Varese

Neoromantici senza vergogna. La Casati Modignani spopola al Chiara

Sveva Casati Modignani e Andrea Vitali a Villa Recalcati per il Premio Chiara

La sala di Villa Recalcati era già esaurita prima ancora che, in sala, mettesse piede la scrittrice protagonista dell’incontro del pomeriggio: Sveva Casati Modignani. Una scrittrice di grande successo, che negli anni si è coltivata una platea soprattutto femminile di sicura fede. Quasi tutte le partecipanti all’incontro del cartellone del Premio Chiara-Festival del Racconto sono quasi tutte “armate” dei volumi della scrittrice milanese. Le età presenti sono le più diverse, non mancano le nonne, ma neppure le giovanissime. Seduta in prima fila, emozionatissima, con i volumi tra le mani, il direttore dell’Agenzia del Turismo, Paola Della Chiesa, super-fan della Casati Modignani. Confessa un suo sogno: “Come sarebbe bello se ambientasse una sua storia a Varese, magari sul nostro bel lago…”.

Arriva, applaudita, Sveva Casati Modignani, nom de plume dietro il quale si sono nascosti la scrittrice, Bice Cairati e il marito fino alla morte di quest’ultimo, nel 2004, e ora utilizzato solo dalla Cairati. Arriva accompagnata dal medico-scrittore di Bellano, Andrea Vitali, qui in veste di intervistatore della scrittrice. All’incontro si parlerà di due opere della Casati Modignani, “Léonie”, che come tutti i suoi romanzi è stato pubblicato dalla Sperling & Kupfer, e l’opera con frammenti autobiografici dal titolo ”Il diavolo e la rossumata” pubblicata, invece, da Mondadori.

Poche parole del presidente della Provincia, Dario Galli, e dell’assessore alla Cultura, Francesca Brianza, e poi parte un dialogo piacevole e leggero. Vitali dice subito che presenterà “un amore di scrittrice”, che è una citazione di un libro della Cairati “Un amore di marito” (ma forse anche di un libro di Vitali, “Un amore di zitella”). “Conoscendola in tanti – dice Vitali – è difficile trovare cose interessanti da dire”. Lo scrittore si riferisce a “Léonie”, e dice: “Smentisce luoghi comuni: quelli del lago come sinonimo di umore bigio, di malinconie…”. A questo punto la scrittrice è decollata: parla della location del romanzo, “luogo di romanticismo estremo”. E poi, avanti: “Passione allo stato puro”. E, ancora, la Casati parla di un “paesaggio magico ricco di suggestioni”.

Storie di sentimenti, di amore-passione, di personaggi che osano nuotare nei gorghi del desiderio. Ma senza esagerare, senza deviazioni. Un mondo che Vitali colloca in una cornice precisa, quella della vita di provincia. E lo fa citando Piero Chiara: “Come diceva lui, la vita nei paesi è come il fuoco che arde sotto la cenere”. Basta spostare la cenere e si vede il fuoco. Non solo. La conversazione giunge al volume “Il diavolo e la rossumata”, al recupero di memorie, ad una storia fatta di rinunce e di cose semplici, di famiglie che fuggono dalla follia della guerra.

Tante domande, tanti ricordi, tante storie. Poi la parola passa al pubblico delle lettrici. C’è chi dice di avere letto quattro volte i romanzi della scrittrice. Chi è curiosa di conoscere il dietro le quinte delle storie raccontate. Chi ama semplicemente ascoltare la voce della scrittrice. Lettrici-fans che non aspettano altro che il momento in cui potere farsi autografare, con dedica, i volumi portati da casa.

6 ottobre 2012
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