Varese

Riflessioni del Pd Civati sulla “non-piazza” Repubblica

Piazza Repubblica e l'ex Caserma Garibaldi sullo sfondo

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo una lettera di Andrea Civati, giovane consigliere comunale Pd di Varese, oltre che membro della Commissione Urbanistica, che offre ulteriori spunti ad una riflessione sul futuro di piazza Repubblica e dell’ex Caserma Garibaldi, esempio di degrado in pieno centro, una riflessione che vede assente proprio chi governa la città:

Egregio Direttore,
ho letto con grande interesse le proposte presentate da Dott. Dino Azzalin e dal Dott. Giuseppe Battarino sul futuro dell’ex Caserma Garibaldi. Idee che indicano una nuova via per il futuro del comparto di Piazza Repubblica. Al riguardo mi permetto di esprimere alcune riflessioni.
Piazza Repubblica è da diversi anni protagonista di azioni urbanistiche che tentano di strapparla dal degrado e dall’abbandono. Purtroppo, è evidente che la “nuova” Piazza Repubblica, concepita qualche anno fa, ha evidentemente fallito nel tentativo di “riportare” questo spazio al centro della città – tanto in termini urbanistici che di vita cittadina.
La piazza da sempre acquista la sua identità a partire dalle persone che la attraversano e che così gli danno vita: Piazza Repubblica è, invece, un esempio di non-piazza, che, priva di qualsiasi identità, sta ai margini della città.
Perché, infatti, le persone transitano da questa Piazza? Solitamente per passare rapidamente da un parcheggio ad un negozio oppure per evitare l’intenso traffico che direttamente da Largo Flaiano e Via Magenta sfocia nel centro cittadino (ecco, un altro problema di questa Piazza: le auto che incessantemente e velocemente la percorrono).
Dunque, la domanda che ci dobbiamo preliminarmente porre nell’affrontare il rebus di Piazza Repubblica è: perché le persone dovrebbero passare da questo spazio? L’Amministrazione Comunale di Varese da anni risponde a questa domanda con il progetto di nuovo teatro. A riguardo è bene essere realistici e sinceri, al di là degli annunci infondati dell’attuale maggioranza consiliare.
Nello studio di fattibilità proposto nel 2010, il costo di realizzazione del Nuovo Teatro e di altre opere pubbliche (un padiglione espositivo al centro della Piazza e uffici amministrativi pubblici nell’ex Caserma ed, eventualmente, la Caserma della Polizia Locale) veniva coperto da attesi ricavi immobiliari derivanti dalla vendita di spazi commerciali e residenziali per un importo che oscillava dai 109 ai 115 milioni di euro. Una cifra ingente nel 2010; una speranza irrealizzabile nel 2013 dopo che la crisi economica ed immobiliare, si è manifestata in tutta la sua attuale durezza.
Senza coinvolgere considerazioni relative all’impatto ambientale e urbanistico di questi spazi commerciali e residenziali, è dunque evidente che la fattibilità di quest’opera, così come proposta, sia molto scarsa alla luce della netta riduzione dei valori immobiliari. In questo senso, le recenti rassicurazioni dell’Amministrazione Comunale risultano essere quanto mai fuori luogo e inopportune.
Da qualche tempo ho avanzato l’idea che si valuti seriamente, in coordinamento con gli operatori culturali, una collocazione alternativa per il Nuovo Teatro, ridimensionando drasticamente l’investimento. Avevo allora avanzato la proposta (da valutare da un punto di vista tecnico) della riqualificazione dello storico Teatro Politeama.
Tornando su Piazza Repubblica: qualora l’ipotesi di realizzare lì il Nuovo Teatro non possa concretizzarsi, quale identità affidare a questo spazio pubblico? La proposta di “Giardino della Città”, avanzata da Dino Azzalin, è senz’altro interessante e suggestiva e mi auguro che vi si possa riflettere seriamente. Personalmente, in passato ho trovato interessante anche una destinazione universitaria della Piazza. Esistono a riguardo interessantissimi progetti realizzati dagli studenti dell’Accademia di Mendrisio che facevano riferimento proprio ad una vocazione universitaria, agevolata anche dalla sede di Via Ravasi. Forse, sarebbe interessante che l’Università Insubria valuti, di concerto con il Comune, anche questa possibilità, rinunciando ad “esternalizzare” tutti gli spazi presso il nuovo polo universitario di Via Monte Generoso.
Edifici didattici, uniti anche a residenze studentesche, potrebbero ridare alla Piazza, grazie ai giovani studenti che li frequentano, la vitalità e lo slancio che richiede per tornare a vivere. Allo stesso tempo, si riuscirebbe a riportare l’Università Insubria al centro della vita cittadina. Sono convinto, infatti, che l’università, dopo anni di marginalità, debba tornare al centro della città di Varese, sia da un punto culturale che urbanistico.
Immaginate la piazza frequentata da ragazzi e ragazze che la popolano e immaginate le iniziative culturali e accademiche che questi spazi potrebbero ospitare…Un argomento di confronto che potrebbe interessare i candidati al rettorato.
In conclusione, credo che queste numerose proposte alternative unite alla difficoltà di realizzare il nuovo Teatro in Piazza Repubblica, richiedano un’approfondita riflessione da parte dell’Amministrazione Comunale. Personalmente, non pongo soluzioni facili o versioni univoche. Altri ci stanno provando ed i risultati li osserviamo. La piazza è – da sempre – dei cittadini. Proprio per questo, mi piacerebbe che sul destino di Piazza Repubblica fossero protagonisti i cittadini in una discussione aperta e condivisa.
Andrea Civati

23 agosto 2012
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7 commenti a “Riflessioni del Pd Civati sulla “non-piazza” Repubblica

  1. Bruno Belli il 23 agosto 2012, ore 17:48

    Ringrazio l’esponente del PD varesino Andrea Civati per non avere preso nemmeno in considerazione la mia proposta sul futuro della ex Caserma Garibaldi, e del possibile Teatro ivi connesso, gentilemnte pubblicata dal direttore Andrea Giacometti con il titolo UN TEATRO PER VARESE.

