Varese

Ex Caserma Garibaldi, interviene Giuseppe Battarino

Il magistrato-giallista Giuseppe Battarino

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo una lettera di Giuseppe Battarino, magistrato-scrittore, oltre che lucido osservatore della realtà locale. Una riflessione, quella di Battarino, che prende spunto dalla proposta dell’editore e poeta Dino Azzalin sul futuro “ecologico” dell’area dell’ex Caserma Garibaldi che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, per lanciare una proposta alternativa, anche questa davvero interessante:

L’intelligente e affascinante proposta di Dino Azzalin per il riuso dell’area della Caserma Garibaldi, che si estende a un ripensamento di piazza della Repubblica,  suggerisce echi culturali che la rendono di estremo interesse proprio perché, me lo consenta l’ideatore, poco varesina.
Non un grande parco acquisito alla città dall’espansione urbana, come quelli che hanno fatto di Varese la città-giardino, bensì il révirement rispetto all’intensità antropica. Un’area di sospensione dall’affannato e talora inconcludente produttivismo che il ritmo
urbano produce e impone, un segmento di cammino non solo fisico ma emotivo in cui il “normale” fruitore del centro della città possa trovare una pausa dal  traffico, dal rumore, dal nervosismo, a favore della conversazione, della riflessione, del pensare che prelude a un agire migliore.
In questo senso immagino un contesto paragonabile al Parc de la Tour Saint-Jacques di Parigi o al Petit Sablon di Bruxelles. Ma il
modello specifico mi pare possa essere quello della “villa comunale”, diffuso soprattutto nell’Italia meridionale. Il nome attesta in genere l’originaria proprietà pubblica e dunque della collettività di giardini urbani non molto estesi  ma collocati nel cuore
della vita della città, arricchiti da significativi elementi architettonici: si possono citare gli esempi della Villa Comunale di Salerno, nata intorno a una fontana destinata al ristoro dei viaggiatori; della Villa Nuova di Cosenza, creata preservando immediatamente
dall’edificazione uno spazio della pianura verso cui tracimava la città nel dopoguerra.
E poiché Dino Azzalin dimostra che a letterati, intellettuali e filosofi deve essere dato ascolto nel governo delle Città, un’altra citazione e rispondenza gli è dovuta: “la sua sede preferita era la villa comunale, solitamente deserta e alla quale dal Comando conduceva un breve viale di lecci. Non c’era che un grande albero, un’araucaria; a quell’ombra se ne stava disteso a volte un mezzo pomeriggio in una immobilità più prossima al torpore che alla contemplazione; ignaro della bella veduta che faceva ai suoi piedi il giardino sul cui pendio si spargeva rosseggiando la fioritura dei carrubi selvatici”. E’ la Villa Comunale di Catanzaro (allora Villa Margherita), in cui Guido Morselli colloca le divagazioni del protagonista (o deuteragonista) di “Uomini e amori”, il pittore Vito Cambria.
Della Villa questo aveva detto, quarant’anni prima, Giovanni Pascoli: “nelle aiuole così ben tenute e coltivate, qua e là, s’elevano ancora gli alberi più diversi, di climi diversi, ma che pure vegetano nel mite clima di Calabria. Qui è un pino alto e diritto; lì un faggio
dalla chioma ampia e caratteristica. Ecco, là, una chiusa di agrumeti in fiore; qui presso, una palma ondeggia le rame dalle foglie lunghe ed acuminate al soffio del vento primaverile; qua l’agave orientale aguzza le sue foglie arcuate e carnose; lì, intorno all’acque
immobili di un’ampia vasca, il salice piega le rame pendule ed oscillanti; in fondo, tra il bruno fogliame amaro, spicca il rosso fiore
dell’oleandro”.
La Villa Comunale di Varese avrebbe altre essenze; e chissà quali e quanti pensieri saprebbe suggerire.
Giuseppe Battarino

