Economia

Congiunturale, crisi drammatica. Univa esalta l’export

L’andamento economico varesino nel secondo trimestre 2012 ha mantenuto mediamente un andamento stabile rispetto ai primi mesi dell’anno, anche se si evidenziano delle differenziazioni rispetto ai mercati di riferimento ed appaiono timori di un peggioramento congiunturale al rientro dalla pausa estiva. Sono queste le conclusioni a cui è giunta l’Indagine congiunturale svolta dall’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese sui mesi di aprile, maggio e giugno.

Il difficile panorama economico nazionale e mondiale ha inevitabili ripercussioni anche a livello varesino dal momento che l’Italia e l’area euro sono al centro dell’attuale crisi. I risultati dell’indagine tra le imprese manifatturiere varesine mostrano, infatti, ancora una situazione di stallo rispetto ai primi tre mesi dell’anno, in cui tengono solo alcune produzioni per i mercati esteri e quelle altamente tecnologiche.

Di fronte alla debolezza dei consumi e degli investimenti interni, l’export è rimasta l’unica variabile economica di tenuta. In particolare sono le esportazioni verso le aree emergenti ed i mercati al di fuori dell’area euro a mostrare una crescita. Le esportazioni varesine verso l’area euro nel primo trimestre del 2012 (ultimo dato disponibile) hanno, infatti, registrato una crescita del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre quelle verso il resto del mondo, pari al 61% del totale, hanno segnato un incremento ben superiore: +19,2%.

Tuttavia, la dinamica positiva delle esportazioni da sola non è sufficiente a compensare interamente la perdita registrata nei consumi e negli investimenti interni. Accanto agli interventi e allo sforzo delle imprese di essere presenti con i propri prodotti e servizi nei paesi esteri che garantiscono buone performance, occorrono misure a livello nazionale che rilancino il mercato interno.

L’andamento della produzione nel secondo trimestre del 2012 riflette questa situazione di rallentamento nazionale. La maggior parte delle imprese intervistate (63%) non ha rilevato variazioni nei livelli produttivi rispetto al trimestre precedente, il 14% ha dichiarato un incremento e il 23% un peggioramento. Le performance migliori sono state registrate dalle imprese che stanno orientando i loro prodotti verso nuovi mercati esteri o che operano in particolari nicchie produttive altamente tecnologiche. Per contro risultano in maggior sofferenza le produzioni destinate al mercato nazionale.

Le previsioni per i prossimi mesi sono caratterizzate da un alto grado di volatilità ed incorporano i timori di un peggioramento congiunturale. In questo momento, infatti, i mercati risentono delle turbolenze economiche e degli attacchi speculativi in corso contro l’area euro e sono soggetti a cambiamenti repentini. Un ulteriore motivo di preoccupazione è legato alla tenuta del commercio estero mondiale che si prevede possa rallentare il ritmo di crescita nei prossimi mesi. Le imprese del campione con riguardo all’andamento della produzione nel prossimo trimestre mantengono quindi un atteggiamento prudenziale e cautelativo: il 62% degli intervistati non si aspetta mutamenti nel breve periodo nei livelli produttivi. Cresce, invece al 35%la percentuale di imprese del campione che si attende un calo, contro il 15% rilevato nello scorso trimestre, mentre la percentuale di chi prevede un miglioramento è solo del 3%.

La dinamica del portafoglio ordini nel secondo trimestre del 2012 ha registrato un leggero deterioramento rispetto al trimestre precedente e anticipa l’andamento delle previsioni sui livelli produttivi: la maggior parte delle imprese intervistate (54%)continua a dichiarare ordini stabili, ma cresce al 31% la percentuale di imprese intervistate con ordini in calo, rispetto al 18% dello scorso trimestre. Gli ordinativi esteri si riconfermano traino per i portafogli ordini e fanno segnare una dinamica più stabile e un saldo delle risposte positivo.

Il mercato del lavoro riflette gli andamenti dell’economia. In particolare, il ricorso agli ammortizzatori sociali e alla cassa integrazione ordinaria è influenzato dal peggioramento congiunturale in atto e dalle turbolenze presenti sui mercati.

