Busto Arsizio

Crollo di Vicolo Clerici, Amici della Terra all’attacco

L’associazione Amici della Terra incalza, con una lettera del presidente Arturo Bortoluzzi, il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli. E si domanda, riferendosi al crollo avvenuto nel centro storico qualche giorno fa, “crollo di Vicolo Clerici, un salutare scossone?”. La richiesta degli ambientalisti è di riqualificare il centro storico della città senza perdere tempo.

Puntualizza Bortoluzzi rivolgendosi al sindaco: “questa associazione Le aveva scritto in data 7 luglio 2011 per fare proposte in merito alla Casa Custodi che versava e versa in un preoccupante stato di incuria e abbandono, senza avere sino ad oggi una risposta da parte Sua che invece sarebbe stata dovuta in ossequio alla legge 241/90 nei termini da questa  previsti”.

Continua il presidente degli Amici della Terra: “Ricordo come la nostra nota citata, avesse preso spunto dall’invito.al Comune da parte degli architetti Ferrario e Spada di salvaguardare la Casa Custodi, palazzo settecentesco che si trova nel pieno del quadrilatero storico tra il centro e il quartiere e di San Michele. Enclave in cui proprio si trova anche il Vicolo Clerici”.

Bortoluzzi chiede a Farioli “di accertare la condizione statica degli immobili storici e la loro proprietà; se vi siano ingiunzioni da muoversi ai proprietari per il mantenimento del decoro; di procedere ad un costante controllo sull’emergenza igienico sanitaria e sul pericolo di rovina; se la proprietà del comparto possa essere acquisita a patrimonio pubblico e con quale onere; se vi sia l’interesse comunale attraverso le società partecipate a gestire le vestigia cittadine”.

Insiste Bortoluzzi che è “necessario non compiere iniziative personali, o solo, di palazzo, ma, invece meeting attraverso i quali l’amministrazione comunale sia e diventi protagonista di una promozione dei valori cittadini volta alla loro appropriazione da parte suoi abitanti. Sarebbe, pertanto, opportuno che a seguito del Suo accertamento, venga fatto un dibattito aperto al pubblico per denunciare la fatiscenza di parte importante del costruito storico locale e per individuare le diverse possibilità di intervento pubblico per sanare questa situazione tra cui anche la sollecitazione delle risorse private. La necessità di promuovere un ruolo pubblico nuovo, attivo per poter essere il coordinatore del reperimento di finanziamenti, riteniamo sia un modo necessario ed opportuno per agire costruttivamente. Si guarderà certo alle testimonianze del passato ma l’occhio sarà rivolto al futuro perseguendo quindi la loro valorizzazione ma soprattutto la possibilità che le stesse possano finalmente contribuire alla valorizzazione sociale anche in termini economici”.

 

5 agosto 2012
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