Sesto San Giovanni

Al Carroponte il rebetiko di Vinicio canta l’assenza

Vinicio Capossela sul palco del Carroponte

Un Vinicio Capossela davvero in stato di grazia si è presentato, ieri sera, a Sesto San Giovanni, sul palco del Carroponte. Un Capossela che, con la sua orchestra dai suoni mediterranei, ha spiccato il volo dallo scheletro operaista dell’ex Breda, una struttura illuminata, nella notte, da rossi led che, forse, evocavano lontane sudate memorie di fatica operaia e di eroiche lotte. Rilanciate anche dalla misteriosa grande scritta che giganteggiava su un lato del Carroponte, “Abbi cura della macchina su cui lavori, è il tuo pane”, che richiamava l’attenzione dei ragazzi che si recavano sotto il palco.

Davvero entusiasmante la capacità di Vinicio di coiniugare tradizione e innovazione. Tanto più nel suo ultimo lavoro, solo in parte riproposto ieri sera, “Rebetiko Gymnastas”, un disco che il cantautore ha voluto dedicare al popolo greco, padre di tutti noi, della nostra cultura, del nostro stesso modo di vivere. Sul palco, Capossela canta accompagnato dalla sua band italo-greca, fa esercizi ginnici, si nasconde per toccare le tastiere, invita il popolo dei fans a stringersi in un grande, struggente abbraccio melodico e sentimentale. Ma poi, subito dopo, irrompe con il copricapo del Minotauro, per ritmare una melodia sulfurea, e prende a piene mani le note del concept album precedente, forse inarrivabile, “Marinai, profeti e balene”, che attingono il mito greco guardando alle radici, Odisseo, Circe e i flutti misteriosi del destino.

Una musica, il rebetiko, che Vinicio riscopre proprio mentre i mercati condannano i fratelli greci, e investe questa bella musica tradizionale, portata sul palco dal grandioso e solenne Manolis Pappos con il suo bouzouki, con un messaggio di libertà e di solidarietà. Ma forse sfugge ai più, al Carroponte, cullati dalle dolci melodie che ricordano l’assenza. Di un amore, di un’amicizia, di una compagnia. E di una comunità democratica che, proprio all’ombra dell’Acropoli, ha mosso i suoi primi, timidi passi.

23 luglio 2012
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