Varese

Nicoletti (ML): no ad ogni ipotesi di milanocentrismo

Dura presa di posizione del leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti, sulla fine di alcune Province, tra cui Varese, annunciata dal governo Monti. Dice il consigliere comuanle varesino: “Le province andrebbero abolite tutte senza alcuna distinzione. La loro riduzione è un primo passo che valutiamo positivamente, ma auspichiamo che, prima o poi, si arrivi alla loro totale eliminazione”.

Continua Nicoletti: “Di certo, faremo le barricate ad ipotesi di aggregazione con Milano. Il milanocentrismo è uno dei gravi problemi della Regione Lombardia. Auspicare, quindi, di creare una super-provincia di Milano con territori di Varese, come ventilato da più parti, vedrà la nostra ferma e decisa opposizione”.

 

22 luglio 2012
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9 commenti a “Nicoletti (ML): no ad ogni ipotesi di milanocentrismo

  1. bruno belli il 22 luglio 2012, ore 10:45

    Nicoletti mi rammenta la favola della volpe e dell’uva. Non avendola potuta raggiungere, signora volpe affermò che non era matura.

    Liberi di cambiare idee (ma non troppo, altrimenti si rischia di essere o camaleonti, o trasformisti, od opportunisti), mi suona come un accordo cacofonico la decisa condanna che Nicoletti pronuncia per le provincie.

    Mi pare che, nelle penultime elezioni provinciali, quando il Nicoletti bazzicava ancora AN, lo zelante agente immobiliare paladino del cittadino oppresso si fosse presentato per uno scranno a Villa Recalcati, il che appare ora come una contraddizione in termini: le Provincie sono inutili sono oggi?
    Allora (circa 7 anni fa) erano utili, invece? E se le avesse considerate inutili già allora, perché candidarsi per un seggio in Provincia.

    Ci piacerebbe che Alessio Nicoletti ci rispondesse in modo chiaro ed inequivocabile, giacché egli appartiene alla schiera dei “personaggi pubblici”, tra l’altro di quelli che taluni hanno votato per il Consiglio comunale di Varese conferendogli fiducia.
    Come motiva questa scelta così opposta? Tramite quale riflessione “sofferta” e ponderata è arrivato alla presa di posizione attuale?

    Inoltre, essendo egli contro il “milanocentrismo”, prevede anche Lui un’alternativa che, per comodità, chiamiamo “Regione Insubrica”? Assisteremo ad un inedito asse ML – LEGA, giacché pare che, sul “milanocentrismo” abbiano idee consimili?

    Sarebbe un gustoso colpo di scena degno del migliore romanzo d’appendice della Carolina Invernizio nazional popolare.
    Ovviamente, ho scomodato il “romanzo d’appendice”, perché l’attuale è una “politica d’appendice”.
    Attendiamo lumi da Nicoletti…

    P.S. Mi piace rammentare che Antonio Gramsci (l’attuale centro sinistra può guardare con il binocolo ad intellettuali di tale pregnanza) definì la Carolina, in tono amorevole, “onesta gallina della letteratura popolare”.

  2. cittadinosuperpartes il 22 luglio 2012, ore 16:53

    Il consigliere Nicoletti, difensore delle cause perse, e inventore di cause inesistenti, questa volta una ragione, le va riconosciuta “Le province vanno abolite in toto” con tutti i dipendenti messi in mobilita’ come si usa per il privato quando si ristruttura, anzi aggiungo io, vanno abolite anche tutte le regioni, creando tre entita’ o macro regioni che dir si voglia Nord, Centro, Sud,che possano fare le loro leggi, avere le loro forze di polizia reclutate fra chi ha radici sul territorio da 7 generazioni, consigli fatti di pochi rappresentanti, e come massima eleggibilita’ due legislature Bilanci certificati e sempre in pareggio, solidarieta’ con gli altri due raggruppamenti la dove bisognosi. Parlamento dimezzato e Senato abolito Presidente della Repubblica e Forze armate di leva garanti dell’indissolubilita’ della nazione Solo con uno Stato piu’ snello ed efficente manterremo le prime posizioni nel mondo

    Per il Dott. Belli interessante nel commento la citazione di Carolina Invernizio famosissima romanziera strappalacrime,anche ora in Italia si piange, mentre sono assenti purtroppo per noi intellettuali come Antonio Gramsci.

  3. bruno belli il 22 luglio 2012, ore 19:09

    Per @cittadinosuperpartes

    cui è piaciuto il “richiamo” alla Invernizio, La ringrazio per avere apprezzato. Condivido sulle riduzioni, come Lei dice, proprio partendo dal Parlamento e dalle Regioni.

    Se non lo avesse letto, mi permetto di segnalarle il commento che ho lasciato ieri nel pezzo dove si comunica la decisione del governo Monti: troverà una riflessione che va nella stessa direzione, simile alla Sua, anche se, magari, potrebbe non condividerne l’intero contenuto.

