società più giusta”.

Dopo questa lunga premessa, l’Arci viene al punto: “Nell’organizzazione della manifestazione, forse a dispetto delle intenzioni dei promotori, noi pensiamo che ci sia stato uno slittamento che ne ha indebolito le ragioni”. In particolare “l’avere acriticamente accomunato due battaglie (disarmo e medio oriente) sulle quali si registrano prese di posizione differenti si è rivelata a nostro avviso scelta poco efficace e tendenzialmente controproducente”.

Non solo. Continua il documento dell’Arci: “Deve anche essere rifiutato l’assunto secondo il quale chi non condivide le puntuali espressioni di alcuni dei promotori viene automaticamente reclutato nel campo dei “nemici della pace””. In conclusione, l’Arci varesino precisa che “non aderisce alla manifestazione”, pur lasciando la libertà – ci mancherebbe – a soci, circoli e associazioni aderenti di partecipare alla manifestazione.

10 ottobre 2012
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