Varese

Albergo di Capolago, Fontana: non rispettati i patti

Il sindaco Fontana

A fine maggio Legambiente Varese, nell’ambito della discussione sul Pgt che non c’è, e nel solco delle famose dieci domande del quotidiano “La Repubblica” a Berlusconi, ha proposto all’Amministrazione comunale di Varese dieci domande sul futuro della città.

Ora il sindaco Fontana risponde ad una delle dieci domande, esattamente alla numero 8: quali opere di compensazione ha ottenuto concretamente il Comune con la costruzione dei due “alberghi dei Mondiali”? Quali effetti durevoli hanno prodotto oltre allo sfregio del
paesaggio?

Dopo un blitz di Goletta Verde davanti all’albergo di Capolago, il sindaco interviene e spiega cosa è accaduto: “Occorre prima ribadire che le questioni aperte con la Società “Il Gigante SpA” e i suoi aventi causa attengono sostanzialmente alla realizzazione di alcune opere di urbanizzazione complementari al progetto e la cessione di alcune aree interessate da dette opere, facenti parte di una apposita convenzione che doveva regolare i rapporti tra la Società ed il Comune di Varese. La citata convenzione, preceduta da atto di impegnativa unilaterale irrevocabile di pari contenuto al tempo del rilascio del permesso di costruire, venne sottoscritta tra il Comune di Varese e la società Il Gigante SpA e depositata in atti comunali in data 12.03.2008″.

Prosegue Fontana: “In essa era prevista l’ultimazione delle opere entro il 15.09.2008, ivi compreso anche il rifacimento del ponte sulla via Porticciolo. La società medesima provvedeva, altresì, a depositare le garanzie fidejussorie richieste dal Comune e previste nei citati atti. Successivamente veniva adottato da parte degli Uffici un costante monitoraggio sulle opere di urbanizzazione da eseguirsi da parte del soggetto attuatore e si procedeva dapprima ad una serie di interlocuzioni, poi di solleciti e quindi diffide”.

“L’interlocuzione con la società si è vieppiù appalesata difficoltosa ed improduttiva – prosegue il sindaco -, atteso anche alcuni incontrovertibili comportamenti censurabili adottati dalla stessa in punto di spogliazione delle aree interessate alla prevista e convenuta realizzazione delle opere di urbanizzazione complementari e della relativa cessione. Sono stati quindi eseguiti diversi atti formali nei confronti della società da parte degli Uffici comunali con ripetuti atti di diffida, ricorsi e controricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato”.

Dice poi Fontana: “Nel frattempo lo stesso Comune avviava, nell’ambito dell’attività di controllo edilizio, controlli che rilevavano alcuni abusi edilizi con conseguente emissione di diversi procedimenti sanzionatori. Sono state, altresì, assunte alcune iniziative anche sul piano penale con deposito di esposti-querela e ulteriori atti di aggiornamento presso la Procura della Repubblica di Varese”.

“E’ stato dato avvio alla esecuzione delle polizze fidejussorie a garanzia degli adempimenti convenzionali non eseguiti – sottolinea il sindaco -ed, infine, atteso la dichiarazione di intervenuto fallimento della società “Il Gigante” è stata recentemente riassunta la relativa vertenza nei confronti del fallimento medesimo. In definitiva mi preme ribadire come il Comune di Varese abbia fatto il possibile per imporre alla società “Il Gigante” il rispetto dei patti convenzionali sottoscritti e solo il comportamento assolutamente inaffidabile e censurabile della stessa ha condotto all’attuale situazione. Il Comune non lascerà, in ogni caso, nulla di intentato per recuperare le aree e gli stanziamenti necessari a realizzare le opere di compensazione previste a vantaggio della collettività varesina”.

 

19 luglio 2012
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