Varese

Premio Chiara, tra le Liga-fans alla ricerca di un biglietto

Alessandra, 19 anni, la prima a ottenere il biglietto per Liga

Prima qualche gruppetto sparuto, poi un inizio di fila, quindi una bel serpentone che, attorno alle 15, arrivava già ad un centinaio di persone. “Ero qui dalle prime ore del pomeriggio – dice Bambi Lazzati, “anima” del Premio Chiara – e ho visto arrivare da scuola le prime ragazze, con un bel trancio di pizza in mano, già pronte a mettersi in fila”. Erano almeno cento i varesini che, nel pomeriggio, davanti alla Sala Montanari, attendevano pazienti in fila per accaparrarsi un paio di biglietti per vedere lui, Luciano Ligabue, il rocker di Correggio, che sarà al Premio Chiara domenica 7 ottobre per ricevere il riconoscimento “Le parole della musica” alle Ville Ponti.

Tante le fans, armate di t-shirt, felpe, anelli e collane che richiamavano il loro tifo per Liga. Nessuna prova d’appello: tutti i biglietti sono stati distribuiti oggi. Dalle 15.30 alle 17, tutto sold out: 200 i biglietti in sala, e 150 al piano superiore, collegato con l’auditorium grazie ad uno schermo. Contrariamente a ciò che era stato annunciato, domani non si replica. Da Ligabue, nessuno entrerà senza biglietto, gli organizzatori sono tassativi. Lui arriverà, salirà sul palco, nessuna conferenza stampa e nessuna intervista.

Ma parliamo con le prime arrivate, due tipiche Liga-fans. In fila come tante altre, ma anche come genitori, mamme e papà che hanno fatto la fila. Le prime due arrivate ai biglietti, sono due amiche, entrambe di 19 anni, entrambe varesine doc: Alessandra è la prima, sta per iniziare Scienze ambientali e naturali all’Insubria, e Claudia, la seconda, sta per iniziare Scienze infermieristiche sempre all’Insubria. Chiediamo loro di svelarci il magico mondo delle fans del rocker. “Liga è una grande persona, sincera, ogni suo concerto è per noi un motivo di speranza”, dice con trasporto la bionda Alessandra, che indossa anche un anello che riproduce quello del rocker (con la frase “Rien n’est jamais finì pour toujours”, ovvero “niente è mai finito per sempre”). “Per me Ligabue è un punto di riferimento”, le fa eco la bruna Claudia, che si presenta con una t-shirt da cui si affaccia Liga.

Due fans perfette. Hanno fatto la fila educatamente, e sorridono risponendo alle domande dei giornalisti. Inevitabile parlare del libro “Il rumore dei baci a vuoto”, l’ultimo libro scritto dal rocker emiliano, il libro di cui parletrà anche a Varese. “C’è tutto lo stile di Ligabue – dice Alessandra, che naturalmente lo ha letto -, storie profonde, interessanti”. “Storie non sempre facili – riprende Claudia -, alcune francamente non lo ho capite”. Voto? Tutte e due: “sette!”. Come: solo sette? “Ma è il numero di Ligabue: Luciano e Ligabue sono entrambi formati da sette lettere”. Magico mondo di Liga.

 

27 settembre 2012
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