21 agosto 2012
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14 commenti a “Ex Caserma Garibaldi, interviene Giuseppe Battarino

  1. Pedro il 21 agosto 2012, ore 23:11

    Lodevole il pensiero dello scrittore Giuseppe Battarino. Ancor più la grande idea del Dott Azzalin, il quale attraverso il progetto ” Il Giardino della città” darebbe una svolta a dir poco epocale a Varese e alla sua splendida provincia.
    A riguardo, un invito e un pensiero a Villa Taranto di Verbania, una “Chicca” dell’Insubria. che potrebbe divenire Esempio da seguire e respirare.

    “Il Giardino della città, nel cuore della città Giardino”

    Un unica speranza;
    Che questi due Signori della Cultura contemporanea vengano Seriamente presi in considerazione!!

  2. Luisa Oprandi il 22 agosto 2012, ore 01:02

    Varese, città di giardini, in qualche foto aerea, è una stupefacente grande area verde, all’interno della quale trovano collocazione in numero visibilmente ridotto gli edifici. Un verde prevalentemente privato. Collocare un grande giardino pubblico o una “villa” sul modello di tante altre città e paesi, offrendo uno splendido e naturale biglietto da visita, è una proposta decisamente interessante. Che necessita però di essere inserita in un contesto di reale amore e interesse, da parte dell’Amministrazione, per quanto di naturale e pubblico in città già esiste, che lo tuteli e non ne violenti la bellezza con parcheggi e attività commerciali. Occorre credibilità di intenti e progettuale: i varesini infatti sanno che l’edifico della caserma nel 2007 è stato acquisito dal comune al costo elevatissimo di oltre 2.000.000 di euro e che da tempi memorabili attende una riconversione mai avvenuta.

  3. Roy1 il 22 agosto 2012, ore 09:51

    Le due idee non mi sembrano alternative, Battarino aggiunge solo qualcosa (e una bella citazione di Morselli) alla originale e scintillante idea di Azzalin. Non so se è realizzabile ma accanto al Giardino della Città o Villa Comunale si potrebbe mantenere in piedi un’ala della Garibaldi, da destinare a Casa della Cultura, per ospitare associazioni e far vivere la zona

  4. Vito il 22 agosto 2012, ore 10:36

    Giardini,ville…Tutte belle idee ma sembrano dimenticare che qualsiasi progetto deve fare i conti con la sostenibilità economica.I voli di fantasia sono affascinanti ma lasciamoli agli scrittori di cui leggeremo i libri contribuendo al loro arricchimento.

  5. santana il 22 agosto 2012, ore 15:05

    Bella e visionaria l’idea di Dino altrettanto e complementare quella di Battarino.Non so quanta volontà politica ci sia nel realizzarla,certo che ridurrebbe di molto interessi speculativi.Visionarietà e follia spesso approdano nella realtà con eccellenti risultati.

  6. Sancho il 22 agosto 2012, ore 15:24

    Uno Poeta ( ma in vero dentista ) e l’altro scrittore ( ma in vero Magistrato ).

    E’ comprensibile che abbiano tanto slancio nel fantasticare sulla varese futura. I denti si guastano sempre e i reati vengono sempre commessi.

    Poi invece esistono i cittadini democratici. Quelli che il lavoro non basta mai, e soldi pure. E proprio perchè solo spettatori inermi di queste idee meravigliose sono i veri rivoluzionari.

    A questa città serve lavoro e sviluppo, ovvero l’aqua che serve ad una comunità per innaffiare la vita di tutti noi. L’era delle belle ville è terminata e davanti a noi solo un arido deserto.

  7. “Piazza Repubblica? Affidiamo il progetto ai cittadini” | Il blog di Luisa Oprandi il 26 agosto 2012, ore 11:51

    [...] sul destino della caserma Garibaldi e di piazza Repubblica ed avviata in questi giorni sulle pagine di una testata locale, evidenzia, a mio avviso, come sia possibile attuare politiche cittadine [...]