    Evidentemnte, ci sono cittadini di serie A e di serie B; alcuni considerati presenze vive, altri semplici possibili entità.
    Poi, come il sottoscritto, ci sono quelli in “promozione”, magari inginocchiati sui ceci, dietro la lavagna…

    “Ahimè, Varese, dalla bande sciocche
    che ti confondi entro mar in gran tempesta.
    Forse i Soloni soli hanno la testa:
    gli altri son solo marce corde cocche”
    (Pseudo Dante)

  2. Anna Pezzi via Facebook il 23 agosto 2012, ore 18:08

    Bravo! Mi piace Civati, e mi auspico che non sia lasciato “solo” come spesso accade! Mazzini diceva: “pensiero e azione”… Speriamo!

  3. Roy1 il 23 agosto 2012, ore 22:06

    In ordine alfabetico e cronologico: Azzalin, Battarino, Civati. Idee interessanti, che si stanno definendo progressivamente, con realismo. Troviamo qualcuno con la D (una donna, che per ora manca), li facciamo sedere intorno a un tavolo e qualcosa di buono ne uscirà

  4. Luisa Oprandi il 24 agosto 2012, ore 13:14

    Intervengo nuovamente, dopo averlo fatto con un commento alla lettera sul tema dell’amico Giuseppe Battarino a precisare che le idee espresse dal collega Civati sintetizzano in buona parte quelle della nostra campagna elettorale dello scorso anno, anche dopo una riflessione condivisa tra e forze del centrosinistra e la lista civica V&L. Siamo in tanti cittadini a volere la Piazza Repubblica vitale e vissuta come lo è stata un tempo (e molti di noi non anziani e nemmeno giovanissimi hanno fatto in tempo a conoscerla): luogo di incontro e di scambio, centro cittadino, prima di essere vittima come tanta parte di città degli scempi degli anni Sessanta/Settanta. Soprattutto luogo per tutti dove si coniughino le diverse esigenze generazionali e vocazionali, dalla cultura all’ambiente. Un tavolo? Facciamolo, io ci sto: potrebbe anche essere il primo passo verso un modo di vivere la città a partire dalle idee dei cittadini, con cui l’amministrazione si confronta facendosi poi garante a livello attuativo.

  5. Andrea Civati il 24 agosto 2012, ore 13:26

    Egregio Dott. Belli,
    Mi dispiace che la mia lettera le abbia dato l’impressione di non aver considerato la sua proposta. Me ne rammarico e mi rammarico anche del tono tanto astioso che mi rivolge. Onestamente non so da dove provenga.
    L’argomento lanciato da Azzalin e Belli era una via alternativa per Piazza Repubblica, differente rispetto alla soluzione del Teatro.

    La sua lettera invece rientrava invece proprio nel solco di collocare il Nuovo Teatro presso la Caserma Garibaldi, aggiungendo alla funzione di Teatro anche altre pregevoli idee di destinazioni di spazi pubblici (cose peraltro in parte già previste nel progetto presentato). Ecco perchè non ho citato il suo contributo.

    Nel merito del suo contributo condivido molte delle idee che vengono espresse, altre le condivido meno. Spiego però il problema di base: la fattibilità finanziaria. Con i soldi pubblici? Difficile, a meno che lei riesca a reperire tra i 20 e i 30 milioni di euro. Con l’apporto dei privati? Altrettanto difficile, vista la situazione economica e altri effetti negativi.

    Insomma, se vuole sono disponibile a discutere con lei la sua proposta e a confrontarci sulla collocazione del Nuovo Teatro e di altri funzioni culturali in Piazza Repubblica.
    Sono disponibile però – me lo lasci dire – su basi un poco più rispettose di quelle espresse nei confronti del sottoscritto nel suo commento precedente e in altri commenti in passato.

  6. Vito il 25 agosto 2012, ore 10:48

    Buongiorno a tutti,aldilà della provenienza semplicemente per evidenziare la sostanza delle proposte:
    1)Giardini e cioè ipotetici spazi ricreativi,costi di manutenzione sicuri;
    2)Teatro,attività culturale destinata ad un pubblico selezionato con orari part-time;
    3)Università,spazio di crescita del futuro.
    Tutte le proposte ampiamente spiegate nelle lettere dei proponenti.
    Per quanto mi riguarda,da cittadino, a colpo d’occhio scelgo l’Università al Centro di Varese.Grazie

  7. Rodrigo il 28 agosto 2012, ore 14:33

    Non vedo nel pensiero di Azzalin “la meravigliosa idea”, lo è scialba come quella che la vedono abbattuta per far posto al teatro. Stiamo con i piedi per terra e non sognamo paradisi terrestri o opere insopportabili dal punto di vista economico e usufruibili ai cittadini di seria A. La città è di tutti. Per quello che vale la mia idea sono per il suo riutilizzo, per i cittadini, tutti, liberi da ogni idea politica.

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