Milano

Anche buddisti e musulmani ai funerali di Martini

Una folla ha seguito a Milano i funerali del cardinale Carlo Maria Martini. Dentro al Duomo erano presenti sei mila persone, e almeno altre 15 mila hanno sostato nella piazza seguendo la cerimonia da due maxischermi.

Un saluto che è avvenuto in una città in lutto, e che è stato presieduto dall’Arcivescovo Angelo Scola ed ha visto la presenza di delegazioni di diversi credi e fedi religiose: buddisti, musulmani, ortodossi, coopti, protestanti e valdesi.

Come ha detto la Diocesi, erano presenti 39 vescovi, mille e duecento sacerdoti. Non mancavano i politici: nei banchi di prima fila il presidente del Consiglio Mario Monti, Romano Prodi, il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco Giuliano Pisapia. E, ancora, il leader di Sel, Nichi Vendola, l’Udc Pier Ferdinando Casini. Diversi i rappresentanti del mondo dell’economia e dell’industria come il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e il patron dell’Inter, Massimo Moratti.

Articolata e ricca di riferimenti l’omelia tenuta dall’Arcivescovo Scola. ”La lunga vita del Cardinal Martini è specchio trasparente di questa perseveranza, anche nella prova della malattia e della morte. Per Lui è pronto un regno come il Padre ha disposto per il figlio Suo. Il fatto che non sia un luogo fisico, a nostra misura, non ci autorizza a ridurre il paradiso ad una favola. Il Cardinal Martini, che ha annunciato e studiato la Risurrezione, l’ha più volte sottolineato con parole tanto semplici quanto potenti”.

Ad aprire la cerimonia è stato il messaggio inviato di Papa Benedetto XVI, che ha inviato un messaggio letto da monsignor Angelo Comastri, vicario di Sua Santita’ per la Citta’ del Vaticano.

Al termine della cerimonia, nella Cattedrale e nella piazza è partito un forte applauso. Infine il saluto di Scola, uscito sul sagrato a portare la propria benedizione ai fedeli rimasti fuori dal Duomo. ”La sofferenza per la dipartita di questa grande personalità non ci toglie la certezza che egli è vivo e continuerà ad accompagnare ciascuno di noi nei suoi bisogni, nelle sue domande e nelle sue urgenze”.

 

3 settembre 2012
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