Lettere

Ancora su Graziani e su Priebke

Sulla stampa quotidiana, non in tutta però, in questi giorni di calura agostana, è comparsa la notizia che nel comune laziale di Affile, già noto per monumenti commemorativi di altri gerarchi fascisti, ha eretto un sacrario in un parco pubblico a Rodolfo Graziani. Tra i politici presenti c’erano gli assessori regionali Francesco Lollobrigida (Pdl) e Teodoro Buontempo (La Destra), oltre al senatore Oreste Tofani (Pdl).

“Il progetto che abbiamo realizzato – ha detto il sindaco di Affile, Ercole Viri, del Pdl, introducendo i lavori – ha suscitato vane chiacchiere. L’opera era attesa non solo ad Affile, ma anche dalla Valle Aniene e dall’Italia intera” .(sic!)

Per chi non ne avesse sentito parlare, o lo avesse dimenticato, Graziani, fu un generale fascista, collaborazionista dei nazisti che, durante la guerra in Etiopia, si macchiò di infami atrocità ed utilizzò in maniera sistematica e indiscriminata torture, eccidi di massa, gas e sostanze chimiche contro la popolazione inerme. Fu per un periodo ricercato come criminale di guerra dalla giustizia internazionale e venne poi condannato dallo Stato italiano a 19 anni di prigione, che purtroppo scontò solo in minima parte. Oggi a 67 anni dalla sua morte il sindaco, in qualità di rappresentante istituzionale della Repubblica Italiana, con tanto di fascia tricolore e il parroco in livrea, gli hanno reso onore, dedicandogli un monumento dal costo di 130.000 euro con i soldi della Regione Lazio: cioè soldi di tutti i cittadini, in un momento in cui ai pensionati e alla povera gente si chiedono sacrifici. E’ una vicenda che ha dell’incredibile, in palese contrasto con i valori democratici ed antifascisti della nostra Carta costituzionale e che configura il reato di apologia del fascismo.

Ma in questa nostra accaldata estate agostana un altro avvenimento è venuto a turbare la memoria di quanti hanno sofferto a causa del nazifascismo ed hanno a cuore gli ideali democratici.

Il boia Erich Priebke, l’ex ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo, e agli arresti domiciliari, se ne va a spasso per quelle strade romane, che lo videro comprimario del massacro delle Fosse Ardeatine, libero di fare acquisti come un turista straniero qualsiasi.

Queste squallide vicende fanno dire ad Amos Luzzatto, ex presidente dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane): «C’è un tentativo di trasformare in banalità e ordinaria amministrazione episodi di un passato terribile».

Avvenimenti del genere possono accadere solo in un’Italia che non ha fatto sino in fondo i conti con il proprio nefando passato fascista e che dimostra ancora una volta, se c’è ne fosse bisogno, di avere la memoria corta, troppo corta. Ve le immaginate vicende del genere in Germania? In nessuno sperduto paese di un qualsiasi Land sarebbe possibile erigere un monumento per ricordare Göring o Höβ, senza la rivolta dei cittadini e senza finire in prigione.

Quanta differenza tra le parole del sindaco italiano di Affile e quelle del tedesco Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo, intervenuto il 12 agosto a commemorare l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto del ’44, dove 560 innocenti, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono trucidati dai nazi-fascisti: un vero crimine contro l’umanita!

Ha detto Martin Schulz : “E’ impossibile descrivere con parole la crudeltà di tali fatti. Mi presento oggi a voi come tedesco, profondamente scosso dalla disumanità dell’eccidio qui perpetrato in nome del mio popolo. Oggi voglio commemorare le vittime di questo eccidio. Coloro che alla fine della Seconda guerra mondiale hanno costruito questa Unione, le nostre nonne e i nostri nonni l’hanno fatto perché volevano mettere la parola fine all’odio e all’intolleranza, alla persecuzione delle minoranze e alla politica del capro espiatorio. La libertà, l’umanità devono essere riconquistate ogni giorno. Non dimenticare mai – ha ammonito Schulz – mantenere vivo il ricordo. Affinché mai più in Europa ideologie disumane e regimi criminali ritornino a mostrare il loro ghigno odioso. Questo è il compito che dobbiamo trasmettere alle generazioni che ci seguiranno.”

Ad accompagnare il presidente Schulz alla cerimonia c’era il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che tra l’altro ha detto: “Altiero Spinelli, un grande europeista italiano, indicava dal confino di Ventotene la via dell’Europa libera e unita e concludeva: ‘La via da percorrere non è facile né sicura ma deve essere percorsa e lo sarà’. “Noi vogliamo andare in questa direzione” -aggiunge ancora il presidente Rossi- “ Vogliamo un’Europa unita non con il dominio ma con il diritto e con la giustizia; un’Europa dello sviluppo e della crescita senza la quale le ombre del passato potrebbero tornare; un’Europa che ascolta la sofferenza civile del continente, le persone più deboli e fragili, i giovani precari e senza futuro, gli immigrati, le minoranze, i disoccupati, i lavoratori e gli imprenditori lasciati troppe volte soli. Vogliamo un’Europa sociale e inclusiva. E questo domanda una nuova politica capace di guardare lontano, ispirata ai valori profondi di cui questi luoghi sono segno. Le incertezze, le lentezze, i piccoli egoismi sono il risultato di una politica corta che stupisce e sorprende. Certo non hanno agito così i padri fondatori dell’Europa, coloro che l’Europa l’hanno costruita; penso a De Gasperi, a Schumann, ad Adenauer; ma anche a Prodi, a Ciampi, a Napolitano a Kohl e Willy Brandt, ad Helmut Schmidt che anche di recente a 94 anni ci ha esortato nella via della solidarietà europea.

La speculazione finanziaria e il dominio della finanza non possono essere sconfitti solo dalla tecnica e dall’economia, ma prima di tutto da quella forza morale che trae origine dal rispetto della vita e della dignità della persona, che sono valori fondamentali della costruzione europea, scaturiti proprio da questi luoghi e dal sacrificio di tante vittime innocenti, dal quale è nata appunto la speranzadi   una nuova Europa. Grazie Presidente Schulz, ancora anche a nome dei cittadini della Toscana tutta.”

Romolo Vitelli

 

 

15 agosto 2012
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