Regione

Cattaneo twitta sui tagli alle regioni. “Uno come me cosa deve fare?”

L’assessore regionale Raffaele Cattaneo

Un vero diluvio di messaggi e reazioni su Twitter si è scatenato ieri per i messaggi inviati in Rete dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo. Il tweet della discordia è stato questo: “Ho letto il decreto sul taglio alle regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30.11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?”. Un’affermazione, ma soprattutto una domanda che da principio sconcerta e spiazza il popolo della Rete. Una provocazione? Una ricercata trovata per aprire un confronto su Twitter? No, Cattaneo fa sul serio e il tono continua ad essere il medesimo: ”Dunque: non rubo e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc non so come fare”.

Domande e brevi tweet che piovono in un contesto che vede il Paese alle prese con uno dei momenti più difficili della sua storia, con famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, con bagliori sinistri che arrivano da una classe politica che pare impegnata soprattutto in feste da basso Impero, sfrontata e arrogante. Se questo è il contesto generale, i messaggi dell’assessore regionale paiono arrivare da un altro pianeta rispetto a quello dei comuni cittadini e delle comuni famiglie. Soprattutto quando l’assessore insiste: “Ora guadagno circa 8mila euro per 12 mensilità. Non è poco, è distante dai 14mila di cui si favoleggia. Dopo circa la metà”. O quando sottolinea che “se fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più figuriamoci dopo i tagli. Che faccio? Siamo sicuri che così la politica migliorerà?”.

Quella che Cattaneo definisce “verità scomoda” è la seguente: “uno che fa l’amministratore pubblico seriamente può continuare o deve pensare di andare nel privato?”. Ancora: Chi resterà in politica così? I migliori o no?”. “Io NON voglio privilegi, ma poter lavorare bene! Es.: o l’auto blu serve per lavorare di più e meglio o mi DEVE essere tolta. Ma se serve?”. E poi prosegue: “Sia chiaro: lasciatemi in mutande ma lasciatemi la libertà di fare politica! Ma che la politica sia responsabilità e non cosa da mediocri”.

A questo punto si assiste ad un cortocircuito, che avviene tra considerazioni che, sia pure poco opportune considerato il momento, restano di carattere personale, a considerazioni politiche più generali: “Sull’onda dell’emotività, insieme agli enti locali, stiamo distruggendo la democrazia? Ogni dittatore diventa tale a furor di popolo”. Insomma, dalla spending review si arriva, nel giro di pochi tweet, al popolo che sceglie la dittatura.

No, non è il caso: si tratta “solo” di tagli, che sono già stati imposti ai cittadini e alle imprese. Non possono essere imposti anche ai loro rappresentanti nelle istituzioni che, fino ad oggi, di sacrifici sembrano averne fatti pochi davvero? Meditate gente, meditate.

6 ottobre 2012
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8 commenti a “Cattaneo twitta sui tagli alle regioni. “Uno come me cosa deve fare?”

  1. abramo il 6 ottobre 2012, ore 03:36

    cominciare a lavorare e lasciar spazio ai giovani, che con 8mila euro per 12 mensilità ci vivono in 10 togliendosi anche qualche sfizio!

  2. filippo il 6 ottobre 2012, ore 07:17

    Ho letto più volte i tweet di Cattaneo e non li ho trovati così scandalosi come li hanno definiti gran parte dei giornali. Lungi da me difendere l’assessore, la sua e’ stata un’uscita infelice anche se sincera. Cattaneo in questo messaggio ricorda l’ego formigoniana che negli ultimi tempi ha fatto ricorso al peccato originale come mea culpa per tutti gli eventuali sbagli. La vera sfida adesso non sono più gli 8mila euro al mese. La politica, e la democrazia in generale, ha bisogno di soldi per funzionare ma non e’ e non dovrebbe essere in funzione di quelli. Quindi caro Cattaneo coraggio, in alto i cuori, che gli sforzi per noi e il nostro Paese li facciamo tutti quanti, insieme, tutti i giorni.

