Varese

Ligabue arriva al Premio Chiara e la sala “esplode” per lui

Luciano Ligabue sul palco delle Ville Ponti

L’aria nella sala della Villa Napoleonica vibrava. La tensione dei fans era al massimo, prolungata per una decina di minuti da una sapiente regia che ha iniziato a diffondere note e immagini del Liga. Fino a quando, dal palco, Vittorio Colombo, giornalista de “La Provincia”, ha annunciato il nome del rocker e la sala è letteralmente scoppiata. La parte con i fans, perchè le file davanti, un centinaio di posti, erano state riservate alle autorità e da lì è giunto solo un applauso formale.

E così Liga è arrivato al Premio Chiara per ricevere il premio “Le parole della musica”, in un appuntamento organizzato insieme al prestigioso Premio Tenco. Un Liga sereno, simpatico, accattivante, t-shirt dei Clash. Un rocker, insomma, della porta accanto. Nel lungo colloquio sul palco, stimolato dalle domande e dalle battute di Enrico De Angelis e Antonio Silva, a dire il vero non vivacissimi, e qualche volta anche un po’ noiosetti, Liga ha parlato di sè, della sua musica, dei suoi sogni e dei suoi errori.

“All’inizio ho scritto delle vere boiate – ha esordito il rocker di Correggio -. Dopo tanti anni, all’improvviso, mi è uscita una canzone che era piena della mia esperienza”. Erano gli anni Settanta, gli anni delle radio libere, del cantautorato for ever. “Da allora – ha continuato Liga – ho continuato a scrivere fedele ad un principio: scrivi solo quello che conosci, scrivi solo di quello che hai vissuto”. E così è andata negli ultimi 22 anni.  Un decollo lento, ma che poi ha portato il rocker al successo pieno, un successo che, però, non gli fa dimenticare il passato, gli amici, gli altri musicisti a lui più vicini. Come Pierangelo Bertoli, di cui oggi cade il decimo anno dalla sua morte. O come Francesco Guccini, al quale lo lega un sincero affetto.

La passione per la musica è quella degli inizi. “Vorrei fare un concerto ogni sera e ne faccio parecchi. Ma il primo anno magico è irripetibile”, dice Liga. L’anno in cui si è accorto di essere diventato una rock star. Un successo non privo di conseguenze negative. “Continuava a presentarsi l’equazione tra il il rocker di successo e lo stronzo, me ne accorgevo al mattino andando dal mio giornalaio, parlando con gli altri”. E’ a quel punto che Liga crea “Una vita da mediano”. Liga è un fiume in piena: “Da buon vecchio catto-comunista ho voluto chiedere perdono per il successo che ho avuto”. Liga confessa di pregare. E dice: “anche l’ateo più convinto ha un suo modo di praticare l’esercizio della preghiera”.

Ci sono stati anche i momenti dell’impegno forte, dell’impegno civile. La stagione della guerra del Kosovo, quando Liga-Jove-Pelù scrivono e registrano (“in un solo giorno”) “Il mio nome è mai più”, un inno pacifista che ha creato tanti grattacapi. “Lo abbiamo fatto per aiutare Emergency di Gino Strada. Alla fine non andava bene alla sinistra, perchè D’Alema era al governo, e non andava bene alla destra. Volevamo smentire che essere pacifisti fosse sinonimo di coglioni. Con il successo del disco abbiamo consentito di costruire due ospedali in Afghanistan”.

Una lunga vita da rocker, ma anche da scrittore e da pacifista. Tanti i fatti, i personaggi che Liga evoca seduto sulla poltrona alle Ville Ponti. Riceve il riconoscimento e poi l’assalto delle fan viene gestito a stento dalla sicurezza. Liga firma copie e fa autografi. La Sala Napoleonica pian piano si svuota. Davvero un bel pomeriggio.

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7 ottobre 2012
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Un commento a “Ligabue arriva al Premio Chiara e la sala “esplode” per lui

  1. eduina il 8 ottobre 2012, ore 10:34

    Mi spiace ma devo smentire prima di tutto l’entusiasmo delle prime file(eravamo in terza fila, in quattro) dove si ballava e cantava e urlava e ho visto assessori applaudire con entusiasmo e poi fiondarsi a chiedere l’autografo.
    Poi i giornalisti sono stati brillanti, accattivanti e interessanti, a tratti addirittura un po’ troppo “esuberanti”. Sono riusciti a svelare il lato più intimo e generoso di Ligabue.
    E chi non era ancora fan del Liga, ora lo è diventato.

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