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Lo sciopero è un flop, e Biesuz alza il tiro sull’Orsa

Si è concluso alle 17 lo sciopero dei lavoratori Trenord aderenti al sindacato Or.S.A. Allo sciopero, secondo Trenord, ha aderito il 19% dei lavoratori previsti in servizio ed hanno circolato, sempre secondo Trenord, 6 treni su 10 di quelli programmati.

Lo sciopero era stato convocato dal sindacato Or.S.A. per protestare contro il recente contratto integrativo aziendale siglato tra l’azienda e tutte le altre sigle sindacali, cioè CGIL, CISL, UIL, FAST, UGL, FAISA, al termine di un lungo e approfondito confronto.

L’amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz, ha dichiarato: “Il nuovo contratto di Trenord, siglato da tutte le sigle sindacali tranne l’Or.S.A., ha ottenuto il 70% dei consensi delle Rsu ed è stato veramente pensato nell’interesse dei lavoratori: più soldi a chi lavora di più e meglio, welfare aziendale, recupero di produttività che consente un importante piano di investimenti e di nuove assunzioni, circa 500 in due anni”.

Continua Biesuz: “Una parte minoritaria del sindacato non vuole riconoscere queste novità, neppure di fronte al fatto che già dal mese di agosto i lavoratori di Trenord hanno potuto toccare con mano la concretezza dell’accordo raggiunto: in busta paga hanno trovato la prima tranche dell’una tantum riferito alla vacanza contrattuale. Questo è l’ennesimo segno tangibile della serietà di questa azienda che fonda la sua salute economica e il suo piano industriale sulla valorizzazione del lavoro: la produttività deve crescere e la competenza e l’impegno devono essere premiati”.

“La bassa adesione allo sciopero – ha concluso l’ad di Trenord -, ancor più bassa dell’agitazione del 26 luglio, è la dimostrazione che i lavoratori di Trenord hanno compreso la portata innovativa dell’accordo raggiunto. Mi sembra tutto chiaro, a che serve il referendum che l’Or.S.A rivendica?”.

5 settembre 2012
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