Lettere

Ancora sulla Siria e Assad

Prima di tutto una critica ed un lamento a me stesso: quanto sono lento nel pensare …! E poi disappunto e forse addirittura sofferenza nel constatare che si cerca di far passare un incitamento al reato o addirittura apologia di reato come semplice provocazione.

C’è modo e modo tra la corretta e giusta provocazione, pronunciata per far sorgere il sano e democratico confronto di idee, che può essere stimolo di studio di una realtà politica, sociale, umana che ci circonda, e la frase “Assad non mollare”.

C’è anche modo e modo nel ribattere ad una più che giustificata reazione alla suddetta provocazione, giudicandola come frutto di menti orgogliose di sentirsi “Nipotini di Togliatti”. Cara grazia che non son stati giudicati “pro nipoti di Stalin”. Ma questo rivela un atteggiamento, volutamente non costruttivo, di esprimere un pensiero politico.

Da parte di un partito è più che giustificato il desiderio di “pulire i panni sporchi in famiglia”, ma non si può dimenticare che, in un modo o nell’altro, questi i panni sporchi sono stati buttati in faccia alla città, che non si aspetta questo da maggioranze e minoranze che affermano di voler amministrare una città, che purtroppo da tempo trasuda profonda crisi di idee valide, energia, economia, lavoro. E che è ansiosa di veder comparire tempi migliori.

Ma il confronto originava dalla situazione della Siria dove senz’altro c’è anche una reazione integralista, come in tutto il mondo arabo, diviso nella sua religione, etnie, tribù. Ma guardiamo bene al violento vortice caotico che si sta avvitando, drammatico uragano sanguinoso, in questo territorio siriano e studiamone le molteplici cause: al Nord vivono profughi Curdi (non neghiamo la loro sofferenza); ad Est ed al Sud milioni di profughi iracheni, raccolti in campi dove si vive di stenti; a questi vanno aggiunti profughi palestinesi. Al centro di tutto la popolazione siriana con al suo interno, come detto, movimenti religiosi spesso in contrasto e che deve sopportare economicamente i rifugiati. Infine i confini, tutti bollenti: al Nord con la Turchia. Ad Est con l’Iraq. Al Sud la Giordania. A Sud ovest Israele, che molto, ma molto minacciosamente guarda giù dal Golan (un tempo siriano). Ad Ovest il Libano. Nemmeno il confine col mare è pacifico, perché da lì arrivano armi …… Situazione drammatica di un territorio che ha una terra color grigio al Nord, deserto biondo al centro, al Sud la terra è rossa, come rossa è anche gran parte della terra africana …… Simbolo di eterno scorrere il sangue?

Siria, povero cuscinetto politico tra interessi internazionali, che si tendono paurosamente, generando violenze che constatiamo far scorrere tanto sangue innocente.

Emilio Corbetta

Consigliere Comunale P.D.

 

30 luglio 2012
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