Lettere

Turoldo, uomo della Resistenza

La colpa è tutta mia per un’emoraggia all’occhio sinistro (!!) che mi rende difficile il vedere ma, se non mi sbaglio, nel corposo e bel pezzo su padre Davide Maria Turoldo e la serata a San Gemolo, fra richiami alla pace, alla giustizia, alla solidarietà, alla sofferenza, alle sue lotte, non c’è traccia di quella più grande e estrema battaglia

che, con l’amico padre Camillo De Piaz, ha combattuto: la Resistenza.

Un’avventura gloriosa fra le fila di quel movimento unitario che fu il “Fronte della Gioventù” di Milano fianco a fianco a Eugenio Curiel, Gillo Pontecorvo, Quinto Bonazzola, Vittoria Giunti, Aldo Tortorella, Laura Conti, Ernesto Treccani degli Alfieri, Raffaele De Grada, ecc ecc., giovani di fedi differenti così come di culture, estrazioni sociali.

Padre Turoldo fu uomo della Resistenza. Fu per lui la stagione dove mise a frutto le sue virtù di uomo libero per creare quel mondo giusto a cui anelava.

Ebbi la fortuna di conoscerli entrambi, De Piaz e Turoldo, negli anni ’80, quando il prepotente potere democristiano di Tirano, ebbe a cacciarli dalla Corsia dei Servi, un gesto ignobile, vile. Ne scrissi e in morte di De Piaz l’amico Landi Ciapponi, direttore del Museo Etnografico di Tirano ebbe a ritornare con forza sull’argomento.

A proposito del decisivo incontro nel gennaio 1944 nel convento servita attiguo alla Chiesa di San Carlo al Corso a Milano in cui si definì la piattaforma del “Fronte” De Piaz scrisse nel bel libro di Primo De Lazzari edito da Mursia 1996 “Storia del Fronte della Gioventù nella Resistenza”: “La nostra partecipazione alla Resistenza di cui il Fronte della Gioventù fu una parte della nostra attività, fu un’esperienza totale, non soltanto un appoggio. Un’esperienza in tutti i sensi, religioso, politico, culturale, esistenziale e sorgente di tutto il resto che venne e ci accadde di fare dopo”. Il plurale era riferito a padre Davide.

Spero che nella serata della placida Valganna, tra le poesie dell’attore e le note della bravissima Chiara Nicora, un pensiero vada anche a qusto pezzo di vita, al partigiano Turoldo, combattente per la libertà, senza che nessuno sia turbato. In questa tragica Italia è un atto dovuto.

Franco Giannantoni

1 agosto 2012
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