Lettere

Piazza Repubblica, una proposta

E’ davvero stimolante la riflessione sul destino di piazza Repubblica, condotta dagli amici Dino Azzalin e Giuseppe Battarino, alla quale hanno fatto seguito gli interventi costruttivi di Bruno Belli, Andrea Civati e di alcuni commentatori. Possiamo chiamarlo un nuovo stile e un nuovo modo di vivere la politica? Mi piace pensarla così.

Ad essere lanciato è infatti il messaggio chiaro che le scelte amministrative devono, in molte situazioni contestuali, partire dai cittadini per avere smalto, coraggio e vitalità progettuale. Sono da sempre una ferma sostenitrice di una politica bella e mai chiusa nei palazzi o nelle sedi di partito, bensì il più possibile vissuta e costruita in mezzo alla gente, nei rioni e quartieri, attraverso i canali della cultura, dell’associazionismo, del volontariato, dell’istruzione e soprattutto della partecipazione democratica.

Ed è bello vedere che il poeta e lo scrittore, il professionista e il magistrato, il giovane politico e l’uomo di cultura, l’artigiano e l’insegnante, giovani o adulti costruiscono insieme una idea di città. Se fosse mai applicato il bilancio sociale (realizzabilissimo dal punto di vista amministrativo) la nostra Varese sarebbe governata anche così, sentendo la gente, mettendone a confronto le idee, valutando la fattibilità economica dei progetti e scegliendo, con il concorso diretto della cittadinanza, come spendere il denaro pubblico relativamente a determinate scelte, con attenzione alle loro successive ricadute sulla cittadinanza.

Allora, proprio a partire da questa iniziativa lodevole di cui il suo giornale, caro Direttore, si è fatto carico culturale ed editoriale in questi giorni, con pragmatismo femminile, propongo di iniziare a ragionare insieme, a tempi brevi, sul destino che vogliamo dare, nello specifico a questa piazza cittadina, la cui riduzione allo stato di “non-piazza” è anche frutto di scelte culturali ben precise sulle quali, se l’intenzione è quella di costruire e non di alimentare la lamentela, è utile non tornare.

Io ci sto e mi piacerebbe con gli amici Dino, Giuseppe, Andrea, Bruno e tutti coloro che lo desiderino provare a proporre alla nostra amministrazione un progetto che “parta dai cittadini stessi”. Con l’auspicio che sia l’inizio di una bella nuova politica.

La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente

Luisa Oprandi

 

 

 

24 agosto 2012
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