Varese

Clerici: su Assad ho lanciato una provocazione

L'assessore Stefano Clerici

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo la lettera dell’assessore comunale Stefano Clerici in merito alla polemica su Bashar al-Assad, presidente della Siria, partita da un messaggio affidato da Clerici alla sua pagina personale Facebook:

Caro Direttore,
mi dispiace che le mie riflessioni sulla crisi siriana siano state fraintese e ampiamente strumentalizzate, e vorrei quindi chiarire la mia posizione.
Qualche giorno fa ho postato su Facebook la foto del presidente Assad, invitandolo a non mollare. Si trattava ovviamente di una voluta provocazione che aveva l’obiettivo di aprire un dibattito sulla sempre più nebulosa questione siriana.
Appare evidente a tutti che la situazione è critica e che gli organismi internazionali devono al più presto trovare una soluzione per salvaguardare il popolo siriano.
In una guerra civile difficilmente si è in grado di distinguere tra vittime e carnefici, ma è evidente che i cosiddetti ribelli che stanno lottando contro Assad sono stati adeguatamente armati e finanziati (nonché affiancati da bande di mercenari) da “qualcuno”. Qualcuno che ora sta gettando la croce addosso al governo siriano, dipingendolo agli occhi del mondo come sanguinario e spietato.
Peccato si tratti di un governo che fino a pochi mesi fa veniva universalmente descritto come “un raro esempio di laicità nella polveriera mediorientale”. Ne sanno qualcosa i cristiani di Siria, che da questo governo hanno ottenuto il riconoscimento di diritti civili e religiosi.
La crisi siriana è molto complessa, e personalmente dubito che qualcuno – men che meno i mass media internazionali – possa fornirci una chiave di lettura obiettiva. La vicenda andrebbe quindi sviscerata ed analizzata in profondità, magari ascoltando il parere del Patriarca di Antiochia o di Magdi Allam, non proprio due pericolosi eversivi, i quali da tempo ammoniscono la comunità internazionale circa il rischio (soprattutto per i cristiani) di un colpo di stato in Siria.
D’altronde il dubbio è più che lecito, se consideriamo che la cosiddetta “primavera araba” ha visto assurgere al potere i partiti e i movimenti islamisti, fortemente temuti dagli stessi che oggi, acriticamente, sostengono le rivolte in Siria.
La mia è quindi una provocazione forte da “uomo libero”, che ha il difetto di dubitare delle “verità” dei media. Sono soddisfatto di aver contribuito ad aprire il dibattito su una questione così spinosa e delicata, perché la politica nostrana, troppo presa ad arrovellarsi sulla nuova legge elettorale e sulle nomine nel CdA della Rai, non ha ancora trovato il tempo, né a Sinistra, né nel Pdl, per discuterne e prendere posizione.
Stefano Clerici

24 luglio 2012
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2 commenti a “Clerici: su Assad ho lanciato una provocazione

  1. cittadinosuperpartes il 24 luglio 2012, ore 19:29

    Dalla lettera si deduce che cerca di mettere le mani avanti per la serata che le si prospetta in consiglio comunale. Come tutti i politici che non hanno il coraggio di sostenere le proprie convinzioni quando si tratta di perdere il posto, trova la formuletta “Volevo aprire il dibattito”
    Speriamo che la faccia franca spiace perdere un protagonista delle polemiche politiche.

  2. bruno belli il 25 luglio 2012, ore 13:22

    La provocazione è un nobile mezzo intellettuale di stampo socio culturale, ma deve essere utilizzata, mi permetto di ricordarLe, Clerici, con intelligenza ed, al tempo stesso, con sensibilità, non tanto per fare.

    Personalmente, per quello che possa valere la mia opinione, non la ritengo un cattivo assessore, nel complesso, ma credo che una maggiore attenzione – prima di alcuni Suoi interventi – andrebbe soltanto a vantaggio della Sua credibilità.

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