  8. Rodrigo il 27 agosto 2012, ore 01:03

    Si dovrebbe pensare ai cittadini, ai loro bisogni, alla loro sicurezza. E per cittadini non intendo solo persone adulte,ma e soprattutto ai giovani e ai bambini. Non si può e non si deve lasciare la città, o meglio il centro vitale della città, allo sbando ed avere timore dopo una certa ora di transitare in alcuni luoghi. L’insediamento, per il solo fatto che aumenterebbe il transito di veicoli dell’ordine, di strutture civiche h24 risolverebbe il decadimento della zona.
    Smettiamola di fare sogni di parchi e cespugli. Non siamo in Germania o in Austria. Sappiamo tutti che dopo una certa ora la città è lasciata a se stessa.

  9. Roy1 il 27 agosto 2012, ore 14:33

    le preoccupazioni di @Rodrigo sono vere e reali: ma perché dobbiamo rassegnarci all’idea che Varese sia meno civile di Salerno o Cosenza, dove le ville comunali ci sono e funzionano? Bisognerebbe chiedere se lì, in quei giardini i cittadini comuni giovani e anziani si ritrovano in tutti gli orari, perché è questo che aiuta nella sicurezza, visto che non si può riempire ogni strada di macchine della polizia

  10. henry il 28 agosto 2012, ore 09:34

    Una proposta davvero interessante! Finalmente un’idea che riporta in auge Varese come la città giardino. Leggo di qualche preoccupazione in merito alla sicurezza: è paradossale che al Nord un’ipotetica Villa o più in generale lo spazio pubblico venga no vissuti come un problema di sicurezza, quando invece la prospettiva al Sud si ribalta completamente. Sarà che in generale si predilige lasciare sempre più spazio al privato considerando come “inutile e non proficuo”tutto ciò che è pubblico?

  11. martino pirone il 2 settembre 2012, ore 16:49

    IGNAVIA E OMERTA’ DEI POLITICI
    - I Cittadini sono sempre in attesa di risposte sul mantenimento dell’Ospedale Del Ponte, sulla costruzione del bunker nel parco di Villa Augusta, sulla destinazione dell’ex Caserma Garibaldi e sul rifacimento di Piazza Risorgimento –

