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Nuova stangata sul tpl. Via libera dal Pirellone

Ancora una stangata in vista per i pendolari. Un rincaro che riguarda biglietti e abbonamenti per i mezzi pubblici che collegano Milano alla sua vasta corona esterna, lungo le direttrici interurbane di Atm e degli altri minori concessionari privati.

Gli aumenti in questione oscillano tra i 2 e i 4 punti percentuali, e che fanno lievitare il prezzo di una corsa di 5-10 centesimi di euro e di un abbonamento mensile di un paio di euro. Il problema vero è che questi rincari piombano su un popolo di pendolari, lavoratori e studenti, molto ampio, che comprende più di 300 mila utenti che ogni giorno gravitano ogni giorno su  Milano.

E se gli amministratori gettano acqua sul fuoco, come fa l’assessore alla Mobilità milanese, Pierfrancesco Maran, di fatto gli aumenti ci sono e vanno ad aggiungersi ai tanti aumenti precedenti. Tutto è partito con la delibera regionale del 6 agosto scorso (la numero IX/3931), quella che ha sbloccato un aumento medio del 2,64 per cento da applicare su tutta la rete di collegamenti, e che i pendolari affronteranno al ritorno dalle ferie. Una direttiva che aggiornerà le tabelle l’azienda ferroviaria lombarda Trenord (per una tratta di cinquanta chilometri, con un biglietto ordinario di cinque euro, l’aumento non dovrebbe superare i tredici centesimi).

Anche le province di Milano e Monza hanno dato il via libera agli «adeguamenti» su tutto il sistema Sitam (bus, tram e metrò). Nella città di Milano lievitano i costi sul 99 per cento dei mezzi. Solo il ticket per il metrò da Milano alla fermata di Rho-Fiera resta invariato. Invariato anche il costo del biglietto urbano milanese (costa ancora 1,50 euro), ma viene adeguato il prezzario di tutti i titoli di viaggio per l’hinterland (tagliandi, carnet multipli e abbonamenti interurbani e cumulativi).

 

 

26 agosto 2012
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