  3. gerardo locurcio il 6 ottobre 2012, ore 08:51

    Fare il politico seriamente è oggi molto più impegnativo di qualche decennio fa. Se poi vuoi fare il sindaco o l’assessore di una città o di una regione, come ad esempio la Lombardia , beh diventa obbligatorio, prima di infilarsi nella lotta , chiedersi se l’incarico lo si vuol svolgere bene oppure no. Oggi vi sono parecchi politici più impreparati, più arroganti e più pericolosi che in passato e la macchina amministrativa è più complessa di quanto lo fosse qualche decennio fa. Con l’aria che tira ultimamente è molto difficile distinguere il politico onesto, preparato, volenteroso ed affidabile da coloro che hanno fatto della politica un mestiere o il mezzo per “fare soldi in fretta” e quasi sempre non onestamente. Ma vi sono, per fortuna, ancora persone che si dedicano alla politica tutto il giorno ed anche per tante notti, che tolgono spazio alla famiglia ed agli affetti, ma con competenza e soprattutto con onestà e credo che Raffaele Cattaneo si una di queste risorse eccellenti da non confondere con la marmaglia degli odierni la droni o sfaccendati politicanti di mestiere che vanno giustamente cacciati . L’errore madornale in cui i cittadini, oggi giustamente arrabbiati, potrebbero cadere sarebbe quello di fare di tutt’un’erba un fascio. Spero che sappiano ancora discernere e scegliere senza cadere nell’errore di chi dice “muoia Sansone e tutti i Filistei”.

  4. Roy1 il 6 ottobre 2012, ore 09:42

    All’inizio del Novecento si racconta che alcuni deputati che a differenza di altri, non avevano beni di famiglia per sostenersi a Roma, e prendevano un’indennità che permetteva di farsi appena appena due pasti in trattoria, per non spendere per l’alloggio avevano scoperto di poter sfruttare la tessera di libera circolazione sui treni (unico “benefit”) e la sera partivano verso Napoli o Firenze, e ritornavano la mattina in Parlamento dopo aver dormito in treno.
    Con la metà della sua attuale indennità Cattaneo non dovrebbe nemmeno fare questi sacrifici.
    Moro e Berlinguer facevano le vacanze al mare sotto ombrelloni in spiagge comuni, Formigoni sugli yacht ai Caraibi.

  5. Secondino Tranquilli. il 6 ottobre 2012, ore 10:24

    Tanti padri di famiglia, con figli, lavorano , e non per 8000 euro, né per 4000. Anche laureati…soprattutto se giovani. Cattaneo torna pure a fare il dirigente se lo ritieni opportuno. Ce ne faremo una ragione.

  6. Cittadinosuperpartes il 6 ottobre 2012, ore 10:42

    Essendo che il Cattaneo lo conosco, vorrei suggerirle di fare come ho fatto io e tanti altri bravi Italiani, lavorare sodo nel privato per creare pil e dopo 42 anni di contributi andare in pensione, applicandosi nell’aiutare gli altri nel volontariato caritas senza nulla chiedere. Si puo’ fare ameno di lui in politica anche perche’ non e’ un’aquila e’ solo un garzone di bottega Formigoni. Vada a lavorare che come dice guadagna di piu’ Noi Lombardi ce ne faremo una ragione sperando che altri suoi amici lo seguano. Per dirla alla leghista unico slogan azzeccato “FORA DI BALL”

  7. fulvio il 6 ottobre 2012, ore 10:48

    e se non lo rieleggessero? in qualche modo dovrà pur vivere, dovevi metterli via i soldi, o tornerai a fare il lavoro che facevi prima del mandato, sempre che qualcosa tu lo sappia fare….

  8. Abdul sensibile il 6 ottobre 2012, ore 11:34

    @gerardo locurcio una “risorse eccellenti da non confondere con la marmaglia” può benissimo esser pagata 4000 euro e non fare la polemica sui tagli così inopportuna in questo momento. se era una provocazione la trovo di cattivissimo gusto e credo sia opportuno che chieder scusa. se era sensato ma perché non torna a fare il dirigente nel privato, rischiando di suo?

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