Cultura

La varesina abrigliasciolta alla Fiera di Francoforte. Storia di una vera eccellenza

Le “anime” della piccola abrigliasciolta: Ombretta Diaferia e Alessandro Gianni

Sentiamo parlare, dalla mattina alla sera, da gennaio a dicembre, di “eccellenze” del territorio. Piccole realtà, piccole aziende, piccole iniziative imprenditoriali che, nonostante tutto, riescono a sfondare: insomma, ce la fanno.

Oggi parliamo della casa editrice abrigliasciolta, una piccolissima casa editrice fondata e allevata con passione da Ombretta Diaferia e Alessandro Gianni, una casa editrice senza padroni e padrini. E con una linea editoriale raffinata e continuativa. Davvero un’eccellenza del nostro territorio.

Un’impresa portata avanti con immensa fatica, ma anche con parecchie soddisfazioni. L’ultima, in ordine di tempo, è una super-affermazione: abrigliasciolta esporrà i suoi libri, amati e seguiti come figli, nella grande mecca internazionale del libro in programma dal 10 al 14 ottobre, la Fiera internazionale di Francoforte (Hall 4.1 K541). E questo ad otto anni esatti dalla nascita di abrigliasciolta.

Una realtà che sta preparandoci alcune, golose novità editoriali: prosegue l’eccezionale e coraggiosa pubblicazione di ”Ellis Island” del poeta italo-americano Robert Viscusi, che sta per tornare in Italia per tenere a battesimo, a Bologna, il terzo volume consacrato alla sua epopea in versi dedicata ai nostri migranti verso le Americhe. Il grande Bob sarà a Bologna, presso la resistente Libreria delle Moline, giovedì 11 ottobre, alle ore 18, e a Rimini, per il convegno internazionale organizzato dal Centro Pio Manzù, domenica 14 ottobre, alle ore 15.30.

In uscita anche ”Banda a mano libera – poesia ristretta in azione”, secondo volume che esce dopo il volume 2005-2009. E poi un interessante “Electro&Smog”, che punta a fare chiarezza su un problema che abrigliasciolta segue da anni con interesse e rigore.

8 ottobre 2012
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2 commenti a “La varesina abrigliasciolta alla Fiera di Francoforte. Storia di una vera eccellenza

  1. Bruno Belli il 9 ottobre 2012, ore 10:23

    Veramente complimenti sentiti ad Ombretta Diaferia e ad Alessandro Gianni.
    Questo risultato è la dimostrazione pratica che serietà, tenacia e rigore sono la base della qualità, in qualunque campo, dall’arte alla politica, senza bisogno di troppi “protagonismi”.

  2. ombretta diaferia il 9 ottobre 2012, ore 10:55

    gentile direttore,

    grazie per questa sorpresa fatta di parole gentili nei confronti di un progetto corale ed itinerante, che otto anni fa ha smosso per prima proprio la sonecchiosa Varese…

    “sono fatta degli altri” e questi piccoli traguardi sono merito di tutti coloro che fanno abrigliasciolta quotidianamente!

    oggi entriamo nel nono anno di attività che si preannuncia veramente impegnativo, ma soprattutto entusiasmante: siamo ancora increduli per quest’invito nella mecca mondiale del libro, dove le nostre piccole creature testimonieranno il lavoro culturale di veri e propri collettivi che rendono onore all’opera di un autore, collettivizzandola nella diffusione.

    speriamo, anche questa volta, di portare una buona immagine dell’Italia che lavora in silenzio e alacremente per resistere all’appiattimento culturale su cui i nostri governanti ci stanno livellando, per rispondere all’appropriazione indebita di danaro pubblico che in otto anni ci vantiamo di non avere mai usato!

    ci vergognamo molto, però, quando diciamo che abbiamo sede a Varese, perché lasciamo increduli i nostri interlocutori nazionali ed internazionali, che leggono quest’ultima provincia del profondo nord dall’esterno. e per nulla in maniera positiva.

    ed in queste settimane mi sono vergognata molto di quei “faraoni” che da settimane non mi consentono di lavorare perché stanno edificando l’ennesima ed insensata piramide: i danni che abbiamo subito imprenditorialmente sono enormi.
    noi facciamo libri e cultura, quindi abbiamo bisogno dell’ambiente che ci siamo scelti: lavorare con una trivella nelle fondamenta è impossibile, è facile immaginare quanto siamo rattristati perché le nuove pubblicazioni previste per l’otto ottobre e che dovevano giungere a Francoforte non sono ancora uscite.
    ma la cultura si fa con quel che si ha. e noi continuiamo a percorrere il nostro itinerario.

    dedico a lei ed a tutti i suoi lettori le storie che ci travolgono come onde che Bob Viscusi riporta in quest’Italia, orfana di memoria, per la terza volta.
    vi lascio proprio con uno dei suoi versi che più risuona nella mia mente nei momenti di difficoltà in cui sono costretta:

    “in italia definiamo civiltà l’arte di costruire muri” (8.3 ellis island by robert viscusi)

    con enorme stima e gratitudine
    ombretta diaferia

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