Economia

Fumata nera in Camera di commercio. Via alle “grandi manovre”

In Camera di commercio ieri dopo la seconda votazione

Si è capito immediatamente, dopo la prima votazione di ieri, che tutto sarebbe slittato. Fumata nera alla elezione del nuovo presidente della Camera di commercio di Varese, che ieri pomeriggio non è stato individuato nelle due votazioni a scrutinio segreto. Nessuna maggioranza dei due terzi, ma tutto molto più frammentato e un Consiglio camerale che, appena eletto, appare spaccato in tre. Ora entra in campo la politica, e cercherà un uomo di mediazione. Potrebbe essere un terzo nome, oltre ai due che ieri hanno ricevuto più voti, presidente e vicepresidente camerali attuali: Bruno Amoroso, sostenuto da Univa, e Renato Scapolan, sostenuto da Confartigianato e Cna. Qualcuno dei consiglieri, dopo il voto, ha detto che ora “iniziano le grandi manovre” alla ricerca di un nome capace di concentrare i consensi.

Nulla di fatto, dunque, ieri in piazza Monte Grappa a Varese. Ora ci sono 15 giorni per trovare un modo di uscire dall’impasse, considerato anche il fatto che entro queste due settimane potrà essere eletto il presidente “solo” con la metà più uno dei consiglieri. I risultati di ieri non sono stati incoraggianti. Davvero lontani i tempi in cui Amoroso, nel 2007, venne eletto al primo colpo con una maggioranza bulgara. Ora tutto è cambiato: la crisi morde, le imprese soffrono, lo stesso ente camerale viene spesso guardato come un Palazzo costoso e lontano dai cittadini comuni.

Ieri, alla prima votazione a scrutinio segreto, Scapolan ha ottenuto 12 voti, Amoroso 10, 10 le schede bianche e una nulla. Tre gruppi che hanno dimostrato come per questa elezione non ci sia alcuna maggioranza precostituita, ma uno scontro tra protagonisti della vita economica locale. Idem per la seconda votazione, avvenuta da lì a poco, quando Amoroso ha avuto un voto in più, e c’è stata una scheda bianca in meno. E così è stata fumata nera, ieri, in Camera di commercio. Presente l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, che insediando il nuovo Consiglio ha auspicato, prime delle due votazioni, una convergenza. “La crisi è pesante e tutti devono fare la loro parte per sostenere il tessuto locale delle imprese”. Ma niente da fare: voto spaccato e arrivederci alla prossima.

28 settembre 2012
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