Locarno

A Locarno c’è chi dice “No” al fascismo

Gael Garcia Bernal

Grande momento al Festival di Locarno. Un momento dedicato ad una delle più grandi tragedie del Novecento, che una politica dell’oblio, portata avanti in tutta Europa e nel mondo, ha potuto cancellare: il colpo di stato e la mostruosa dittatura militare del generale Pinochet.  In Piazza Grande a Locarno, per il messicano Gael García Bernal un Excellence Award Moët & Chandon da parte del Festival. L’attore si impose all’attenzione del pubblico interpretando magistralmente la parte del Che nei Diari della motocicletta e con la sua presenza ne La mala educacion di Almodovar.

Un riconoscimento che precede la proiezione del suo ultimo film, “No”, di Pablo Larraín (2012). Gael García Bernal, attore, ma anche regista e produttore, è il secondo attore, dopo a Charlotte Rampling, a ricevere quest’anno un Excellence Award Moët & Chandon.

Un grande film, quello di Pablo Larraín, che racconta che nel 1988 il dittatore militare cileno Augusto Pinochet, cedendo alle pressioni internazionali, indice un plebiscito sulla sua presidenza. Il popolo deve votare se lasciarlo al potere per altri otto anni. I leader dell’opposizione, propugnatori del “no”, incaricano il giovane e ardito pubblicitario René Saavedra di dirigere la loro campagna.

Contro ogni probabilità, con le scarse risorse a disposizione e sotto l’occhio vigile dei tirapiedi del regime, Saavedra e collaboratori concepiscono un piano audace per vincere le elezioni e liberare il paese.

 

8 agosto 2012
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