    Egregio Direttore,

    le domande che tante persone anche qualificate (politici di opposizione, medici, tecnici, associazioni ecc.) per anni hanno posto sul come e perché sono state prese le discutibili ostinate decisioni di mantenere a Varese due strutture ospedaliere facenti parti dello stesso polo sanitario, così vicine ma distanti per alcuni servizi indispensabili necessariamente connessi, sono rimaste senza risposte. Cito le più segnalate: Perché non si è voluto utilizzare uno o due dei padiglioni dell’Ospedale di Circolo dismessi per creare l’“Ospedale del Sorriso”? come anche aveva proposto, in qualità di “tecnico informato sui fatti” invitato ad una seduta del Consiglio Comunale di Varese il 16.11.2004, l’allora Direttore Generale dell’Ospedale Roberto Rotasperti? L’Ospedale Del Ponte poteva benissimo essere riconvertito ad altre finalità, si sarebbero così risparmiati tantissimi soldi pubblici e non ci sarebbe stato bisogno di spenderne ancora una valanga per ampliare il Del Ponte e costruire, come progettato, il parcheggio sotto il giardino di Villa Augusta con notevole impatto ambientale.
    Soltanto per rinfrescare la memoria ai signori politici, a qualsiasi livello, che hanno voluto ed hanno deciso tutto ciò ed a coloro che hanno approvato o non osteggiato sufficientemente tali decisioni, e ricordare a tutti coloro che, rivestendo un incarico pubblico, avrebbero dovuto rispondere e non l’hanno fatto, elenco qui appresso i nomi di alcune persone più o meno note che si sono attivate ed impegnate a scrivere, senza mai ricevere risposta alcuna. Che vergogna !
    Roberto Rotasperti, Federazione Provinciale Confconsumatori, Ovidio Cazzola, Emilio Corbetta, Giovanni Dotti, Marcello Chiriacò, Alessio Nicoletti, Alberto Gelosia, Fabio Bombaglio, ecc.
    E’ mai possibile che tra un centinaio di politici – regionali, provinciali, comunali – che hanno appoggiato queste scelte non ve ne sia qualcuno che si senta in dovere di rispondere a questi interlocutori e spiegare ai Cittadini che li hanno votati la validità, l’opportunità e la convenienza di questi progetti, oppure abbia l’umiltà ed il buon senso di chiedere scusa ammettendo di aver sbagliato e cercare i rimedi più opportuni (se ancora è possibile) consultandosi con i Cittadini ? Chissà a quale ordine superiore questi soggetti devono obbedire per comportarsi in tal modo. Sembra che l’omertà non appartenga soltanto alle organizzazioni mafiose ! Speriamo che tutti costoro non vengano ricandidati alle prossime elezioni, così non potranno più nuocere alla collettività.
    Per quanto riguarda poi la Piazza Risorgimento e l’ex Caserma Garibaldi abbiamo notato che già molte persone, ed alcune di rilevante cultura e professionalità, si sono interessate a questi problemi anche attraverso la stampa locale, presentando proposte referendarie e altre idee meritevoli di attenta considerazione. Solo per far qualche nome: Dino Azzalin, Giuseppe Battarino, Arturo Bortoluzzi, Luisa Oprandi, Ombretta Diaferia, Giovanni Dotti, l’Ordine degli Architetti di Varese, Gaetano Nino Cattaneo, Vittorio Visconti ecc.; auspichiamo che molti altri facciano sentire la loro voce al riguardo e che i “signori” della politica prima di prendere qualsiasi decisione valutino bene ed ascoltino il POPOLO che li ha votati e che dovrebbero rappresentare.
    Caro Direttore, visto che quei “signori” non hanno il coraggio di rispondere perché non incarica un Suo Redattore di intervistarli ? La ringrazio per l’attenzione.

    Martino Pirone
    2 settembre 2012

  12. martino pirone il 2 settembre 2012, ore 17:01

    Vi prego di correggere la mia precedente lettera dove erroneamente ho scritto Piazza Risorgimento anziché Piazza della Repubblica.
    Ringrazio e porgo distinti saluti
    Martino Pirone

  13. a.g. il 2 settembre 2012, ore 17:43

    Mi sembra evidente che spesso i politici si mostrano del tutto indifferenti al confronto che avviene nella società civile. E’ accaduto anche nel lungo confronto che, a proposito di piazza Repubblica ed ex Caserma Garibaldi, il nostro quotidiano ha ospitato e che ha visto parecchie firme autorevoli di esponenti della società civile, ma solo un paio di politici (e neppure uno di maggioranza). Evidentemente hanno altro a cui pensare….ricordiamocelo al momento del voto…
    Andrea Giacometti
    direttore Varesereport

  14. Jane Bowie il 9 settembre 2012, ore 21:25

    Al soldo, allo “sviluppo”, abbiamo pensato da decenni, portando alla devastazione del tessuto sociale anche in senso concreto e reale. La caserma Garibaldi è ubicata in centro città, il centro di una città appartiene a tutti e non a due costruttori che possono lucrare su villette private da svendere a una manciata di cittadini armati di contratto a tempo indeterminato e quindi mutuo bancario. Una volta svenduta non si recupera più. Quando i nostri nipoti guarderanno le ormai vecchie casette e edifici privati da oltre la siepe/ staccionata/ cancellata cosa penseranno di noi che avevamo la possibilità di riqualificare anche per loro?

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