Varese

Moroni (Lega): un “melting pot” per la nuova Varese

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo un commento di Giulio Moroni, capogruppo leghista in Comune, che interviene nel confronto su piazza Repubblica e l’ex Caserma Garibaldi che il nostro quotidiano Varesereport ha ospitato nelle ultime settimane, e che ha visto gli interventi di prestgiosi esponenti della società civile varesina:

Conosco e frequento Dino Azzalin da oltre 30 anni nel corso dei quali abbiamo condiviso amicizie e momenti magici della nostra vita; ricordo, tra le altre esperienze, il primo reading di poesie da lui organizzato con Mauro (Maconi) e Giorgio (Prestinoni) in una serata magica ad Osmate. Riconosco a Dino una notevole vivacità intellettuale che abbinata alla sua naturale effervescenza caratteriale, fanno di lui un varesino anomalo, un maitre a penser sempre interessante da ascoltare.

Conosco e stimo Giuseppe Battarino (mi sia concessa l’omissione di titoli) e credo molto nelle cose che fa, anzi forse la mia è vera e propria “invidia” verso la sua capacità di saper vivere riuscendo a fare al meglio ciò che più ama. anche Battarino si è imposto come personaggio di cultura e di “culto” in questa città; ho personalmente constatato il reale apprezzamento dei varesini per i suoi interventi, le sue opere, il suo esordio teatrale.

Ed ovviamente condivido il loro intervento costruttivo ed equilibrato in un tema tanto sensibile come appunto è quello legato ai futuri scenari della nostra città. E quindi chiedo a me stesso ed a loro, allargando – ma non troppo – il filo della discussione: è possibile creare qualche cosa di “bello” per questa nostra città anche in “tempo di guerra” come quello attuale dove siamo ormai più portati a gestire le emergenze che le effervescenze? E’ giusto limitarsi ad amministrare gestendo l’ordinario e richiamando sempre e costantemente “l’impossibilità” del fare a causa della povertà delle casse comunali? Fino a che punto questa giustificazione è reale e dove invece inizia la carenza di progettualità?

Se non avessi esaminato de visu il bilancio del comune avrei certamente dei dubbi, così come dubbi legittimi può averne qualunque cittadino; ma i numeri sono concreti e lì da vedere e non c’è santo che tenga, si fa fatica a finire in pareggio.

Ma allora dovremmo rassegnarci ed abbandonare ogni pensiero che voli più alto di una casetta a schiera? Esiste qualche sistema per progettare e finanziare la realizzazione di opere pubbliche di pregio, magari anche interventi modesti, ma che possano rappresentare in qualche modo la nostra città e la nostra comunità lasciando una traccia per le prossime generazioni ed i nostri ospiti?

Esiste la possibilità di bypassare il sistema del project financing che altro non è se non un accordo con il quale – se non si vigila più che bene – il privato “ricatta” la pubblica amministrazione minando il sinallagma che dovrebbe garantire un vantaggio quantomeno paritetico ad entrambe le parti?

Ecco, queste sono le domande che pongo agli amici ed ai varesini, perchè credo nella superiore valenza di un nuovo “melting pot” e nella possibilità che da un equilibrato confronto e dalla fondamentale rinascita di un senso civico possa nascere un fiore, o forse anche un giardino (magari sopra un posteggio).

Giulio Moroni

3 settembre 2012
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2 commenti a “Moroni (Lega): un “melting pot” per la nuova Varese

  1. Eva il 3 settembre 2012, ore 20:30

    Leggo divertita la lettera del leghista Moroni.
    La sua innata verve narrativa affascina il lettore, ma io andrei oltre.
    A parte la parte introduttiva dove Moroni ci racconta dei suoi legami con Azzalin ecc e dei quali non credo interessi nessuno (siamo pur sempre ospitati da una testata giornalistica),
    chiedo a Moroni perché questa riflessione regalata alla stampa?
    Vorrei ricordare al rampante politico che la città è ahimè in mano al suo partito ormai da più di vent’anni, durante i quali l’amministrazione leghista ci ha portato alla deriva.
    Allora io chiedo a Moroni perché il partito che rappresenta non ha mai fatto ne proposto nulla ” di bello” per la nostra città da lasciar alle generazioni future, perché lui anziché regalare perle di saggezza non ne discute col suo partito?
    Sbaglio o gli assessorati che potrebbero fare qualcosa per questa città sono in mano alla lega e la nostra città non ha da lustri un PGT?
    E non ultimo quella forma di ricatto all ‘ amministrazione( definizione che condivido in pieno) è stata proposta e caldeggiata dall’ assessore Binelli?
    Lei si è mai scontrato con i progetti, ops scusi per i non progetti del suo assessore?
    Moroni vede Lei in parte ha ragione ma noi cittadini siamo stanchi di saccenti riflessioni.
    Lei scriva,scriva tanto, scriva sempre ma per raccontarci qualcosa di concreto.
    Grazie
    Eva G.

  2. abramo il 4 settembre 2012, ore 12:09

    forse perché la lega ha simbolizzato il celodurismo confondendolo con il cementismo?

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