Varese

Floreat punta sul dialetto e organizza un festival

Il mitico Re Bosino (interpretato dal grande Natale Gorini)

I leghisti hanno affrontato tanti problemi e sono capitate loro tante disgrazie. Belsito, i diamanti, tutte le vicende di “The Family”. Ora ci si mette pure Floreat, la vivace associazione culturale varesina presieduta da Luisa Oprandi, che ha pensato bene di organizzare il Festival della canzone d’autore e del cabaret dialettali, dal titolo accattivante: “Te ‘l set se l’è ul pedriö?”. E così anche il dialetto non è più esclusiva del Carroccio, ma veleggia verso altri lidi, forse più bersaniani, a dimostrare che è patrimonio di tutti e non va strumentalizzato da una parte.

L’appuntamento (immancabile) è per il 29 settembre alle ore 21, presso il Teatrino Santuccio, organizzato da Floreat in collaborazione con Palazzo Estense. Parteciperanno I Grass the roast (vale a dire Luisa Oprandi, Marco Airoldi, Eugenio Cazzani, Fiorenzo Filippini e Yapo Yapi), i cantanti bosini Lidia Munaretti e Antonio Borgato, i musicisti varesini Marco Caccianiga e Guido Zanzi. Partecipazione, come special guest, del Re Bosino Natale Gorini. Presenta Roberto Bof. La manifestazione è ad ingresso gratuito.

18 settembre 2012
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9 commenti a “Floreat punta sul dialetto e organizza un festival

  1. abramo il 18 settembre 2012, ore 17:46

    più che un festival, sembra la parata dei bosini…

    pensavo che festival significasse apertura in entrambe le sue due accezioni
    1 Festa popolare con musica, canti e balli
    2 Complesso di manifestazioni artistiche che si svolgono periodicamente in un certo luogo

    … non ne usciremo mai da questo guano… neppure suonando l’imbuto…

  2. Roy1 il 18 settembre 2012, ore 23:56

    perché “guano”? perché insulti gratuiti? perché vivere sempre nel livore e nella frustrazione?

  3. abramo il 19 settembre 2012, ore 03:48

    nessun insulto, nessun livore, nessuna frustrazione.
    solo il desiderio di vedere l’arte e la cultura come leva di promozione umana e non come mero strumento di propaganda politica…

  4. Daniele Zanzi il 19 settembre 2012, ore 13:15

    GuardaAbramo che nessuno vuole fare propaganda politica. Floreat nasce con l’ adesione di tanti varesini di diversa provenienza e storia personale alle spalle,non omologabili ad alcun partito politco. Floreat vuole mettere in evidenza il bello e non il brutto, vuole essere propositiva e non distruttiva, vuole che Varese veramente rifiorisca al di la e al di sopra delle parti e delle fazioni. Che poi,come normale, ognuno abbia le sue convinzioni o appartenzemi sembra normale. perche ‘ non partecipa a qualche iniziativa di Floreat rendendosi conto dell’ atmosfera che la permea? Ci vediamo allora sabato 22 per la visita guidata al parco di Villa San Francesco o sabato 29 per la serata dialettale?

  5. abramo il 19 settembre 2012, ore 15:02

    Gentile singor Zanzi,

    la sua risposta conferma che sia un’associazione dove ci son già due politici (ma ne contiamo tant’altri che già appartengono alle altre associazioni capitanate da Zanzi-Oprandi)…
    sopra le parti e le fazioni…
    l’atmosfera entra in circolo per osmosi…
    fino ad ottenere due soluzioni con la stessa salinita’.

    come Zanzi e il dialetto

  6. Luisa Oprandi il 19 settembre 2012, ore 21:08

    Scrivo poesie, canzoni e teatri in dialetto da che sono una ragazza ed ora ho più di 50 anni. Con i “Grass the roast” sono in giro da oltre quindici con spettacoli di cabaret e musica, per lo più a scopo benefico. Come è nata la serata al Santuccio? Siamo un gruppo di amici (di gioventù, di liceo, colleghi…) amanti del dialetto che ha pensato di proporre uno spettacolo in cui essere tutti assieme. Molto semplice come motivazione e, direi, anche simpatica.

  7. abramo il 20 settembre 2012, ore 10:53

    se non fosse stato firmato penserei di essere al cospetto di una dichiarazione di Maroni…

    ma nessuno ha obiettato che lei non si diverta. neppure che non ne abbia il diritto con i suoi vecchi amici di gioventù, liceo, colleghi…

    i suoi elettori comincino a chiedersi “ma l’unico candidato sindaco donna si è accorta che in 50 anni il suo ruolo è cambiato?”
    continuiamo sulla scia di vallette e comici in politica?
    non continuate a propinarci la faccenda di un gruppo di amici che si diverte simpaticamente.

    i cittadini non hanno bisogno di panem et circenses!
    almeno i nostri illustrissimi avi, signora insegnante lei me lo insegna, il pane lo garantivano a tutti ed ai circenses ci mandavano gli schiavi, non i politici.

    a proposito di citazioni (stavolta della sinistra, di cui fa parte, confusa anche questa), pare proprio di essere in “circenses sine panem”…

  8. abramo il 20 settembre 2012, ore 16:40

    ora mi sembra Berlusconi “… come a tutti mi è consentito…”

    gentilissima,

    le differenze tra noi sono molte.
    io sono un suo suddito con una vita privata, lei è una politica , quindi, la sua scelta gliel’ha fatta perdere!

    lei si è candidata come sindaco, lei è una consigliera comunale e bazzica anche i banchi della provincia.
    lei è un politico. cioè un esempio.
    oltre ad essere un amministratore che decide sulla mia testa.

    ed alla sua vita privata andando sul palco del Santuccio, rinuncia doppiamente.

    sempre che le sue scelte di campo le abbia fatte lei e non una balena bianca che si aggira nei laghetti della provincia!

    ps= non capisco perché mai debba incontrarla, ma soprattutto, perché mai abbia necessità di entrare nella mia di vita privata: sono un cittadino qualunque a cui voi amministratori e politici, personaggi pubblici e di spettacolo dovete solo rendere conto delle vostre azioni.
    che si paghi un biglietto di ingresso o che si assista ad un consiglio comunale, spettacolo gratuito offerto quasi ogni settimana al popolo!

  9. Luisa Oprandi il 20 settembre 2012, ore 19:51

    Le lascio volentieri l’ultima parola. E anche i giudizi assolutamente personali.

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