Regione

Ambientalisti: terza pista operazione immobiliare

“Estremamente deludenti ed evasive”. Questo il giudizio delle associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf sulle risposte fornite da Sea nel contraddittorio che si è svolto oggi presso la Regione in presenza della Commissione Nazionale VIA.

Dicono le associazioni: “L’aumento delle emissioni acustiche nei Comuni a sud dell’aerostazione restano un problema da risolvere. L’inquinamento atmosferico sarebbe trascurabile, e la terza pista sarebbe indispensabile perchè, secondo Sea, l’aeroporto – che in un decennio ha perso oltre il 40% del suo traffico – sarebbe prossimo alla saturazione. Risposte elusive o non risposte: del resto la Sea non era presente con tecnici esperti sul funzionamento dei sistemi aeroportuali, ma con i rappresentanti della divisione Sea Real Estate, gli immobiliaristi del gruppo”.

“Ma anche loro – accusano le associazioni – non hanno fornito nessuna risposta in merito alla cancellazione dei preziosi habitat forestali del Parco del Ticino, che verrebbero coperti dal cemento della terza pista e – soprattutto – dai 450 ettari di nuovi capannoni che verrebbero realizzati spacciandoli per una cargo city, quando in realtà è chiarissimo che si tratta solo di una gigantesca lottizzazione commerciale”.

“Altro che sviluppo sostenibile del sistema aeroportuale milanese. Sul tavolo non c’è una terza pista, ma una operazione immobiliare bella e buona. Sea vuole solo realizzare una gigantesca piastra commerciale in uno degli ambienti naturali più preziosi d’Europa, e la terza pista è solo la scusa per portare a casa l’operazione immobiliare del secolo: centinaia di capannoni nel Parco del Ticino. Non c’è una visione del futuro aeroportuale lombardo, non c’è un piano industriale, ma esclusivamente un gigantesco progetto immobiliare da portare in dote agli azionisti, a costo di massacrare il Parco del Ticino”. Questo il commento unanime dei rappresentanti ambientalisti presenti al contraddittorio.

Concludono le associazioni: “In queste condizioni ad essere poco credibile non è solo il master plan di Malpensa, ma la stessa affidabilità di una società, la Sea, che ormai sembra del tutto priva di un progetto industriale: altro che grande ed efficiente sistema di aeroporti del Nord Italia. L’unica cosa che interessa è una rendita speculativa da realizzare grazie ai nuovi volumi immobiliari previsti”.

18 settembre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi