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Rilancio di Malpensa, un sì convinto dal Pdl lombardo

Si moltiplicano i giudizi e i commenti dopo il sì al rafforzamento di Malpensa a danno di Linate, una posizione emersa al workshop Ambrosetti a Cernobbio. “Sono pienamente d’accordo sulla  possibilità che venga ridimensionato l’aeroporto di Milano Linate per rilanciare l’hub di Malpensa - dichiara Lara Comi, europarlamentare del Pdl e coordinatore provinciale del Pdl di Varese. – L’analisi dello studio Ambrosetti, presentato ieri a Cernobbio, individua gli errori fatti 15 anni fa in relazione al sistema aeroportuale milanese, indicando anche il modo di porvi rimedio senza dispendio di risorse. Anzi, restituire a Malpensa il ruolo di grande aeroporto porterebbe al paese circa 30 miliardi di euro entro il 2030 e consentirebbe la creazione di oltre 300 mila nuovi posti di lavoro”.

Conclude la Comi: “Un’ipotesi che finalmente viene considerata di nuovo di fronte ai danni, anche economici, e all’evidente fallimento del modello proposto anni fa che non ha visto mai decollare Malpensa. E’ infatti una situazione che non può essere tollerata per un aeroporto strategico a livello nazionale e sulla quale occorre tornare urgentemente. Bene dunque che il governo si sia impegnato a ridiscutere il destino dello scalo”.

“Su Malpensa Passera vola in ritardo. I dati che oggi vengono diffusi e i progetti di rilancio promessi dal governo Regione Lombardia, attraverso diverse mozioni presentate anche dai sottoscritti, li chiede da tempo. Peccato che finora sia il ministro dello Sviluppo Economico sia il premier Monti si siano negati a ogni incontro sollecitato a più riprese sul tema. E peccato che nel frattempo si sia deciso di vendere ai privati quote Sea quando non era ancora stato presentato un Piano nazionale né esisteva un Piano d’area. Una svendita che ad alcuni ha evidentemente fatto fregare le mani”. Lo affermano i consiglieri del Pdl per la Regione Lombardia Rienzo Azzi, che è anche Presidente della Commissione consiliare Territorio, e Giorgio Puricelli.

“E’ francamente surreale – continua Azzi – che oggi Passera dica che su Malpensa si è perso tempo. Le magnifiche sorti e progressive
dipinte per Malpensa, alla luce della cessione di quote di Sea, hanno fatto gli interessi di privati e non quelli pubblici. E tralascio il contorno grigio (o meglio giallo) sul bando istituito dal Comune di Milano su cui toccherà alla magistratura far luce. Entro il 2030 intanto, dice il Piano nazionale presentato la scorsa settimana, il sistema aeroportuale milanese dovrà rispondere a una domanda di traffico raddoppiata, ben oltre 75 milioni di passeggeri. E Malpensa, secondo le previsioni, dovrà sviluppare da 43 a 48 milioni di passeggeri all’anno supportata dal potenziamento delle infrastrutture per 7 miliardi. Un altro studio presentato a Cernobbio sostiene che il rilancio dello scalo genererebbe, sempre entro il 2030, un valore aggiunto per il Paese di 30 miliardi. Prima di ogni ulteriore dismissione – sottolinea Azzi – andrebbero
allora valorizzati gli interventi di sviluppo previsti dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti elaborato dall’Enac per conto del ministro delle Infrastrutture e Trasporti. E il piano dovrebbe andare di concerto con una pianificazione integrata con il territorio che è in corso di elaborazione a livello regionale e che terrà giustamente conto dei diversi interessi pubblici e privati”.

“Non si può – aggiunge Azzi – considerare Malpensa solo nell’ottica dell’esigenza di un Comune di far cassa e di far quadrare il bilancio. Malpensa è uno snodo strategico per tutto il Nord produttivo. E sarebbe deleterio ignorarne l’impatto fondamentale nel ciclo economico
macroregionale”. “E’ quanto mai fondamentale ridare slancio all’aeroporto di Malpensa che rappresenta un’opportunità importante quale volano sia per l’economia e l’occupazione del territorio circostante che per l’intero Paese - ribadisce Puricelli -. La prossima realizzazione del Piano Territoriale d’Area è senz’altro un primo passo di rilievo, a fronte al contrario, di una politica di svendita ai privati portata avanti dal Comune di Milano. Se Malpensa rappresenta un’ opportunità per una forte valorizzazione delle quote societarie, perché consegnarla nelle mani di privati? A pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina- continua Puricelli-. Sarebbe stato perciò  auspicabile, proprio per favorire
un positivo confronto sul tema, un incontro con il Ministro per lo Sviluppo Economico Passerà già  due mesi fa, – conclude il consigliere regionale -  con oggi è  ancora più urgente e necessario per il bene di Malpensa”.

10 settembre 2012
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