Maroni ha cambiato idea: restiamo con Formigoni
Il ripensamento del giorno dopo. Il neo-segretario leghista Roberto Maroni, il giorno dopo il congresso, ha già cambiato idea circa Roberto Formigoni e l’alleanza al Pirellone.
Le parole grosse, gli ultimatum e i diktat leghisti, appaiono come un gioco a servizio dei media, fumo negli occhi per tirare a campare. E’ il caso del segretario lombardo Matteo Salvini, quando dice: “Ogni mese faremo il tagliando al Governatore. Gli abbiamo chiesto di occuparsi di più dei problemi della Lombardia”.
La pesante ipoteca posta al congresso di Assago da Maroni a Formigoni si è già squagliata come neve al sole. La parola d’ordine è una sola, per Pdl e Lega al Pirellone: andare avanti. Resta solo la richiesta a Formigoni di fare un passo indietro su Expo, ma è davvero poca cosa. Soprattutto è la dimostrazione che il nuovo corso leghista, più che rilanciare e cambiare, è attento solo alla necessità di stare in sella. A scendere si corre il rischio di non risalirci più.




” il muto dice a sordo : guarda il cieco che ci spia “
Non c’è che dire! Proprio un bell’inizio per chi ha appena affermato di volere lasciare tutte le poltrone. Ah, ma si trattava solo di quelle “romane”! Quelle lombarde bisogna tenersele ben strette. Dalla Lega dei diamanti e dei lingotti d’oro a quella delle cadreghe!
Vero.A lasciare le poltrone(e sono tante e senza merito)si rischia di non prenderle più!
Il richiamo della foresta infrange immeditamente il nuovo sogno leghista. La speranza di tanti militanti di un ritorno alla Lega dura e pura delle origini frantumata dall’amore per il potere. Del resto, in una Regione dove governa da quasi venti anni, la Lega non può che essere complice di Formigoni. Se affonda la barca di Formigoni, affonda a anche quella della Lega.