Mantova

Festivaletteratura, quel bel tipo di Lorenzo Da Ponte

Guido Gambarotta

Festivaletteratura a Mantova prosegue oggi per l’ultimo giorno di questa edizione 2012, un’edizione interessante e, come sempre, ben organizzata pur in una città che, tra una fila di spettatori e un dibattito in piazza, mostra i segni del terremoto. Mura e torri “imbragate” non hanno fermato la macchina di una delle manifestazioni culturali di maggior prestigio in Italia.

Ma tra le star della letteratura e i “miti” della cultura internazionale, si trovavano anche piccole “chicche” che hanno confermato come, spesso, la cultura e la qualità non coincidono con i grandi numeri. E’ stato il caso di un evento in programma presso l’Aula Magna dell’Università, lunga coda fuori, biglietti sold out. Protagonista un ironico e simpatico Bruno Gambarotta, conduttore e autore, solo sul palco a parlare di Lorenzo Da Ponte, con il titolo “Un Casanova per Mozart”. Un personaggio popolare, Da Ponte, come librettista del grande Mozart, ma che, come ha spiegato Gambarotta, fu personaggio poliedrico, dalla vita lunga ed avventurosa.

Certo, anche nella chiacchierata applauditissima di Gambarotta al centro della biografia di Da Ponte ci sono l’incontro e la collaborazione con Mozart. Tre le opere italiane che videro il ticket all’opera: ”Le Nozze di Fogaro”, “Don Giovanni” e “Così fan tutte”. Gambarotta ne enuncia la trama, ne svela i retroscena, propone qualche minuto di ascolto. Ma la parte del leone la fa la carriera di Del Ponte, ebreo convertito, prete cattolico e grande seduttore, presuntuoso e sfortunato imprenditore nel Settecento europeo. Sessanta i libretti che scrive nella sua vita. Instancabile viaggiatore, spesso inseguito dai debiti. Ambasciatore della cultura italiana in America, anzi, come dice Gambarotta, “pioniere” negli States del “made in Italy”.

Ironia e cultura, leggerezza ed erudizione, Gambarotta ha raccontato sì Del Ponte, ma anche noi italiani. Ambiziosi, creativi, a volte un po’ cialtroni. Il tutto in una lezioncina che avrebbe fatto impallidire tanti nostri baroni universitari.

9 settembre 2012
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