Le ore di Cassa Integrazione Ordinaria (Cigo) autorizzate nel comparto industriale nel secondo trimestre del 2012 sono state 5.335.434, in crescita del 14,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e del 32,4% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Guardando all’intero periodo cumulato da gennaio a giugno 2012 sono state autorizzate, sempre con riferimento al comparto industriale, 10.010.991 ore di Cigo, in aumento del 33,4% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Guardando ai principali settori di riferimento, l’andamento rispetto a gennaio-giugno 2011 è differenziato per comparti: si registra una riduzione delle ore autorizzate di Cigo all’interno del metalmeccanico e del chimico farmaceutico, mentre sono in crescita quelle nel tessile-abbigliamento e nella gomma e materie plastiche.

Analizzando, sempre con riferimento al comparto industriale, l’andamento anche degli altri ammortizzatori sociali, nei primi sei mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, si evidenzia, invece, un calo sia delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs), pari a -9,8%, sia della Cassa in deroga, pari a -37,2%.

Tuttavia, l’effetto complessivo (considerando Cigo, Cigs, deroga) è di un incremento del 10,2% delle ore autorizzate di cassa integrazione, che da gennaio a giugno 2012 hanno raggiunto quota 16.117.701 nell’industria.

A livello locale le esportazioni hanno rappresentato l’elemento di tenuta dell’economia, compensando, anche se solo in parte, le perdite registrate sul mercato interno. Gli ultimi dati disponibili sul commercio estero varesino sono relativi al primo trimestre 2012 e mostrano il dinamismo degli scambi in entrata a fronte di un rallentamento nelle importazioni.

Nel primo trimestre del 2012 si è, infatti, registrata una crescita dell’export del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, il che ha portato le esportazioni a raggiungere il valore di 2.423 milionidi euro. Le importazioni, per contro, nello stesso intervallo di tempo, hanno registrato una riduzione del 10,6%, risultando pari a 1.482 milioni di euro. Queste dinamiche nei flussi commerciali hanno portato un saldo commerciale positivo (+941 milioni di euro) ed in sostenuta crescita rispetto al primo trimestre del 2011 (+90,4%), dimostrazione dell’elevata capacità delle imprese varesine di essere presenti con i propri prodotti e servizi sui mercati esteri.

Sono in aumento soprattutto le esportazioni verso i paesi limitrofi non appartenenti all’area euro, centro della crisi, e verso le aree emergenti che stanno assorbendo sempre maggiori quote di commercio internazionale. Tra le macro-aree dove gli scambi commerciali varesini sono in forte crescita sono da segnalare il Medio Oriente (+77% rispetto al primo trimestre 2011), l’Africa (+102%) che così arriva a concentrare il 7% delle esportazioni varesine (superando il valore dell’export con destinazione l’America Settentrionale) e l’America Centro-Meridionale (+21%). Sebbene sia in corso un rallentamento della crescita di questi paesi in via di sviluppo, a partire dal 2013 si prevede un ritorno ad un ritmo più sostenuto, confermando quelle in questione come delle aree di estremo interesse per le esportazioni varesine, anche in un’ottica futura.

Guardando invece ai mercati più vicini non appartenenti all’area euro, la Svizzera rimane una meta di indubbio interesse, terzo mercato di riferimento per l’export locale, dove il flusso di prodotti dell’industria del Varesotto, nel primo trimestre 2012, è aumentato del 30% nel primo trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A livello di settori, l’incremento dell’export varesino è da considerare un fenomeno generale. Nel metalmeccanico le esportazioni hanno registrato una crescita del 16,6%, a fronte di un calo nelle importazioni del 2,8%; analizzando i singoli comparti i miglioramenti più consistenti delle esportazioni sono stati registrati nell’aeronautico, nei macchinari e nella metallurgia.

In moderato miglioramento (+1,2%) le esportazioni del settore tessile-abbigliamento grazie ad una ripresa dei flussi commerciali in uscita dei prodotti d’abbigliamento, a fronte, invece, di un export costante per i prodotti tessili. Le importazioni segnano una contrazione del 13,9% da ricercare in una caduta dell’import di prodotti tessili. Nel settore gomma e materie plastiche siè registrata una crescita delle esportazioni del 5,8% a fronte di una riduzione delle importazioni del +6%.

Infine, l’export del settore chimico e farmaceutico si è mantenuto su valori pressoché stabili rispetto al primo trimestre 2011 (+1%), mentre l’import si è ridotto del 23,4%. La crescita delle esportazioni è concentrata nel comparto chimico.

 

30 luglio 2012
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