Milano

Condanna definitiva per Sallusti, ma la pena è sospesa

 

Alessandro Sallusti

Condanna definitiva a 14 mesi di reclusione per il direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione. Per il giornalista, dunque, si aprono ora le porte del carcere: la Suprema Corte ha rigettato il suo ricorso, condannandolo anche a pagare le spese processuali e a rifondere quelle sostenute dalla parte civile in questa fase di giudizio, per complessivi 4.500 euro.

I supremi giudici hanno invece disposto un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Milano per il cronista Andrea Monticone. Al centro del processo gli articoli, ritenuti diffamatori nei confronti del giudice tutelare di Torino Giuseppe Cocilovo, pubblicati sul quotidiano Libero nel 2007 e riguardanti il caso di un aborto di una ragazza tredicenne. L’accusa per Sallusti era quella di diffamazione aggravata in relazione ad un corsivo, firmato con lo pseudonimo ‘Dreyfus’.

“Un’intimidazione a mezzo sentenza, un’intimidazione a tutti i giornalisti”. Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, commenta cosi’ la decisione della Corte di Cassazione di confermare la condanna a Sallusti. “Le norme sosterranno pure la decisione – osserva Iacopino – ma la conseguenza e’ devastante per la liberta’ di stampa”. “E’ una sentenza sconvolgente, ci sentiamo tutti Sallusti”. E’ il primo commento all’AGI di Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa.

Ad Alessandro Sallusti, però, verrà ‘automaticamente’ sospesa l’esecuzione della pena detentiva dalla Procura della Repubblica di Milano per trenta giorni, in quanto il giornalista risulta non avere cumuli di pena nè recidive. Lo ha spiegato il Procuratore Bruti Liberati. Il Tribunale di Sorveglianza dovrà decidere come Sallusti deve scontare la sua pena.

26 settembre 2012
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3 commenti a “Condanna definitiva per Sallusti, ma la pena è sospesa

  1. Bresci il 27 settembre 2012, ore 11:35

    Consiglio di leggere prima il delirante articolo del 2007 in prima pagina e seconda
    firmata Dreyfus che è in realtà Renato Farina, già radiato dall’Ordine dei giornalisti.
    Sallusti fu già sospeso per tre mesi dall’ordine stesso per aver fatto scrivere Farina, deputato PDL. Le notizie scritte erano false ed il giornale non pubblic0′ mai le richieste di rettifica. Oggi, finalmente, sul Corriere della Sera, appare una completa intervista al giudice che querelo’ e conviene proprio leggerla per capire che la Libertà di stampa, in tutta questa storia, non c’entra proprio nulla.

  2. gabriella Russo il 27 settembre 2012, ore 14:33

    immaginavo che la “patata bollente Sallusti” fosse una mossa di bassa lega per difendere l’indifendibile,immaginavo anche che avrebbe invocato la libertà di stampa e avrebbe strumentalizzato la sua vicenda,ma gli sta bene,ora è denunciato anche per diffamazione,pena aggiunta alla precedente…pensate un po’ a chi siamo in mano….consiglio…leggete bene le accuse..e poi tirate voi le conclusioni…la verità è quella che leggiamo noi,non quella che ci propina il sig.sallusti…che la giustizia faccia il suo corso…Amen…come lui sono piene le strade…

  3. Roy1 il 27 settembre 2012, ore 19:45

    basta carità pelose e strumentalizzazioni: un giornalista che volontariamente scrive falsità e offese sconvolge la vita delle persone per bene gettandole in pasto a centinaia di migliaia di persone; è giusto che sia condannato

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