Varese

Nicoletti lancia il bosino: farà ripartire l’economia

Da sinistra, Turi e Nicoletti spiegano la moneta complementare

Si chiama bosino, la moneta comunale lanciata dal consigliere e fondatore di Movimento Libero, Alessio Nicoletti. Una moneta che non deve sostituire l’euro, ma creare un nuovo circuito che, radicato su un territorio, consenta di fare muovere l’economia.

Come spiega Nicoletti, il bosino “non è un gioco e non intende sostituire la moneta ufficiale”. E’, anzi, “consentita dalla normativa europea”. Esperienze analoghe, in Svizzera, hanno finito per coinvolgere oltre duemila aziende. Come sottolinea Nicoletti, affiancato da Oronzo Turi, presidente del Centro Studi Circolo Osservatorio, “questa moneta complementare può rilanciare l’economia locale, creando un circuito di sconti e facilitazioni”. Alla base di questo circuito, un consorzio di piccole aziende e Comune. “Per partire, e vedere utilizzate queste monete complementari all’interno di un territorio – sottolinea Nicoletti -, sono necessari almeno trecento soggetti imprenditoriali, tra cui le aziende che lavorano con il Comune. Circa tre anni perchè il sistema vada a regime”.

L’adesione al Consorzio è a base volontaria e costituisce un circuito in cui circola la moneta comunale, con cui è possibile effettuare pagamenti o ricevere pagamenti, in un ambito omogeneo che, in seconda battuta, potrebbe estendersi da Varese a Como e Verbania. Inizialmente ad ogni bosino corrisponde un euro, ma nel corso del tempo questo stretto rapporto può allentarsi. Resta necessario un fondo di disponibilità, che verrà gestito dallo stesso consorzio.

Della singolare proposta avanzata dal consigliere Nicoletti discuterà il Consiglio comunale di Varese in occasione della seduta già convocata per il 27 settembre.

12 settembre 2012
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5 commenti a “Nicoletti lancia il bosino: farà ripartire l’economia

  1. Malinverno il 12 settembre 2012, ore 15:25

    Ogni commento e’ superfluo, il Bosino innizialmente sara’ in parita’ con l’euro poi piano piano perdera’ quota ed i prezzi si abbasseranno a seguire. Propongo Nicoletti come Nobel dellEconomia!

  2. DP il 12 settembre 2012, ore 15:53

    E verranno distribuiti in parti uguali a tutti gli interessati: non facciamo prima a usare le banconote del Monopoli? Alessio.. dai…

  3. Silvano Borruso il 12 settembre 2012, ore 18:01

    Se il comune accetta bosino in pagamento di imposte, non ci vorranno tre anni per rilanciare l’economia locale, ma diciamo tre mesi. Se poi il bosino e’ moneta geselliana, ci vorra’ ancora meno. I miei auguri piu’ vivi
    Silvano Borruso

  4. Fabio G.G. De Tata il 12 settembre 2012, ore 23:21

    È così che si fa!
    COMPLIMENTI!!!

    È tempo di uscire dagli “schemi economici” che non fanno altro che disastri, ma che vengono spacciati per “legge di mercato”.

    Il WIR in svizzera (e anche in Germania) funziona benissimo già da più di mezzo secolo (lo so perché ci ho vissuto per 45 anni in Svizzera tedesca).

    Anche in Italia piano piano si comincia a capire che i “vecchi schemi” fanno solo danno. Non lo dico io, ma i fatti. Chi dice il contrario non ha capito molto di economia e probabilmente lo sostiene solo per proprio tornaconto personale.

    QUESTA È LA SOLUZIONE!
    L’UNICA VERAMENTE VALIDA E FATTIBILE.

    Spero che questa mentalità si diffonda come un’ondata buona e positiva e che la gente non si lasci imbambolare dagli pseudo-economisti figli delle scuole appositamente costruite da chi sta scassando il mondo con le Borse e tutti i suoi derivati del cavolo!

    Fabio G.G. De Tata

  5. Fede il 14 settembre 2012, ore 23:32

    Le monete complementari possono alleviare la crisi di liquidità che sta disstruggendo le aziende, ma per una vera soluzione è necessario che sempre più persone conoscano come viene creata la moneta e suggerisco di studiare la MMT (Modern Monetary Theory) (su you tube ci sono molte cose da vedere).
    In ogni caso vi consiglio di partecipare a Rimini il 20 e 21 ottobre al convegno su queste tematiche organizzato da Paolo Barnard “NON ERAVAMO PIIGS. TORNEREMO ITALIA”

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