Varese

I Comitati Bersani a Varese hanno il volto della giovane Moretti

Alessandra Moretti, portavoce del segretario Bersani per le primarie

Per il lancio dei Comitati Bersani a Varese, si sono schierati alcuni giovani esponenti del partito, come a dire che “giovane” non è sinonimo di “Matteo Renzi”. C’erano Alice Bernardoni, assessore all’Urbanistica di Tradate, Maurizio Leorato, sindaco di Vergiate, e Luca Conte, consigliere comunale di Varese. Ma soprattutto è arrivata Alessandra Moretti, Vicesindaco e Assessore all’istruzione e politiche giovanili del Comune di Vicenza, uno dei tre giovani portavoce della campagna elettorale di Bersani alle prossime primarie, insieme a Roberto Speranza e Tommaso Giuntella. Della bandiera del Pd che copre il tavolo alla presentazione dei Comitati Bersani, non c’era neppure l’ombra alla convention varesina di Renzi. Già una bella differenza.  In sala non intervengono, ma sono presenti anche i due Fabrizi del Pd varesino,  il segretario provincile Taricco e il capogruppo in Comune Mirabelli.

Giovane avvocatessa 39 enne, la Moretti è simpatica e parla un italiano con qualche cadenza veneta. E’ stata portata nel 2009 in Direzione nazionale da Bersani e dunque è un personaggio pesante nel partito. E’ già apparsa in tv diverse volte. Per Bersani arrivano da lei elogi senza se e senza ma: “Bersani è un uomo di governo. Un amministratore locale che ha percorso tutte le tappe. Un grande ministro. E’ stato sempre un grande innovatore”. La Moretti, pur ripetendo come un mantra che le primarie non sono una guerra interna al Pd, alza il tiro su Renzi, pur non nominandolo quasi mai (quando lo fa, lo chiama amichevolmente Matteo): ”Parliamo di rinnovamento morale e non di rottamazione, perchè si rottamano le macchine, non i valori, le persone, le storie”. Ancora: “L’Italia è diversa al suo interno, la politica non la puoi fare con un format televisivo”. “Sarebbe meglio che partecipasse al dibattito interno al partito, perchè le cose si cambiano dall’interno”. Alla fine arriva il colpo basso: “Il giovanilismo non risolve i problemi: era giovane anche Fiorito quando è entrato in scena”.

In termini di contenuto, i Comitati Bersani – rispetto a Renzi – insistono molto sul lavoro e i temi economici. Ecco le parole che elenca la giovane portavoce di Bersani: “rigore, tenuta dei conti, sviluppo, crescita, occupazione, investimenti su giovani e donne”. Il tutto riassunto con “lavoro e sostegno alle imprese che resistono”. Quando le si chiede qualcosa in più, è interessante che citi Damiano (e non Fassina), mentre Renzi sta con Inchino. Merito e competenza, invece, accomunano la Moretti a quello che dice anche Renzi.

Quale il futuro? I comitati Bersani inizieranno a diffondersi nelle varie città, e saranno poi coordinati da un Comitato a livello provinciale. Quale il passato? Certamente Alfredo Reichlin, il vecchio dirigente del Pci che la Moretti ha citato come esempio delle “grandi personalità che fanno parte del Pd, che hanno fatto la storia di questo Paese, e che vanno trattati con rispetto”. Ma la Moretti, saprà davvero chi è Reichlin?

8 ottobre 2012
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4 commenti a “I Comitati Bersani a Varese hanno il volto della giovane Moretti

  1. Varesino il 9 ottobre 2012, ore 10:35

    ok la moretti… ma i referenti del comitato, cosa hanno detto??

  2. a.g. il 9 ottobre 2012, ore 14:52

    Ubi maior…

  3. Bruno Belli il 9 ottobre 2012, ore 16:27

    Non c’è da stupirsi, come fa un nostro lettore, di dove fossero i referenti varesini. Ecco pronto, sempre attento e sollecitando il pensiero, il direttore Giacometti, con il classico “Ubi maior”.
    Creo che si sia trattato di un semplice e chiarissimo esempio di quanto il Partito Democratico, visto da chi sta al di fuori e può analizzare le cose come avvengono, con la dovuta distanza liberale, sia fortemente gerarchico e gerarchizzato, in altre parole, il classico esempio di una democrazia solo a parole, ma assai latitante nei fatti. Un costume consueto, anche dalle nostre parti, dove si preferisce zittire chi alza una voce fuori del coro.

    Inutile, io potrò sbagliarmi – anzi, per noi Italiani, vorrei sbagliarmi – ma, proprio dal comportamento, da reazioni a notizie e a dibattiti, da dichiarazioni lette o ascoltate, rilasciate dello stesso, ritengo che Bersani sia tra i meno democratici tra i politici del PD e che tale partito di sinistra – composito, come tutti sanno, di due anime (cattolica ed ex PC), oltre che di “rottama tori”, da una parte, e di “reazionari”, dall’altra – stia facendo ancora i conti – in linea di pensiero – con la matrice meno democratica, che è, poi, l’anima più antica: insomma, non è facile gettare alle ortiche la lezione di Togliatti e di Berlinguer. Se il PD, da tempo, dice di averla gettata dalla porta, mi sembra che sia tornata – e non so se sia un bene, o sia un male – dalla finestra…

    Se il PD volesse davvero, un autentico rinnovo della politica e di sé, dovrebbe fare un semplice gesto che dovrebbero seguire anche altri partiti presenti nell’attuale parlamento: il direttivo, con fermezza, dovrebbe “mettere in pensione” i membri che ivi risiedano da più di 20 anni, quelli che – di maggioranza o di opposizione – hanno provocato e permesso, fingendo di ignorare il tutto, l’attuale stato di grave crisi italiana.
    Ma non lo farà, perché, credo che il direttivo sia composto, per l’appunto, da “vecchi” della politica (dove “vecchio” non è elemento anagrafico…)
    Lo chiamano “rinnovamento morale” (!?!)
    Io opterei per indicarlo come “la solita politica” che è quella che i cittadini più avveduti desidererebbero seppellire, magari, senza un “requiem”.

  4. Ettore Russo il 9 ottobre 2012, ore 19:10

    Con tutto il rispetto che ho per Matteo e per tutti coloro che si sono schiarati per sostenerlo, devo sperare solo che essi non lo facciano per ambizione o sete di potere. La maggior parte sono giovani e penso che avranno nel fututo la possibilità per guidare il paese, ma devono avere l’ umiltà di sapere aspettare il loro momento, così come hanno aspettato i vari Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Enrico Berlinguer, Alessandro Natta, Achille Occhetto e poi in seguito lo stesso, sciolto il PC, divenne il primo segretario della nuova formazione politica, cioè Il P:D:S. che ebbe come segretari esponenti dal calibro di Massimo D’ Alema, che fu sostituito da Walter Veltroni alla guida del Partito, dopo che questo ci trasformò nei D.S. e poi Piero Fassino, per passare all’ attuale Partito Democratico, il 14 ottobre 2007, con Dario Franceschini segretario, sostituito poi da Pierluigi Bersani.
    Come vedi, caro Matteo, sono tutti uomini di valore politico eccelso ed hanno sapito attendere il loro turno, lavorando intensamente per il Partito, con passione ed umiltà. Non essere arrogante e rispetti coloro che hanno lavorato per il Partito, anche nei momenti critici dello stesso: Io, nonostante la mia età, sono stato sempre dalla parte dei giovani e forse alle primarie ti avrei anche votato, ma avrei mancato di rispetto a coloro che hanno speso tempo e passione in tutto questi anni. Fallo anche tu. ettore

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