Varese

Cava Cantello, Lipu: giù le mani da valle Bevera

In vista dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Varese prima della pausa estiva, convocata per giovedì 12 luglio, e che presenta, al primo punto dell’ordine del giorno, lo Sudio di fattibilità del Plis Valle della Bevera, che sarà presentato in aula dall’assessore alla Tutela Ambientale, Stefano Clerici, interviene il delegato Lipu Varese, Luca Chiarei.

“In relazione alle iniziative istituzionali assunte dalla Provincia di Varese e dall’assessore all’ambiente Marsico contro la riapertura della ormai famosa Cava ex-coppa, presente nella collina Tre scali nella valle della Bevera, la LIPU ritiene che esse siano assolutamente da condividere, esprime il proprio pieno sostegno ed auspica che vadano a buon fine”.

Continua Chiarei: “Se alla decisione assunta dalla Provincia di stralcio dell’opera dal Piano cave si assocerà anche la Regione, come pare notizie di stampa confermino, avremo quasi evitato che, in una area di alto valore naturalistico nella quale siamo impegnati, come è noto, nello studio di fattibilità di un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), si consumi un rilevante danno ambientale come la sostanziale rimozione di una collina”.

“Diciamo quasi – aggiunge Chiarei – perché Italinerti potrebbe sempre impugnare i provvedimenti delle amministrazioni – provincia ed eventualmente anche quello regionale. Questa eventualità certamente non è da scartare ma, se effettivamente Italinerti ha a cuore come scrive la fruizione naturalistica dell’area, sarebbe in contraddizione con se stessa oltre a porsi oggettivamente in contrasto con la volontà politica praticamente di tutte le amministrazioni locali, della cittadinanza, dei sindacati stessi e ovviamente di tutte le associazioni ambientaliste”.

Conclude il deleghato Lipu di Varese: “Se l’opera è veramente la messa in sicurezza di una area e non una speculazione mascherata, questa è perseguibile con semplici strumenti di segnalazione e ingegneria ambientale assai meno impattanti, non è nell’interesse di nessuno alimentare la conflittualità. Sottolineiamo che il ripensamento su una scelta assunta, probabilmente senza avere considerato approfonditamente tutti gli aspetti, vada a merito della provincia stessa e costituisce una dimostrazione che l’interesse pubblico a volte riesce a prevalere su quello privato, soprattutto quando l’interesse pubblico è la tutela ambientale e una risorsa preziosa come quella dell’acqua”.

10 luglio 2012
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