Lettere

Matrimoni civili e religiosi

Matrimonio civile o religioso? Nei giorni scorsi sui giornali, con un tono sfumatamente scandalistico e con cenni di preoccupazione, è stato annunciato che i matrimoni celebrati nelle sale comunali hanno numericamente superato i matrimoni celebrati in Chiesa.

A mio giudizio è una bella notizia, per nulla preoccupante. Vuol dire che si è compresa bene la differenza tra contratto matrimoniale – e non vuol dire che dietro il contratto non ci sia una immensa carica d’amore – e  sacramento matrimoniale, dove il grande dono d’amore diventa protagonista di un sacramento, con tutte le conseguenze di fede legate al sacramento. Naturalmente per chi ci crede e vuol crederci.

Vuol dire che non ci si sposa in Chiesa per far contenti i genitori, per costume, “perché nella nostra famiglia han fatto tutti così” o perché la cerimonia in Chiesa e più suggestiva.

Il saper prendere coscienza di cosa è il matrimonio celebrato nelle bellissime sale dei nostri comuni e di cosa è il sacramento del matrimonio è una presa di coscienza civile o religiosa che merita in entrambi i casi un grande rispetto ed, in quanto” presa di coscienza”, è auspicabile che venga presa anche per altre scelte che la vita civile si richiedono: quando andiamo a lavorare, quando andiamo a votare, quando contattiamo i nostri simili per motivi economici, per motivi professionali, per necessità sociale, quando studiamo, quando ci stiamo divertendo, quando si soffre per mancanza di salute. In entrambi i casi, matrimonio civile o religioso, c’è sempre il dono reciproco dell’amore, dono profondo che genera.

È evidente che le implicazioni sono immense. Ma è naturale che lo siano. Partendo dallo sviluppo del neonato, che nasce con il numero completo del suo patrimonio di neuroni, ma con l’incompletezza dello sviluppo degli assoni e delle sinapsi, che maturano lentissimamente nel tempo, per cui ci deve essere la famiglia col suo ambiente a proteggerlo, la famiglia che provvede alle crude necessità economiche del suo sostentamento e della sua preparazione alla vita.

Problemi immensi, dicevamo, creati dalle necessità, ma anche dai vizi del consorzio sociale dove, troppo spesso, la parola ”amore” si allontana dai suoi significati. Considerando tutto questo, è evidente il motivo per cui è importante la scelta di dove e come coscientemente celebrare il matrimonio. Matrimonio che quindi ha grandi responsabilità indipendentemente dal modo con cui viene celebrato. Infatti le responsabilità permangono sia che lo si celebri nella più assoluta semplicità, sia nel modo più barocco e grandioso possibile, sia nella piccola cappella di montagna, sia nella lussuosa e spettacolare “Sala Matrimoni” del palazzo Estensi.

Ma la famiglia nella nostra società non si presenta solo negli aspetti sopra esposti. È vero! . Ma l’amore, che dovrebbe essere alla base del suo nascere e del suo vivere, deve sapersi adattare a tutti i problemi ed alle sfaccettature che la vita comporta.

All’origine c’è lui: l’amore! Origine di rapporti umani di coppia, rapporti unici, irripetibili, dall’infinita originalità, tutti meritevoli del massimo rispetto e che vanno protetti adeguatamente dal legislatore (ma anche dai protagonisti! Sopratutto)) perché è ovvio: sono alla base della nostra società stessa.

Emilio Corbetta

Consigliere Comunale P.D.

 

5 luglio 2012
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