Lettere

Riparliamo del nuovo teatro

Ho seguito con attenzione le diverse opinioni, a volte provocatorie ed a volte più concrete, che si sono avvicendate sulle pagine di Varesereport e proprio alla vigilia dell’inizio della Stagione Teatrale vorrei contribuire al dibattito. Architetti, Poeti, Giudici, Politici, Cittadini. Ciascuno con la sua idea di Città, e ciascuno con la sua idea di Teatro.

Nonostante la corettezza di tutte le tesi in campo penso che la nascita di uno spazio culturale non possa essere altro che un evento estremamente significativo per l’intera comunità varesina.

E’ giusto continuare a parlarne e sciogliere ogni riserva su questa nascita. Il nuovo Teatro non deve venire alla luce al centro di un vortice di polemiche che potrebbero offuscarne l’utilità ed il valore, come accaduto con l’attuale Teatro di Varese per il quale ci sono voluti anni affinchè fossero vinte le tante diffidenze dei cittadini. Oggi è amatissimo.

Vorrei dunque rilanciare l’idea di un confronto pubblico che possa, ancora una volta, dare spazio alle tante opinioni sul futuro del Teatro a Varese, rendendo più ampio il confronto su questo tema.

E’ vero: una seduta pubblica di discussione c’è già stata tempo fa, ma quando si parla della nascita di uno spazio culturale di tale importanza non credo che la ripetizione possa nuocere a nessuno. Forse potrà essere anche un modo per sostenere ed assistere l’Amministrazione Comunale che in questi anni, bisogna riconoscerlo, ha perseguito con tenacia e determinazione il progetto della realizzazione di un nuovo Teatro a Varese.

Se ci sarà questa opportunità sarò ben felice di poter portare anche il mio contributo.

Cordiali saluti

Filippo De Sanctis

Direttore Organizzativo Teatro di Varese

4 settembre 2012
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Un commento a “Riparliamo del nuovo teatro

  1. bruno belli il 5 settembre 2012, ore 17:25

    Come sempre, le riflessioni e la pacatezza d’espressione appartenenti all’amico Filippo De Sanctis denotano la saggezza stessa dell’Uomo che le propone.
    Credo che quello che De Sancits afferma sia una verità incontrovertibile ed incontestabile.

    Le idee, necessariamente, sono diverse, tanto per formazione culturale, quanto per competenze, altrettanto per le “passioni” di ognuno di noi.

    L’unico augurio che possiamo fare alla città è che il progetto di Piazza repubblica – e di un eventuale teatro, magari eretto successivamente – non mortifichi ancor di più un borgo che ha perduto tutte le possibili vocazioni che erano state prospettate, in primis quella “turistica” (ed era, ad esempio, in tal senso, che si sarebbe dovuta leggere la mia proposta ritenuta “campata in aria”, forse da chi – pur Varesino – non conosce nemmeno quali reali ricchezze abbia in casa e che potrebbero essere valorizzate per un interesse turistico che non si limiti solo alle bellezze naturali del territorio ed al Sacro Monte, dimeticandosi che anche Varese ha una storia molto interessante che inizia, grosso modo, nell’VIII secolo d.C).

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