Lettere

Risposta all’Ordine degli Architetti

Vista la risposta ufficiale dell’Ordine degli architetti Laura Gianetti, Claudio Castiglioni, più che legittima, devo dire che le loro affermazioni non mi fanno cambiare idea, anzi la rinforzano ancora di più. Vorrei però francamente evitare il contraddittorio

e ricordare semplicemente quello che scriveva il politico e giornalista francese Georges Clemenceau, il quale sosteneva che la guerra è una questione troppo seria per lasciarla ai militari, oggi verrebbe da dire che il progetti urbanistici di una città è una materia troppo seria per lasciarla a “certi” urbanisti o a quegli “architetti” che hanno distrutto il paesaggio come è accaduto a Varese.

Città, la nostra, dove il degrado e la decadenza degli ultimi anni è nata proprio dalla cattiva armonia tra insediamento urbano dell’uomo e la natura. Avete ragione voi, in fondo cosa sono poche migliaia di metri quadrati a cosa serve un giardino in mezzo al traffico? Ma Hide Park non nasce proprio tra i grattacieli di Londra? Ed è forse, meglio come ha sostenuto un lettore online, una volta abbattuta la Caserma Garibaldi, verrà un bel parcheggio, meglio se gratuito, sopra terra, si evitano i passaggi sotterranei che puzzano di orina e di sporcizia. Almeno non ci sarà nessuna speculazione edilizia!

Vi consiglio di rivedere “Concerto campestre”, non si sa ancora se di Tiziano o di Giorgione, ma è un capolavoro inarrivabile, almeno in fatto di bellezza e di buona architettura.

Distinti saluti.

Dino Azzalin

 

31 agosto 2012
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3 commenti a “Risposta all’Ordine degli Architetti

  1. Giuseppe Battarino il 1 settembre 2012, ore 19:45

    Mi accomuno a Dino Azzalin tra i “bucolici” censurati dai rappresentanti dell’Ordine degli Architetti e mi associo al suo sobrio commento. Alla sua citazione di Giorgione (o Tiziano) vorrei aggiungere quella di Giuseppe Valadier, che nella prima metà dell”800 raccordò con mirabili quinte botaniche Piazza del Popolo con il Pincio. Per curiosità inviterei poi a osservare immagini di Bryant Park su http://www.nycgovparks.org: un’area che potrebbe essere presa tal quale come progetto (come la nostra è chiusa tra palazzoni, vicina a stazione e teatro e l’ho vista frequentata da molte etnie)

  2. ester il 2 settembre 2012, ore 12:58

    Anch’io ho trovato fumoso e prolisso il commento degli architetti,però vorrei fare qualche osservazione sugli interventi dei dt.Azzalin e Battarino,comunque utili,si spera, ad una crescita positiva di Varese.Ecco non concordo con Azzalin quando dice che il degrado attuale è dovuto a disarmonia tra insediamento urbano e natura.No purtroppo è qualcosa di +profondo ed investe tutti i settori della società da quello etico a quello urbanistico appunto ed ha radici lontane,ma certo le scelte attuali spt. politiche sono in questo senso spesso nefaste.E si xché la buona politica dovrebbe almeno tentare di fare scelte razionali.Per farla breve penso che un bel giardino fra cemento e rumore,con frotte di diseredati che ne fanno scempio,sarebbe una cosa triste e inutilmente dispendiosa.E le anime belle che hanno la fortuna senz’altro meritata di poter fare citazioni colte da viaggi,da esperienze di una vita interessante, dovrebbero contribuire a risolvere i problemi di base,cosa che spetta a tutti, ma in primis ai politici e a chi è più fortunato,o almeno,in un mare di degrado e decadenza, dovrebbero tener conto delle necessità essenziali delle persone che,senza possiblità di evadere in amene residenze fuori porta,il degrado lo devono subire tutti i giorni,magari nelle loro stesse case.Anna Biaoli

  3. ester il 2 settembre 2012, ore 13:09

    Ho sbagliato la firma,ammesso che possa interessare,io non sono una persona importante Anna Biasoli

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