Politica

Bagarre all’Assemblea Pd per i matrimoni gay

I matrimoni gay scatenano le polemiche sul finale dell’Assemblea del Pd. A fare esplodere la polemica il fatto che la presidente Rosy Bindi ha dichiarato inammissibili due ordini del giorno sulle nozze omosessuali presentati, tra gli altri, da Anna Paola Concia e Ivan Scalfarotto, che rappresentavano la minoranza.

Motivo dell’inammissibilità il fatto che l’Assemblea aveva approvato un documento sui diritti con l’impegno di dedicare a questo tema una direzione dopo l’estate. La Concia, Scalfarotto e una parte della platea non ha nascosto il proprio dissenso fino a bloccare, per qualche minuto, i lavori. Bersaglio delle critiche in particolare è stata Rosy Bindi, ritenuta responsabile da alcuni di aver fatto saltare una intesa raggiunta nel pomeriggio per votare il documento con allegati gli ordini del giorno presentati sugli argomenti attinenti.

A votare no contro il documento è stata, in sostanza, l’area Marino. “Mi rifiuto di credere che il Partito democratico possa essere più arretrato di Gianfranco Fini in tema di diritti – ha dichiarato Ignazio Marino -. Insieme a Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Paola Concia e altri abbiamo lavorato a un contributo integrativo del documento sui diritti, poiché volevamo quei sì e quei no che si attendono da noi i nostri elettori”.

Per placare le polemiche è intervenuto lo stesso segretario Pier Luigi Bersani. “Ricordatevi che il Paese non è fatto delle nostre beghe”. Per protesta alcuni iscritti hanno strappato la tessera del partito.

14 luglio 2012
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