Varese

Varese cambia marcia, attestati ai profughi del Plaza

L'assessore Angelini consegna gli attestati in Comune

Si è conclusa oggi la formazione lavoro dei primi otto ragazzi africani profughi dalla Libia. Fuggiti nel momento della grande emergenza umanitaria, i ragazzi sono originari di Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali e Ghana, ma si trovavano, nella primavera 2011, in Libia in quanto immigrati per lavoro. Questa mattina il Comune di Varese, per le mani dell’assessore a Famiglia e Persona, Enrico Angelini, ha consegnato ai ragazzi che hanno terminato i corsi un attestato. Come dice l’assessore “non ha valore legale, ma un valore morale e sociale, dice che è possibile portare avanti un’esperienza di integrazione”.

Bene fa, Angelini, a sottolineare questo aspetto. Sì, perchè a Varese ci sono stati amministratori che hanno sistematicamente ostacolato i progetti di integrazione. Questi ragazzi sono residenti all’hotel Plaza, ma sono memorabili le posizioni oltranziste dei leghisti sul centro per rifugiati di via Pola. Spesso, da queste parti, nel profondo Nord, è stata valida l’equazione tra stranieri e delinquenti. Altro che integrazione. L’appuntamento di questa mattina ha certamente suggerito che qualcosa è cambiato, a partire dal Carroccio, partito che ora è in default.

Un’esperienza importante, quella che ha visto Palazzo Estense fare rete con molte realtà, come ha sottolineato il dirigente ai Servizi Sociali, Adriano Spatola, dal Coordinamento Migrante all’Anolf-Cisl, fino alla Cooperativa lotta contro l’emerginazione, la Varese del privato-sociale, la Varese migliore, che non ha smesso un attimo di pensare che la strada dell’integrazione è l’unica possibile. Come ha sottolineato l’assessore Pdl Angelini, “qui abbiamo messo la persona al centro”. “Non può essere che l’accoglienza finisca per essere un parcheggio – ha continuato Angelini -; la via da seguire è quella di un’integrazione vera con il territorio”. Altrettanto condivisibile l’affermazione della continuità di questi sforzi con l’impegno del centro EDA a Varese.

Al progetto hanno detto sì in 23, un sì che li ha portati ad impegnarsi in progetti del Comune (cimiteri e manutenzione del verde), dell’Aspem (ai Giardini Estensi, alla Schiranna,  nella sede di via Tintoretto, nella stazione di trasferimento di viale Belforte) e, più recentemente, del Centro Gulliver (presso l’azienda agricola “Mirti” a Bregazzana). Tre realtà che hanno accolto questi ragazzi, offrendo loro la possibilità di rendersi utili alla città. Non è poi mancato il supporto, con la supervisione del Coordinamento Migrante, di Anolf (per gli aspetti culturali e normativi) e Colce (per la formazione lavoro).

Un ragazzo, Adu Kwaku Gideon, ha ringraziato a nome di tutti i compagni il Comune di Varese, ma ha espresso anche preoccupazione per il futuro. Come ha spiegato Paolo Cassani (Colce), “non è chiaro cosa potrà accadere dopo il 31 dicembre 2012, dato che a quella data la “Emergenza profughi” si concluderà e chi ha ancora in corso il riconoscimento si troverà scoperto”.

17 settembre 2012
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