Varese

Expo 2015: protagonismo dei territori, la vera sfida

Mancano oggi mille giorni ad Expo 2015, grande evento internazionale che avrà luogo a Milano, e che, fino a questo momento, ha volato piuttosto basso. Spesso “derubricato” a questione dell’agenda politica milanese, più spesso ancora finito per essere occasione di diatribe infinite su poltrone ed equilibri di potere, distante anni luce dalla vita della gente. Tuttavia, resta un evento con cui confrontarsi, dato che, con il suo tema, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, indica uno dei grandi traguardi dell’intero pianeta nei prossimi decenni.

Ma guardiamo da vicino Expo, senza facili scorciatoie. E’ facile individuare una ragione politica di una scarsca capacità di coinvolgere e mobilitare. La vittoria di Milano come candidato ad ospitare l’evento è stata fin dall’inizio una questione di vertice. Chi si dimentica i protagonisti Moratti, Formigoni, Prodi, festeggiare la vittoria? Festeggiamenti di politici, di vertici istituzionali, che oggi rischiano di essere guardati con una certa sfiducia, quando non con sospetto.

E’ spesso mancata, a questa Esposizione Universale, una marcia, importante e irrinunciabile: quella di un suo radicamento ampio, capace di coinvolgere uomini e donne, associazioni e territori. E’ mancata, insomma, una sua dimensione “popolare”.

Risulta, dunque, interessante l’impegno, ribadito in questi giorni, di una realtà come Expo Village. Come scrive il presidente, il varesino Raffaele Nurra, “da quando, il 31 Marzo 2008, Milano si è aggiudicata l’organizzazione dell’Esposizione Universale del 2015, per molti discutere di Expo ha significato, spesso in maniera strumentalmente polemica, una sterile osservazione della gestione dell’evento muovendo dalle recriminazioni rispetto al “non fatto” piuttosto che da un fattivo sostegno alla positività. Viceversa ad alcuni, pochi per la verità e fra questi per primi noi, è parso da subito chiaro che occorresse intraprendere un’esperienza più propriamente rivolta all’essenza di Expo”.

Continua Nurra: “Per noi Expo ha senso se permette di partecipare a qualcosa, se coinvolge. Se si caratterizza quale evento di relazione e di rapporto. Se permette di guardare  con occhi nuovi e insieme ad altri a ciò che abbiamo davanti”. In altre parole, “solo la valorizzazione dell’esperienza di uomini e donne radicati in un territorio, in una storia, in una cultura; solo il fascino dei nostri mille comuni, la ricchezza dei territori che è la nostra cifra più autentica possono conquistare e vincere l’Expo”.

Un giusto approccio, forse l’unico in grado di rendere Expo qualcosa di vicino e vissuto. Solo “un coinvolgimento popolare, un momento partecipativo”, come dice Nurra, può rendere l’evento una tappa di un cammino collettivo. “Ora il viaggio sta dispiegando destinazioni e prospettive. Ogni nuovo viandante contribuirà a compiere passi, identificare parole, scrivere una nuova pagina”, conclude il presidente di Expo Village. C’è da sperare che abbia ragione lui e non, al contrario, gli affaristi e i cacciatori di cadreghe.

4 agosto 2012
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