Varese

La politica non cambia. E Lombardia Europa riflette

Un momento di riflessione, quanto mai attuale, organizzato a Varese dalla Fondazione Lombardia Europa dal titolo “La politica che (non) piace”, si svolgerà mercoledì 18 luglio, alle ore 18.30, presso Villa Panza (Piazza Litta 1, Varese).

Come dicono gli organizzatori, “ormai da molto tempo i nostri discorsi sulla realtà sociale, economica e politica, sempre più spesso sono dominati dalla parola “crisi”. Non vi è dubbio che viviamo in una situazione di crisi, eppure è importante andare oltre con lo sguardo per ricercare nuove opportunità economiche e nuovi assetti sociali e politici. Oggi la politica, ancor più che l’economia e la finanza, è messa in discussione perché non appare in grado di dare risposte all’altezza della situazione di difficoltà che la società sta vivendo. E’ diffuso il pensiero che, se la politica non è capace, allora se ne può fare a meno, oppure si può riformare con l’”antipolitica”. La politica però è ineliminabile. C’è bisogno di politica e sono i fatti a dirlo quotidianamente. Certamente deve cambiare il modo con cui, spesso, si fa politica e si prendono le decisioni politiche. In questi tempi è più che mai evidente che le persone, i cittadini, soffrono e si ribellano se colui che decide non le ascolta, non le consulta”.

A partire da queste riflessioni si svolgerà l’incontro estivo organizzato dalla Fondazione Lombardia Europa vedrà un confronto tra un giornalista, Matteo Inzaghi, direttore delle news di Rete55, e a un politico, Raffaele Cattaneo, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia, di confrontarsi sul tema “La politica che (non) piace”, presso “Villa Panza” a Varese. Al dibattito seguirà un aperitivo offerto dalla Fondazione e la possibilità di visitare la bella mostra “Reflections” del videoartista Bill Viola, attualmente ospitata presso Villa Panza.

 

16 luglio 2012
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Un commento a “La politica non cambia. E Lombardia Europa riflette

  1. bruno belli il 16 luglio 2012, ore 19:49

    “La politica è ineliminabile”, affermano gli organizzatori. Senza dubbio, un dato di fatto. la Storia è sempre lì a rammentarlo. Però, è un reale problema, come il rinnovarla.
    Quale sarà il futuro dell’Italia, affinché sia credibile per i suoi stessi cittadini e per i rapporti internazionali?
    Semplicemente, ma è un’opinione contestabile, credo che anche la politica si rinnovi secondo il principio di scegliere, già quando si selezionano i candidati, quegli individui che siano capaci – per esperienza, o per qualità – di governare con serietà e professionalità, senza adulare il cittadino, qualora si fosse certi che molte promesse non si potranno realizzare in tempi brevi, o, addirittura, mai.
    Bisognerebbe anche avere coraggio di affermare che non sia possibile migliorare in breve, perchè nessuno ha la bacchetta magica.
    Bisogna anche ricordare che si dovranno scontentare molti cittadini, di fronte a scelte difficili, e talora impopolari, perche è impossibile, al tempo stesso, accontentare le pur giuste rimostranze di tutti noi.
    Temo che i moderni “salvatori della patria”, che lisciano il possibile elettorato, oppure che giocano con il “populismo” (e sono molti, ahimè, anzi, troppi) non si rendano conto infine che a governare è molto più difficile che a criticare e che il miglior politico, oggi, sarebbe colui che, iniziando un discorso, cominci, ad esempio, con queste parole:
    “Io non prometto nulla di certo, perché non ho la bacchetta magica, ma mi impegno a lavorare per il meglio, affinché, gradatamente, la vita di tutti possa migliorare.
    Per fare questo, non tutti vedranno subito i risultati che attendono, perché è impossibile accontentare tutti e la società e multiforme, non si limita al bianco ed al nero.
    L’equità è solo una chimera, perché la Natura stessa non è equa, ecc.ecc.ecc.”…

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