Varese

Patto Lago Maggiore, c’era una volta Maroni

I firmatari del patto a Villa Recalcati

Sono passati due anni e sembra che siano passati secoli. Alla firma del Patto per la sicurezza del Lago Maggiore e del Lago di Lugano avvenuta l’1 luglio 2010, alla presenza dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, la Sala della Provincia era gremita di giornalisti e operatori, oltre che di autorità e di esponenti delle Forze dell’ordine. Sicurezza come cavallo di battaglia del Carroccio, con rappresentanti leghisti galvanizzati per l’occasione.

Nulla più di tutto questo oggi, a Villa Recalcati, quando si è firmata la proroga, per due anni, del patto che interessa due Regioni e tre Province. Assai più dimesso e modesto, l’evento, con il prefetto Giorgio Zanzi che ha introdotto l’iniziativa e ha coordinato gli interventi. “Il patto – ha spiegato con precisione Zanzi – è servito alle Forze di polizia e ai Vigili del Fuoco a lavorare in maniera coordinata in un’area vasta. Attività che ha permesso di ottenere risultati migliori e più incoraggianti rispetto al passato, quando ci si muoveva separatamente”. Un patto sottoscritto nelle varie province: firma già avvenuta a Verbania, oggi a Varese, domani a Novara.

Al capo gabinetto del Prefetto, Roberto Bolognesi, il compito di riassumere i risultati in cifre del 2011 rispetto al 2010. Per quanto riguarda il Maggiore, sono stati 6 gli eventi incidentali (rispetto a 31), 664 i natanti controllati (rispetto a 331), 15 natanti recuperati (rispetto a 28), 38 persone soccorse (rispetto a 79), 34 i servizi congiunti (rispetto a 51), 205 le unità impegnate (rispetto a 156). Per quanto poi riguarda la sicurezza stradale, 436 gli interventi per le stragi del sabato sera (rispetto a 320), 2129 le unità di polizia impiegate (rispetto a 816), 3227 le sanzioni elevate (rispetto a 1156), 11099 i controlli effettuati (rispetto a 8108).  Risultati analoghi per quanto riguarda la sponda italiana del Lago di Lugano.

“Dati positivi – ha commentato il prefetto – che ci fa riproporre il patto”. Gli ha fatto eco Massimiliano Carioni, assessore provinciale alla Socurezza, che ha definito il patto “un contributo positivo alla sicurezza reale e percepita, oltre che un miglioramento della collaborazione tra forze dell’ordine”. Carioni ha anche sottolineato come il patto “metta insieme i sindaci sul fronte della sicurezza”. L’assessore ha anche lanciato l’iniziativa del servizio di 15 bagnini sulle spiagge con maggiore affluenza dal 14 luglio al 26 agosto (weekend dalle 10 alle 19, altri giorni dalle 13 alle 18), sulle spiagge di Maccagno, Laveno, Cerro, Leggiuno, Ronco, Sesto Calende e Lisanza.

Il sindaco lavenese Graziella Giacon, che presiede il Consorzio dei Laghi, ha sottolineato l’importanza del monitoraggio che è possibile effettuare nell’ambito del Patto, mentre da parte del sindaco di Monvalle, Franco Oregioni, è giunta la lamentela che la spiaggia del suo Comune non ha l’ausilio dei bagnini. Subito è intervenuta la Giacon, che ha ricordato la recente delibera del Consorzio che aggiunge anche i Comuni di Monvalle, Luino e Ispra.

Quanto al sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Vittorio Roncoroni, ha rimarcato la preoccupazione relativa alla ventilata chiusura del presidio delle Fiamme gialle (ma è stato rassicurato dal comandante Morelli) e quella relativa al cambio di orari del presidio di confine a Lavena.

Prima della firma è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza del Pirellone, Romano La Russa, che con sano realismo ha sottolineato come “con il patto non si può pensare di avere risolto tutti i problemi legati alla sicurezza, ma certamente la percezione della sicurezza da parte dei cittadini è maggiore rispetto al passato”. Ha poi aggiunto: “Mi sarebbe piaciuto promettervi nuove risorse, ma le risorse sono limitatissime visto il momento. Ma nonostante questo il patto continuerà ad essere sostenuto”.

4 luglio 2012
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