Cultura

Le due Madonne di S. Vittore, un libro le racconta

Un dettaglio della copertina del volume della Zangarini

Intreccia la storia e la cultura, l’arte e la fede, l’ultima fatica di Chiara Zangarini, che ha dedicato un corposo volume alla Vergine come viene rappresentata in due popolari opere d’arte presenti a Varese. Si intitola “L’Addolorata e la Madonna delle Grazie nella Basilica di San Vittore di Varese. Storia, miracoli, devozione e arte” ed è stato pubblicato da Pietro Macchione Editore in concomitanza con il Settenario dell’Addolorata 2012. Un volume documentato che, attraverso una severa ricerca di documenti d’archivio, “fotografa” la storia di opere che, nei secoli, hanno suscitato una grande devozione popolare, suscitata da una serie di eventi miracolosi che si sono succeduti nel corso del tempo. Il volume si apre con pagine introduttive scritte dal vicario episcopale, monsignor Franco Agnesi, dal prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini, e dal sindaco di Varese, Attilio Fontana.

Il volume della Zangarini, che propone al lettore una ricca documentazione iconografica, parte da quella che un tempo veniva chiamata “Madonna del coro”, l’attuale Addolorata. Gruppo scultoreo ligneo di origini cinquecentesche, frutto dell’arte di Andrea da Saronno, la scultura che raffigura le tre donne, con al centro la Vergine, fu protagonista nel 1591 di un fatto sorprendente: al crollo della basilica in via di trasformazione, dovuta al disegno controriformistico di San Carlo Borromeo, l’abside con il gruppo scultoreo rimase illeso. Una tragedia, che però impose all’attenzione generale questa sopravvivenza inspiegabile.

Il volume prosegue con un altro fatto, di cinque anni dopo, un fatto altrettanto sorprendente. Nel corso di una processione fu scoperta, a cantiere aperto, un’immagine affrescata, “spuntata dal nulla”: una Vergine incoronata, che un ragazzo, con un fazzoletto bagnato, ripulì dalla calcina che si era depositata. Da quel momento il popolo attribuì a quella immagine una serie impressionante di miracoli, che la Zangarini ricostruisce nel volume, basandosi su una puntigliosa ricerca d’archivio lungo i secoli. Il volume presenta anche il processo canonico relativo ai miracoli che i varesini avevano attribuito all’immagine della Beata Vergine. Pagine di testimonianze, domande, deduzioni: la storia di come l’immagine della Vergine consolidò la sua fama e la sua popolarità tra la gente, come diventò un capitolo essenziale della storia della pietà popolare varesina. Una storia narrata dall’autrice con un linguaggio scorrevole e di facile lettura.

Non solo storia e storia della fede, ma anche arte. Pur mantenendo un approccio storico, il volume presenta una sezione finale, di grande interesse, che indaga quanto l’iconografia sacra della Addolorata sia presente sul nostro territorio, tra scultura, pittura e affreschi. Da Angera a Varese, da Gemonio a Maccagno, da Schianno a Rancio Valcuvia, l’Addolorata è presente in diversi luoghi sacri. Un segno dell’importanza di questa rappresentazione nella fede popolare e nell’evoluzione dell’arte.

 

 

17 settembre 2012
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