Varese

San Grato, gli asini non corrono più. Ora sfilano

Gli organizzatori della festa bobbiatese

E’ il momento delle sagre e delle feste a Varese, prima che l’autunno inoltrato impedisca grandi manifestazioni en plein air. E tra le feste più popolari c’è sicuramente la Festa di San Grato, che a Bobbiate si svolgerà dal 10 al 16 settembre. Una rassegna che affonda lontano le sue radici, almeno 150 anni fa, ma che continua ancora oggi, sia pure con i cambiamenti che i tempi mutati richiedono agli organizzatori.

Alla presenza dell’assessore comunale ai Rioni, Maria Ida Piazza, l’iniziativa è stata presentata in Comune. Da parte del parroco di Bobbiate, don Mauro Barlassina, è venuto il riconoscimento dell’importanza dei rioni a Varese. “Quella che si svolge a Bobbiate è una festa patronale che diventa festa del rione”, ha detto il parroco. Che ha tenuto a sottolineare come “la Comunità pastorale non ha cancellato le storie e le identità diverse”.

Tante le proposte nei giorni della festa. Da lunedì 10 a mercoledì 12 settembre, in programma il torneo di calcio, mentre giovedì 13 settembre sarà proposta l’iniziativa culturale che quest’anno viene organizzata all’interno della festa. Dall’8 al 16 presso la parrocchia sarà possibile visitare la mostra “San Carlo Borromeo: la casa costruita sulla roccia”, una rassegna che è stata allestita lo scorso anno al Meeting di Rimini e che la sera del 13, alle ore 21, presso il salone parrocchiale, sarà illustrata da Don Francesco Braschi, dottore della Biblioteca Ambrosiana.

Ma il vero cuore della festa, come ogni anno, sarà domenica 16, alle ore 17.30, in piazza Bossi, antistante la chiesa e l’oratorio, dove è in programma quella che si è sempre chiamata la corsa degli asini. Questa volta, no, la corsa di dieci asini, a rappresentare dieci corti, ha cambiato nome: il programma ufficiale della festa parla di una “Rivisitazione storica della sfilata degli asini”. Una espressione di estrema cautela dopo le polemiche nate dai giudizi critici della Lav (Lega Anti Vivisezione). Come dice Ippazio D’Aversa, uno degli organizzatori della festa, “ci saranno dei ragazzini in groppa, non è più una corsa”.

Una versione rafforzata anche da Sandro, esponente dell’associazione “Amiis di Asan”: “L’asino per noi è sempre stato un amico, dato che portava i prodotti della terra. E ’corsa’ era nata perchè correvano gli asini di casbenatt e bobbiatesi per cercare di arrivare prima a vendere i prodotti agricoli”. Per Sandro quella della Lav “è stata una presa di posizione fuori luogo”. Anche perchè i dieci asini, oltre che montati da ragazzini, saranno vincolati, cioè tenuti dal personale che parteciperà”. Non sono chiari, invece, i criteri con cui si assegneranno i premi, dato che non è più una gara in cui qualcuno conquista il podio arrivando prima al traguardo.

5 settembre 2012
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