Lettere

Ghiringhelli replica sul pannello

Sento l’obbligo di fornire precisazioni in merito alla notizia, ripresa da  organi di informazione locale, relativa ad alcune espressioni grammaticalmente non corrette presenti nel testo riportato su di un pannello collocato in prossimità dell’ingresso del mio ufficio di via Foresio.

Da verifiche effettuate, il cartello in questione è risultato risalire agli allestimenti  realizzati nel 2008, in occasione della Fiera di Varese che, in quell’anno, si svolse nel mese di maggio a motivo dei Campionati Mondiali di Ciclismo programmati per il successivo mese di settembre. Preciso, anche se ritengo che ciò non abbia particolare rilievo, che l’Assessorato che a suo tempo fece predisporre  gli allestimenti riguardanti  “Varese Città dei Motori” (tematica a cui, per l’appunto,  fa riferimento il pannello in argomento) non fu quello relativo al Marketing bensì al Commercio. Non voglio con tale precisazione scaricare responsabilità alcuna anche se, oggettivamente, si dovrà pure riconoscere una qualche rilevanza  al fatto che io abbia assunto la carica di Assessore ben quattro anni dopo la realizzazione, e collocazione, del  pannello incriminato il quale, posso supporre, sia stato esaminato e mai esposto in occasione della Fiera del 2008 e ciò proprio a motivo delle espressioni scorrette contenute nel testo. In ossequio alla trasparenza degli atti amministrativi, desidero qui appena accennare che il costo dell’utilizzo  dello spazio e dell’intero allestimento del padiglione “Varese Città dei Motori” fu di circa 13.000 euro (IVA compresa)  e che il relativo stand venne realizzato dall’organizzazione che in tale anno gestiva la Fiera di Varese. Tornando al pannello, lo stesso, poi, inspiegabilmente e senza particolare attenzione, fu collocato ove era posto sino a stamani.

Per quanto concerne, invece, l’Ufficio Promozione del Territorio e Marketing, mi preme puntualizzare come il relativo livello professionale sia stato, e sia, senza dubbio alcuno elevato e ciò è oggettivamente comprovato anche dalle decine di pubblicazioni (guide turistiche, cartine, volantini, brochures, etc.) che ben rappresentano la bontà del modello lavorativo seguito e che ha riscontrato  l’apprezzamento di migliaia di varesini e non, sino a divenire un chiaro punto di riferimento per molteplici Associazioni che operano sul nostro territorio. L’attività lavorativa dell’ufficio è sempre improntata alla massima cortesia e svolta costantemente con una precisione quasi maniacale: non è, infatti, infrequente che la Promozione del Territorio sia chiamata a rivedere e correggere, se del caso, quanto proposto da privati o da altri assessorati della macchina comunale. Da quanto testé esposto consegue che nessuna responsabilità circa il pannello, di cui è questione, possa attribuirsi al personale dell’Ufficio Promozione del Territorio e Marketing.

Un’ulteriore considerazione voglio riservarla alla critica ingiusta ed irrispettosa che è stata  mossa nei riguardi dell’attività lavorativa dei  dipendenti dell’Ufficio in questione. E questo  appare ancor più triste se si considera che lo scrivente è chiamato ora – anche se ciò compie ben volentieri e con profonda convinzione – a difendere la dignità dei suddetti lavoratori in quanto ingiustamente attaccati proprio da chi ha la pretesa di rappresentarli. Invito il Cons. Mirabelli a voler adottare una maggiore prudenza in tal senso, magari approfondendo, anche con una semplice telefonata di chiarimento, l’eventuale problematica prima di gettare discredito su di un Assessorato e sui relativi dipendenti.

Cordialmente.

Sergio Ghiringhelli

10 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 commenti a “Ghiringhelli replica sul pannello

  1. El Tecoppa il 10 ottobre 2012, ore 23:36

    E’ evidente quindi che nessuno, assessore e dipendenti, ha letto almeno una volta il cartello altrimenti l’avrebbero subito rimosso. Poi nessuno sa come sia arrivato davanti alla porta dell’Assessore. Ve lo dico io: è arrivato da solo. Ha fatto bene Mirabelli ad evidenziare questa cosa. Il vero scandalo sono pero’ i 13000 euro spesi: per cosa? per chi? Quintali di carta inutile al turismo ma utilissimi per le tipografie, i grafici…..

  2. delio carrasi il 12 ottobre 2012, ore 22:54

    il livello professionale elevato non ha impedito, iltre agli strafalcioni, di scadere nel ridicolo. Per un varesino MV Agusta e Cagiva non sono tre industrie. Più che per alla fiera 2008 e per i mondiali di ciclismo, il manifesto incriminato sembrerebbe adatto al carnevale.
    Mi sorprende che molti varesini, a quanto sembra di capire, abbiano
    apprezzato una vera e propria bufala.

  3. rodrigo il 24 ottobre 2012, ore 00:05

    Sono d’accordo con il primo che ha risposto. Centomila parole per dire :non me ne sono accorto. (!) Questo il vizio dei politicanti : dire, dire, dire. per poi disdire , disdire, disdire…scaricare, scaricare, scaricare, poveri noi tutti.

Rispondi