  4. Alessio Nicoletti il 23 luglio 2012, ore 10:00

    Carissimo prof. Belli,
    Ho avuto modo di leggere il suo gentilissimo commento e la rigrazio per l’attenzione che rivolge quotidianamente alla nostra attività.Per Sua informazione, non ho mai avuto l’onore di candidarmi in Provincia quando frequentavo An. In verità, ci siamo presentati con Movimento Libero nel 2007, ma diversamente da quanto da Lei dichiarato, anche in quell’occasione abbiamo mantenuto la nostra coerenza in tema di abolizione delle province. A tal proposito, Le riporto un link dell’Agosto 2006, al quale ne sono seguiti molti altri, che Le potrà chiarire meglio la nostra posizione: http://win.movimentolibero.it/dblog/articolo.asp?articolo=171.
    Cordiali Saluti
    Alessio Nicoletti

  5. ombretta diaferia il 23 luglio 2012, ore 15:32

    la questione si riconduce sempre all’identità:
    - chi la cerca nella cultura (“onesta gallina della letteratura popolare” è un’espressione che descrive molto del nostro attuale vivere);
    - chi la cerca nel territorio (son da sempre weberiana, quindi, propendo per la comunità vs società, ma si confonde spesso il ruolo di ogni ente che amministra un territorio con quello centrale che governa un paese. e l’oligarchia o la legiferazione territoriale o ancora i reclutamenti per generazioni e caste a me ricordano una sola cosa…);
    - chi negli ideali colori politici della libertà (ricordo bene Nicoletti e la sua paradossale, ma significativa candidatura per cambiare dall’interno il sistema… anche se ho verificato che il sistema li ha cambiati tutti quelli che adottano questo “slogan” per ripulirsi l’anima, prima dell’immagine!).

    un paese più snello, agile, scattante, attivo, culturalmente avanzato e con un welfare pro individuo, dove il lavoro è una forza centrale che traina il paese e sostiene i lavoratori, un paese così potrebbe realizzarsi solo se si pensasse semplicemente di amministrare la res pubblica, dal piccolo ente al presidente.
    (magari anche senza emolumenti sì sproporzionati…)

    rappresentare vuol dire sì raffigurare, descrivere, simboleggiare, mettere in scena, ma i nostri politici, dal piccolo locale al potente nazionale, si son fermati alla quarta definizione del dizionario.
    la pregnanza del termine è racchiusa nelle ultime due definizioni: svolgere le proprie funzioni in nome e per conto di altri, essere…

  6. cittadinosuperpartes il 23 luglio 2012, ore 16:17

    Per il Dott Belli
    Ho letto il pezzo da Lei indicatomi, certo che non si discosta molto dalla mia presa di posizione, anche se nel mio scritto, indico due cose imprescindibili,per me naturalmente, nel costruire una nuova e snella Patria. Esercito di leva addestratissimo, e Polizia Regionale unica. Arrivo a pensare che forse la costituzione di una milizia sicurezza nazionale volontaria non sia una cattiva idea, per contrastare certi soprusi che giornalmente vengono perpretati.

  7. bruno belli il 23 luglio 2012, ore 16:27

    Capperi, caspita! Che cosa ho fatto?
    Non credevo che un poco di ironia sul Nicoletti provincial popolare suscitasse qualche intervento ponderato e riflessivo che, nella fattispecie, merita la sig.ra Diaferia.

    Innanzi tutto, devo ringraziare OMBRETTA DIAFERIA che centra il problema, vivendo di CULTURA, e sostenendola, in altre parole vive le fondamenta della SOCIETA’.
    Cara Ombretta, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, in tal senso, ed è significativo il Suo partecipare.

    Poi, cosa più unica che rara, ho ottenuto una risposta da Alessio Nicoletti che, di solito, preferisce il silenzio, quando è pungolato dalla stampa. O che, forse, ritenga che ci sia differente qualità in chi gli ponga le domande?

    A lui mi sento di rispondere che, in ogni caso, la Sua è un preclaro esempio di coerente incoerenza, purtroppo propria di molti politici attuali: il candidarsi per uno scranno che si vorrebbe abolito!!!

    L’importante è che i cittadini abbiano compreso il succo della questione: candidatura per la Provincia (meno significante per quale “etichetta”), nonostante che la si ritenga, dal 2006, obsoleta. Sic et simpliciter.

    Certo, inoltre, che seguo la Sua attività, caro Nicoletti; come, del resto, faccio per l’intera politica varesina e nazionale, tanto perchè è importante l’informazione, quanto perchè, pur essendone io un miserrimo esempi, appartengo alla categoria dei giornalisti.

    Non ho pregiudizievoli, infatti, per chi faccia politica con il 3 % o con il 33%, purchè si cerchi di svolgere un lavoro logico e coerente.

  8. Roy1 il 23 luglio 2012, ore 18:37

    Alessio Nicoletti centra il bersaglio quando dice che il milanocentrismo è un grave problema della regione Lombardia: ma gli chiederei di andare oltre, perché il nostro problema forse è la mostruosa regione Lombardia, ripiegata su Milano e sugli osceni grattacieli “direzionali” che ospitano apparati burocratici esorbitanti

  9. ombretta diaferia il 23 luglio 2012, ore 19:55

    la banalità del male è riconducibile non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima, quanto piuttosto ad una “completa inconsapevolezza di cosa significhino le proprie azioni”…. (Hannah Arendt docet!)

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