Varese

A Varese Clariste Soh-Moube: il calcio? Il mio cavallo di battaglia

 

Da sinistra, Max Hirzel, Clariste Soh-Moube e Dino Azzalin

Un’esperienza dolorosa, ma che ha portato la protagonista a scoprire una nuova vita. E’ l’esperienza raccontata nel suo libro, “La trappola”, dalla camerunense Clariste Soh-Moube, un volume pubblicato da Infinito, con la prefazione di Giulio Cederna. L’autrice era presente ieri a Varese, grazie a Medici con l’Africa CUAMM Varese, in collaborazione con APA/Amici Per l’Africa, le due realtà che hanno organizzato la presentazione del volume alla Libreria Feltrinelli di Varese, seguita da un folto pubblico, incuriosito e interessato dalla testimonianza diretta dell’autrice.

A presentare l’opera è stato Dino Azzalin, anche lui aderente a Medici con l’Africa, oltre ad essere tra i fondatori di Apa, certamente amante dell’Africa. “In questo volume non c’è il continente nero che ho descritto in un mio libro, fatto di natura lussureggiante, di sole, di colori e di vita, C’è invece un mondo fatto di violenza, di incomprensione, di respingimenti”. Un’Africa che va alla ricerca di un sogno chiamato Europa, ma che poi scopre come altro rispetto a ciò che ci si era immaginati.

Alla presentazione ha preso la parola Clariste che ha raccontato alcuni contenuti fondamentali del suo libro. A partire dal suo incontro con l’Europa. “Sono giunta in Europa la prima volta nell’ottobre-novembre 2008. Ho avuto un’impressione glaciale, un ambiente freddo, diverso da come io me l’ero immaginato”. A Clariste le persone apparivano “molto nervose”. Nell’autrice coesistevano due pensieri. “Da un lato mi domandavo se fosse valsa la pena essere voluti arrivare in Europa a tutti i costi. Ma d’altra parte capivo quanto avessi imparato nel fare questo percorso”.

Tra le “armi” utilizzate da Clariste per emergere in Africa e affermarsi in Europa, il football. “Il calcio è una passione in Africa, e una religione in Camerun, dove tutti giocano a calcio. Quest’ultimo ha dato fierezza ed orgoglio ai camerunensi”. La scrittrice ha sottolineato come “il calcio mi ha permesso di relazionarmi con le persone, ma soprattutto mi ha consentito di integrarmi facilmente in un nuovo contesto. Insomma, il calcio è stato il mio vero cavallo di battaglia”.

 

5 ottobre 2012
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