Varese

“Rimbocchiamoci le maniche”, Floreat pianta fiori. Veri, questa volta

Gli attivisti dell’associazione culturale Floreat

Svelato il mistero dei grandi fiori colorati apparsi all’improvviso in alcune aiuole della città. Erano stati piantati dai soci di Floreat, la realtà culturale presieduta da Luisa Oprandi che si sta rivelando una fonte di sempre nuove iniziative in città. Ieri è stato piantato l’ultimo fiore, un bel fiore dalla corolla azzurra nell’ennesimo punto verde degradato: le fioriere che circondano la fontana di piazza Monte Grappa. Una freccia puntata contro il verde in preda al degrado, come era accaduto per l’aiuola spartitraffico di viale Europa-angolo via Uberti, per l’aiuola lungo viale Aguggiari, per l’aiuola alla Prima Cappella.

“No, non siamo guerrilla gardens – dice Daniele Zanzi, l’agronomo varesino nell’occhio del ciclone dopo essere stato “licenziato” dal Comune di Varese -. Certo, ci hanno ispirato questi militanti che fanno nascere un giardino dove trovano un’area incolta, ma noi i fiori li abbiamo piantati alla luce del sole, tra la curiosità dei passanti, abbellendo la città”. “Promuoviamo la tutela ambientale – dice Luisa Oprandi -, curiamo con amore il verde della nostra città. Soprattutto invitiamo i varesini a prendersi cura della loro città, curandone il verde e l’ambiente”. Accanto a Zanzi e alla Oprandi, sono presenti in piazza Monte Grappa, Luciano Ronca, Andrea Civati, Emanuele Oldani e altri amici di Floreat.

“Rimabocchiamoci le maniche”, allora. E’ la proposta di Floreat a tutti i varesini. “Sindaco e assessori compresi”, puntualizza maliziosamente la Oprandi. Sabato 13 ottobre, con ritrovo alle ore 8.30 davanti allo stadio Franco Ossola, saranno messe a dimora una serie di piante selezionate proprio nei punti segnalati dai grandi fiori di legno colorati. Ognuno dovrà portare con sè giubbino ad alta visibilità, guanti da lavoro, paletta per trapianti, rastrello, vanga o badile, due o tre sacchetti grigi della spazzatura. Ma soprattutto buona volontà e voglia di rimboccarsi le maniche.

5 ottobre 2012
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